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Spieghiamo come 
prevenire e curare le punture 
di zanzara coi rimedi naturali

Notti passate in bianco, prurito intenso, piccole infezioni.
Questo il fastidioso rituale estivo che si ripete ogni anno in buona parte del nostro paese a causa delle zanzare! Un piccolo insetto che si nutre del sangue dei mammiferi e per favorire il proprio 'lavoro' inietta un veleno anticoagulante e irritante in grado di favorire l'asportazione del prezioso nutrimento.

Al di là di quanto possa apparire le zanzare sono insetti particolarmente selettivi che individuano la propria preda in base a fattori non del tutto chiari. Certamente influsicono le 'emanazioni' della pelle, odore e colore principalmente. Non è quasi mai rischiosa se non in rari casi di allergia in cui si può verificare una reazione particolarmente intensa, in questo caso si parla di shock anafilattico ed è necessario rivolgersi immediatamente a un pronto soccorso.

Esiste sul mercato un' interminabile offerta di 'armi' per contrastare il fenomeno: spray repellenti, spirali da bruciare, fornelletti elettrici con pasticche sino ad arrivare alle racchette elettriche con cui folgorare le malcapitate. Si tratta dal nostro punto di vista di soluzioni poco sostenibili, spesso altamente tossiche.
Autan, Off e Vape tanto per non fare nomi contengono DEET, un potentissimo pesticida che potrebbe causare problemi di salute a lungo termine, la sostanza è già stata vietata ai bambini sotto ai 2 anni. E se fa male a loro non è che farà meglio agli adulti!

Inoltre noi siamo anche più fortunati delle povere zanzare allontanate con così tanta irrazionalità e possiamo scegliere soluzioni certamente più rispettose dell'ambiente, dell'essere umano e delle zanzare stesse.
La natura infatti ci mette a disposizione rimedi efficacissimi sia in termine di prevenzione che di cura. Nondimeno c'è da fare attenzione perchè ci sono metodi 'della nonna' che pur essendo naturali non sempre si rivelano una soluzione salutare.


PREVENZIONE E RIMEDI NATURALI 'CON' LE ZANZARE

Come accennavamo le zanzare selezionano il proprio donatore di sangue in base a diversi fattori uno dei principali sembra essere l'olfatto. E' infatti con un'alterazione del profumo cutaneo che da sempre l'uomo cerca di allontanare i fastidiosi insetti estivi.

Tra gli olii essenziali troviamo i più potenti repellenti per insetti ma pochi tra questi possono essere utilizzati per uso topico. Sempre negli olii essenziali possiamo individuare rimedi ottimali per lenire prurito, bruciore ed evitare infezioni in caso di punture.

PREVENZIONE E RIMEDI ZANZARE: Olio essenziale di Lavanda
E' la soluzione da tenere sempre a portata di mano: in caso di puntura si possono applicare 1 o 2 gocce direttamente sulla zona interessata e in pochi minuti si avvertirà il beneficio. Va da sè che prima si interviene più possibilità di azione ha l'essenza. La lavanda è anche un discreto repellente pertanto è possibile 'difendersi' preparando una miscela di olio vegetale, 100 ml, cui aggiungere 12 gocce di lavanda da spalmarsi sulle zone esposte più a rischio.


PREVENZIONE E RIMEDI ZANZARE: Olio essenziale di Citronella
Si tratta del repellente per eccellenza, come per la lavanda si può preparare una miscela di questo tipo: 20 gocce da diluire in 100 ml di olio vegetale. Come vettore vegetale suggeriamo il jojoba, che è anche idratante e non unge eccessivamente. In alternativa si può utilizzare del burro di karitè per preparare una crema antizanzare a prova di bomba.Quanto detto per l'OE di citronella vale anche per l'OE di geranio con la differenza che in questo caso le gocce da utilizzare per 100 ml di olio vegetale saranno 30.

PREVENZIONE E RIMEDI ZANZARE: Olio essenziale di Niaouli
Come la lavanda può essere utilizzato sulle punture per calmare l'irritazione in breve tempo. Suggeriamo di utilizzare comunque la lavanda perchè molto più maneggevole da usare puro anche sulla pelle dei bambini.

PREVENZIONE E RIMEDI ZANZARE: Tea Tree Oil
Potente antisettico, antibiotico e cicatrizzante è validissimo in caso di puntura e si può applicare puro, simile alla lavanda ma certamente più aggressivo, indicato per gli adulti. Ha anche funzione repellente per cui anche per l' OE di tea tree è possibile realizzare una miscela. In questo caso si useranno 8 gocce di OE su 100 ml di vettore.

Citiamo infine anche Neem, Cajeput e Melissa, tutti Olii Essenziali efficaci nel post-puntura e l'Eucalipto, OE rinfrescante con cui realizzare impacchi di acqua fresca (12 gocce in una bacinella) in caso di punture diffuse in ampie zone del corpo. Sconsigliamo l'utilizzo di qualsiasi OE a base di agrumi (limone, arancio, mandarino, bergamotto, neroli) a causa del notevole effetto fotosensibilizzante.


Nella seconda parte di quest'articolo affronteremo  i principali rimedi 'fai da te', tramandati a torto o a ragione dalla saggezza popolare.


Negli ultimi 50 anni l'età media del menarca, lo sviluppo sessuale femminile, è passata da 14 a 11 anni.

Un salto enorme, una corsa che sembra addirittura aver accelerato negli ultimi anni. Una media di 11 anni significa che si riscontrano percentuali significative già a partire dai 7-8 anni.

Al punto che alcuni studiosi abbassano ulteriormente la soglia arrivando a considerare precoce una pubertà che inizi prima dei 7 anni! Notizie come questa fanno pensare, e molto.


COSA COMPORTA UNA PUBERTA' PRECOCE?

Maturare sessualmente prima dei 10 anni comporta dei rischi.
Sul piano psico-emotivo le bambine arrivano impreparate ad affrontare un appuntamento fondamentale della propria vita: viene 'rubato' loro proprio il tempo di cui il loro essere ha bisogno per maturare armonicamente.
La pubertà precoce, con lo sviluppo sessuale e la comparsa del primo ciclo mestruale, non coincide infatti con il corrispettivo sviluppo psicologico e mentale. Si realizza così uno sfasamento tra il fisico da adolescente (e relative pulsioni) e la personalità ancora infantile.
E' facile intuire come una tale 'disarmonia' sia contro natura e che la distanza interna che si viene a creare tra bambina e futura donna possa incidere profondamente durante tutto il corso della vita.
Anche fisicamente una pubertà anticipata espone l'organismo a rischi per la salute: un'elevata produzione di estrogeni in così tenera età potrebbe predisporre a patologie gravi in età adulta (cancro al seno e malattie cardiache).


PUBERTA' PRECOCE:
LE CAUSE SONO AMBIENTALI


Le cause di una pubertà precoce sono da ricercare in un insieme di fattori ambientali, quindi esterni.
Alimentazione, inquinamento chimico e psicologico sono i fattori sotto osservazione da alcuni anni a questa parte.
Anche lo stile di vita, sempre più sedentario sin dalla tenera età, contribuisce in maniera determinante all'alterazione dell'orologio biologico.


PUBERTA' PRECOCE: ALIMENTAZIONE

La modifica delle abitudini alimentari è considerata da anni tra le cause principali della pubertà precoce.
Uno studio diretto da Imogen Rogers della University of Brighton e pubblicato di recente sulla rivista Public Health Nutrition mette sotto accusa in particolare il consumo di carne.
Esaminando un campione di oltre 3000 bambine si è riscontrato che le bambine che mangiano assiduamente carne (8 porzioni a settimana a 4 anni, 12 porzioni a settimana a 7 anni) hanno una probabilità di sviluppo precoce più elevata del 75%. La motivazione secondo Rogers sarebbe da ricercare nell'elevato apporto di zinco e ferro (presenti nella carne), che l'organismo 'legge' come segnali favorevoli alla gravidanza. La carne, aggiungiamo noi, contiene estrogeni in abbondanza dal momento che l'industria zootecnica ne fa un largo uso per accelerare il più possibile lo sviluppo degli animali da macello.
Studi analoghi hanno messo in luce come il ricorso sempre più frequente al cibo spazzatura (fast food, pizzerie, merendine confezionate, bibite gassate e zuccherate, ecc...) sia responsabile di una sovraesposizione ai cosiddetti 'disturbatori endocrini ambientali'.
Si tratta di ormoni molto simili agli estrogeni in grado di ingannare e alterare il sistema endocrino inducendo variazioni al momento non calcolabili.
Il cibo spazzatura è anche responsabile dell'aumento di obesità infantile, altro elemento in grado di favorire uno sviluppo sessuale anticipato insieme a una scarsa attività fisica.


PUBERTA' PRECOCE E 
INQUINANTI CHIMICI

I 'finti ormoni' sono presenti anche in un ampia varietà di elementi con cui veniamo a contatto quotidianamente: pesticidi, vernici, plastiche.

I pesticidi arrivano sulle nostre tavole attraverso frutta e verdura coltivata in modo convenzionale e non biologico o biodinamico. Sono presenti anche nella carne dal momento che gli animali da macello si nutrono a loro volta di cereali 'impestati' di sostanze chimiche.
La plastica per alimenti è stata messa sotto osservazione per la presenza di una sostanza chimica, il bisfenolo A, che interferisce sulla sintesi ormonale ed è considerata tra le cause dell' endometriosi.
E ancora fenoli, ftalati e fitoestrogeni presenti nei cosmetici industriali quindi shampoo, detergenti, lozioni, profumi e deodoranti (quali? praticamente tutti quelli presenti in un supermercato), tutte sostanze che secondo alcuni ricercatori anticipano lo sviluppo mammario.


PUBERTA' PRECOCE: INQUINANTI PSICHICI

Fanno parte dei disturbatori endocrini ambientali anche gli 'inquinanti psichici'.
Un esempio? La televisione, che con i suoi modelli di comportamento le allusioni sessuali a qualsiasi orario del giorno e specialmente in fascia protetta, bombarda e 'programma' milioni di bambini (e adulti) a una visione 'erotocentrica' della vita.
Una quotidiana frequentazione di questi messaggi può 'ingannare' ipotalamo e ipofisi, le aree cerebrali preposte alla secrezione degli ormoni che attivano le funzionalità di ovaie e testicoli (gonadotropine). L'ipotalamo infatti è direttamente collegato alla corteccia cerebrale visiva e risponderebbe a questa stimolazione 'adeguandosi', ovvero accelerando l'orologio biologico dell'organismo.




L'intervista di oggi è a Sauro Martella. 
Che con sua moglie Renata Balducci ha creato il più importante e seguito blog della cucina Vegan in Italia: Veganblog.it! 

Estratto dalla pagina Chi Siamo di Veganblog:

"Un Blog di ricette Vegan non è necessariamente dedicato a chi ha già fatto questa scelta, ma è anche e sopratutto una porta aperta a chi ha il desiderio di approfondire l’argomento o la semplice curiosità di conoscere il mondo di chi ha fatto una scelta basata innanzitutto sul rispetto della vita e sul rifiuto della violenza.

Molti resteranno stupiti nel constatare come cucinare e mangiare Vegan non sia un’esperienza nè strana, nè necessariamente esotica… Ma sia invece un normalissimo modo di nutrirsi in maniera sana, gustosa ed equilibrata anche in totale rispetto di ciò che la nostra cultura mediterranea ci insegna attraverso lo straordinario panorama di ricette regionali che la nostra penisola può offrire in maniera assolutamente unica nell’intero panorama mondiale."

Dopo il successo italiano Veganblog.it è diventato la punta di diamante del principale network di blog di ricette Vegan in Europa composto da VeganWIZ.com (inglese), VeganWIZ.fr (francese) e VeganWIZ.es (spagnolo)…

Il risultato raggiunto è di avere ogni giorno decine di ricette nuove che vanno a comporre un archivio di migliaia di ricette Vegan con fotografie ed istruzioni. Ogni mese vengono viste su Veganblog oltre un milione di pagine.




IL SENTIERO DELLA NATURA INTERVISTA SAURO MARTELLA DI VEGANBLOG.IT



Il Sentiero della Natura: Ciao Sauro, grazie per averci concesso questa intervista e grazie al tuo socio Cesare che ci ha messo in contatto con te. La prima questione sulla quale vorremmo porre l'attenzione è: quali sono i punti di forza ed i punti più deboli di una cucina vegana al 100%.
Sauro Martella: Grazie a voi, quando si tratta di divulgare informazioni circa gli aspetti positivi di una scelta Etica e Vegan, sono sempre a disposizione…
Per quanto riguarda gli aspetti negativi di una cucina vegan, sinceramente non ne vedo se non il fatto obiettivamente “complicato” di cercare di vivere e cucinare normalmente in una società che di fatto ha rifiutato questa normalità per rifugiarsi nell’ipocrisia e nell’incapacità di percepire i diritti degli altri esseri viventi.
Vale invece la pena di soffermarsi sugli aspetti positivi che sono infiniti. Tralasciando gli aspetti di un maggior equilibrio nutrizionale e quindi di una maggiore salute generale, secondo me va sottolineato come nutrendosi in modo Etico e Vegan si ottenga innanzitutto la consapevolezza di non far del male al tuo prossimo, ma anche la gioia di cucinare ingredienti sani e naturali con una varietà infinita di possibilità che rendono la scelta vegan un inesauribile fonte di sorprese. Da quando sono Vegan (ormai tanti, tanti anni), la mia passione per la cucina ha potuto scoprire possibilità inaspettate nella varietà e nella particolarità degli ingredienti.


SN:  Quali relazioni riscontri tra alimentazione vegana e comportamento?
SM: Non so se sia possibile associare modelli comportamentali a modelli nutrizionali. So che c’è chi afferma che un’alimentazione a base di carne aumenta l’aggressività, ma non mi stupirei se tutto si riducesse al fatto che chi ha scelto di eliminare la sofferenza dal proprio piatto , avendo fatto una scelta Etica ed intelligente, sia ovviamente predisposto ad usare il cervello e questo non può che portare al rifiuto dell’aggressività e ad una maggiore consapevolezza…


SN: Le nostre riflessioni ruotano di sovente sul latte ed i suoi derivati. Riteniamo che gli interessi economici abbiamo superato di gran lunga la garanzia alla salute dei consumatori. Tu cosa ne pensi?
SM: Questo è fuori di dubbio. Che il latte della mucca sia un “alimento” dannoso e non adatto all’ alimentazione umana è risaputo, ciononostante non è raro trovare ancora medici poco informati che continuano a ritenere che il latte rafforzi le ossa (chi ha studiato seriamente questi aspetti sa che è vero esattamente il contrario) o che sia necessario per le donne mangiare tanta carne per mantenere i giusti livelli di ferro (anche in questo caso è vero esattamente il contrario). Il fatto è che se un medico si informa documentandosi in maniera seria su fonti scientifiche ufficiali, viene a sapere la verità, ma se invece continua a ripetere ciò che gli è stato insegnato molto tempo fa senza documentarsi e opera semplicemente seguendo i modelli alimentari proposti oggi dalla televisione, è chiaro che il risultato sarà un medico che darà informazioni sbagliate ai propri pazienti.


SN: Ci spieghi perché è comunemente diffusa l'idea che una cucina vegana sia povera di ferro?
E come è possibile non intaccare i valori del ferro attraverso una sana dieta ragionata?
SM: Questo è un aspetto sarebbe a dir poco divertente se non fosse per il fatto che ha a che fare con la salute delle persone. La folle idea che l’alimentazione Vegan sia povera di ferro ce l’hanno i non Vegani. Basterà chiedere ad un Vegan che controllava i suoi livelli di ferro prima e dopo la decisione di diventare Vegan, per accorgersi che è proprio eliminando parti animali dalla propria dieta, che si ristabiliscono i livelli e gli equilibri che permettono al nostro organismo di utilizzare il ferro del tipo giusto e della quantità necessaria, proprio come è in grado di fare una “macchina” ben funzionante perché non intasata da sostanze inevitabilmente tossiche. Penso che proprio chi ha problemi relativamente al ferro, troverà giovamento anche in tempi rapidi nel trasformare in Vegan la propria alimentazione. Ovviamente se ci sono particolari patologie, sarà sempre meglio consigliarsi con un medico vegan. Grazie al cielo ormai ce ne sono tanti.


SN: Perché nonostante non esista medico, dietologo o naturopata che suggerisca di consumare carne regolarmente se ne fa un così largo uso? E' solo una questione fisica o anche psico-emotiva?
In sostanza da cosa pensa siano mosse le persone che hanno un atteggiamento di dipendenza dalla carne?
SM: Penso che tutto ciò sia da ricondurre alle normali dinamiche del comportamento umano. Ogni variazione, anche la più semplice e vantaggiosa, ha sempre bisogno di tempi ampi per avere luogo, anche contro ogni logica. Questo principio trova riscontro anche nella fisica… Si chiama inerzia. Ovviamente ci sono anche interessi economici enormi ed una cultura generale non troppo alta che impedisce alla maggior parte delle persone di usare la propria razionalità, preferendo seguire ciò che fanno tutti gli altri (anche questo è un modello di comportamento assolutamente normale in ogni società che appunto tende ad auto proteggersi formando il “gregge” ed autolimitando le iniziative personali).


SN: Perché sei felice quando sei felice?
SM: Più che la felicità, preferisco riferirmi alla serenità. Sono due cose diverse. Ma tutte e due, possono darti la forza e la motivazione per aiutare chi felice o sereno non è… Essere positivi e sereni può concretamente darci la forza di affrontare ogni situazione e risolverla al meglio a vantaggio di tutti.


SN:  Grazie Sauro per le tue risposte, per aver condiviso il tuo sapere e la tua esperienza. 
Ti auguriamo il meglio per tutti i progetti dei quali sei partecipe. Progetti che aiutano i navigatori del web, noi compresi, a discernere e riorganizzare la moltitudine di informazioni discordanti su certi argomenti, sulla nostra salute in particolare.
SM: Grazie a voi… Non so se ho poi tutto questo “sapere”… Ma sinceramente qualche “esperienza” si, penso di averla e cerco di condividerla al meglio…
Buona vita.








La Johnson & Johnson, nota multinazionale che produce farmaci, apparecchiature mediche e prodotti per la cura personale, ammette di pagare medici affinchè promuovano i propri prodotti durante le conversazioni coi pazienti.

Lo rende noto il Wall Street Journal, rivelando che l'azienda ha  pubblicato sul proprio sito i dati relativi agli investimenti destinati a questo 'tipo' di marketing.

Non si tratta, come era sembrato in un primo momento, di un atto di 'trasparenza' volontario.

Johnson & Johnson infatti ha convenuto di rendere pubblici questi dati in accordo con il governo americano a parziale risarcimento di una frode quantificata in 2,3 miliardi di dollari (frode legata a prescrizioni forzate di farmaci non idonei o non autorizzati dalla FDA).
Al momento non è ancora noto l'ammontare complessivo delle 'donazioni' effettuate al corpo medico sebbene si parli di cifre tra i 20 e i 25 mila dollari per medico al trimestre.

Purtroppo niente di nuovo sotto il sole, l'avidità e gli interessi economici impongono la loro 'legge' anche in ambiti in cui i valori guida dovrebbero rimanere integri.

E voi, cosa ne pensate? 
Visitate l'area commenti appena sotto l'articolo e se vi fa piacere lasciate il vostro contributo.





Un'alimentazione naturale e consapevole è in grado di contribuire in modo significativo non solo al benessere della persona ma anche a quello del nostro pianeta.

E' questo il messaggio lanciato durante il convegno internazionale “Alimentazione e Ambiente: sano per te, sostenibile per il Pianeta”, organizzato a Milano dal Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN).

Per la prima volta è stata presentata la Doppia Piramide Alimentare, un modello unificato che concilia le esigenze di un'alimentazione sana ed equilibrata con il rispetto e la protezione dell'ambiente.

Il Sentiero della Natura, invitato da Cristiano Callegari dell'agenzia Ambito5, ha partecipato via streaming al convegno. Ecco una nostra sintesi dei contenuti presentati durante l'evento.


CONVEGNO BCFN: LA PIRAMIDE ALIMENTARE RADDOPPIA!

La Piramide Alimentare nasce in America negli anni '70, sulla scia degli studi di Ancel Keys, fisiologo americano che per primo introdusse il termine 'dieta mediterranea'. Si tratta di uno strumento consolidato, di facile lettura e utilizzo.

Alla base della Piramide Alimentare sono posizionati gli alimenti per i quali è indicato il consumo più frequente. Al vertice gli alimenti che andrebbero consumati meno spesso. Dal basso verso l'alto incontriamo quindi cereali integrali, frutta, ortaggi (freschi, di stagione e possibilmente biologici) e poi legumi, frutta secca e semi oleosi. Più in alto alimenti il cui consumo andrebbe moderato. Ecco quindi gli alimenti di origine animale: latticini, carni bianche, uova e pesce. Fino al vertice in cui svettano carni rosse, cereali raffinati e dolci il cui consumo andrebbe limitato al massimo.

La novità presentata al convegno del BCFN è la Doppia Piramide Alimentare, un modello unificato che concilia le esigenze di un'alimentazione sana ed equilibrata con il rispetto e la protezione dell'ambiente.

In questo modello la tradizionale piramide alimentare è affiancata da dalla piramide ambientale.
Nella Piramide Ambientale (rovesciata) è rappresentato l'impatto ambientale degli alimenti.

L'impatto ambientale è stato calcolato sulla base dell'intero ciclo di vita dell'alimento: coltivazione/allevamento, lavorazione, trasporto, distribuzione e smaltimento degli scarti. I parametri utilizzati sono: Carbon Footprint (emissioni di gas a effetto serra), Water Footprint (consumo di risorse idriche), Ecological Footprint (sfruttamento del suolo).

Ciò che emerge in modo evidente è che i cibi che costituiscono la base di un'alimentazione corretta sono anche i più sostenibili per il pianeta. Risalendo verso il vertice (carni rosse e dolci) si osserva come gli alimenti meno indicati per la nostra salute siano, neanche a farlo apposta, i peggiori anche in termini di impatto ambientale (si legga in proposito il nostro articolo L'acqua ed il consumo di carne).

Una sovrapposizione pressochè perfetta che porta a una semplice conclusione: ciò che fa bene all'organismo uomo fa bene anche all'organismo terra. E viceversa!


CONVEGNO BCFN: RELATORI ED INTERVENTI

Al convegno hanno partecipato ospiti nazionali e internazionali di grande prestigio:

- Mathis Wackernagel (presidente del Global Footprint Network),
- Gianfranco Bologna (direttore scientifico Wwf Italia) ,
- Andrea Boltho (economista presso il Magdalen College dell'Università di Oxford),
- Barbara Buchner (direttrice del Climate Policy Initiative di Venezia),
- Corrado Clini (direttore generale del ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio),
- Camillo Ricordi (chirurgo e scienziato dell'Università di Miami), 
- Carlo Alberto Pratesi (Università Roma Tre),
- e in videoconferenza il grande Jeremy Rifkin (economista, attivista, saggista e presidente della Foundation on Economic Trends).


I vari interventi hanno sottolineato il valore della cosiddetta dieta mediterranea, modello che più si avvicina al profilo della piramide alimentare. Questo modello, secondo Rifkin, andrebbe incentivato ed esportato il più possibile in tutto il mondo. 
La sua impronta ecologica risulta essere inferiore alla metà rispetto a quella che caratterizza, ad esempio, il regime alimentare statunitense (basato su un consumo prevalente di carne, dolci e alimenti confezionati ricchi di grassi insaturi e conservanti). Rifkin ha sottolineato ancora una volta l'enorme impatto ambientale della produzione di carni da allevamento: impatta per il 18% sulla produzione di gas serra a livello mondiale, impegna il 40% delle aree agricole disponibili per saziare gli animali anzichè le persone.
Ne deriva un paradosso: nei paesi ricchi sempre più gente si ammala e muore a causa di un'alimentazione eccessiva, nei paesi poveri sempre più gente muore di fame perchè le risorse agricole sono destinate agli allevamenti animali...

Anche in un paese come l'Italia, le facili tentazioni del cibo spazzatura (veloce, economico e in grado di creare dipendenza) stanno togliendo spazio al dosato equilibrio nutrizionale della dieta 'povera' dei nostri nonni. L'economista Andrea Boltho, a questo proposito, ritiene necessario un coinvolgimento delle istituzioni affinchè si facciano promotori di campagne di diffusione a favore della dieta mediterranea.
L'opinione pubblica è infatti sempre meno incline a modificare le proprie abitudini alimentari e questo è in larga parte dovuto all'incessante 'programmazione' cui è sottoposta sin dalla primissima infanzia (come ci descrive molto bene la dott.ssa Antonella Randazzo nel suo libro Bambini Psicoprogrammati).

Boltho nel suo intervento arriva persino ad auspicare una tassazione per gli alimenti a rischio!
Questa provocazione è molto pertinente: la spesa sanitaria dei paesi più industrializzati (ma anche, purtroppo, dei paesi in via di sviluppo) risulta infatti più che decuplicata negli ultimi vent'anni e questo è dovuto principalmente alla diffusione (premeditata?) di modelli alimentari profondamente errati.
L'aumento esponenziale di malattie come il diabete, ipertensione, obesità e tumore compromette la qualità della vita di milioni di persone e mette al tappeto le economie nazionali (a vantaggio di chi..?).


CONCLUSIONI: A NOI LA SCELTA!

La soluzione è a portata di mano, dobbiamo solo ricordarci da dove veniamo e come siamo fatti! Occorre divulgare e informare il più possibile, come dice Rifkin. Perchè la salute della persona e dell'ecosistema sono strettamente legate a scelte individuali e si possono compiere scelte più consapevoli se si è meglio informati.
Non ultimo: il potere economico della singola scelta è enorme. Ogni acquisto che facciamo, e non solo in ambito alimentare, ha un impatto su di noi e ciò che ci circonda.
Prima di aprire il portafoglio potremmo chiederci semplicemente: dove stanno andando i miei soldi? Cosa sto 'alimentando' con la mia scelta? Qualcuno, altrove, potrebbe subirne le conseguenze?
Migliorare il valore e la qualità delle proprie scelte è una possibilità quotidiana, alla portata di tutti.


Hemp-Fu: il Tofu di Canapa

scritto da BRUNIVERSO 07/07/10 4 commenti



Dei semi di canapa abbiamo argomentato nell'articolo Semi di Canapa: un concentrato di salute dalla natura. Qui parliamo dell' Hemp-Fu, il tofu di canapa. 
L' Hemp-Fu è un alimento molto nutriente e dalle proprietà meravigliose.


Valori Nutrizionali

100g di Hemp-Fu (170 kcal)

- 16 g di proteine
- 6 g di grassi
- 13 g di carboidrati
- 10.7g di fibre


(nelle immagini il nostro primo hemp-fu 'confezionato')
HEMP-FU

Coi semi di canapa si prepara l'Hemp-Fu, il tofu di canapa. 
Pur avendo un aspetto molto simile a quello del tradizionale tofu di soia, il tofu di canapa presenta proprietà organolettiche del tutto singolari.
Ha un gusto più marcato (del resto sfido a trovare un gusto più 'astratto' di quello del tofu di soia!) e si presta per la preparazione di insalate, creme dolci o salate da spalmare o ancora 'saltato' in padella.

Si tratta di un alimento molto ricco con un significativo contenuto in proteine, grassi, carboidrati e soprattutto fibre. Questa 'alchimia' lo rende un alimento veramente completo.
Nel dettaglio: 100g di tofu di canapa apportano 170 kcal, 16g di proteine, 5.9g di grassi, 12.9g di carboidrati e ben 10.7g di fibre.




PRODUZIONE HEMP-FU


Come da schema a destra (tratto dal sito Armoniaebonta.it) per produrre l'Hemp-Fu si parte macinando e filtrando i semi di cannabis sativa (canapa seeds). 
Questi devono essere stati precedentemente messi a mollo per qualche ora. Estratto quindi il primo liquido dai semi, possibilmente con macinatura meccanica a freddo, lo si fa bollire. 
Si aggiunge successivamente del sale Nigari e si passa alla cagliatura. 
Il caglio viene pressato per essere poi fatto riposare ed asciugare.
La fase successiva, la fase finale, è la formatura ed eventualmente il confezionamento dell' Hemp-Fu ottenuto. 


I metodi di preparazione in cucina sono molteplici, sul web una vasta gamma di ricette a base di Hemp-Fu può aiutare ad avere qualche idea per una ricetta dal notevole apporto nutrizionale e dal gusto sorprendente.




PROPRIETA' NUTRIZIONALI DELL'HEMP-FU

Gli alimenti prodotti a partire dai semi di canapa vantano proprietà nutrizionali eccezionali.
In un solo alimento si concentrano proteine, fibre, carboidrati e grassi in un rapporto equilibrato e ideale per l'alimentazione umana.

Il tofu di canapa è un alimento consigliato per:

- un buon apporto proteico (particolarmente indicato ai ragazzi nella fase dello sviluppo e agli atleti),
- un basso contenuto di aminoacidi solforati, dannosi per la mucosa intestinale,(certamente il miglior profilo aminoacidico in campo vegetale, anche rispetto ai legumi),



- la presenza contemporanea ed equilibrata di tutti gli aminoacidi essenziali 
- tra gli aminoacidi essenziali va sottolineata la presenza di lisina e metionina (scarsamente presenti invece in ortaggi, cereali e legumi),
- notevole presenza di fibre che contribuiscono alla motilità intestinale e al metabolismo di zuccheri e colesterolo, riducendo il rischio di diabete e di ipercolesterolemia.

Un dato interessante è proprio quello relativo alla concentrazione di fibre del tofu di canapa, superiore rispetto a legumi, cereali e tofu di soia.
Per finire, la canapa è naturalmente priva di glutine pertanto l'Hemp-Fu è molto indicato sia a chi presenti allergie alle proteine della soia, sia a chi soffra di celiachia o intolleranza al glutine (in generale tutti i preparati alimentari a base di canapa sono indicati per i celiaci).



Semi Oleosi: i semi di Zucca

scritto da Andrea Vitali 06/07/10 0 commenti



ZUCCA




La zucca è un ortaggio, frutto di una pianta erbacea da terra.
I semi di zucca sono da sempre considerati, tra i semi oleosi, i "parenti poveri" del gruppo.

Eppure si tratta di alimenti ricchi di:
- proteine (18,7%),
- carboidrati (24 %) e
- grassi (50,5 %).


Sono ricchi di sali minerali (il ferro è 8,9 mg), zinco e fosforo. I semi di zucca sono ricchi anche di cucurbitina, anticancerosa per l'ipertrofia della prostata.

I semi della zucca possono essere lasciati seccare per qualche giorno, poi spellati e mangiati crudi o leggermente tostati (ma senza sale o altre aggiunte) o cotti in forno. La varietà "Cucurbita stiriana" produce semi verdi dal guscio talmente morbido che non occorre spellarli; sono un ottimo snack per grandi e piccoli, si prestano ad essere serviti con l'aperitivo o per arricchire il muesli della prima colazione. Chi vuole essere sicuro di consumare regolarmente una buona dose di semi ricorre anche a prodotti erboristici o integratori alimentari contenenti semi di zucca o un loro estratto, oleoso e/o secco; il nome dei prodotti può contenere le sillabe "prosta" per ricordarne l'uso più noto. Far cuocere i semi in acqua o latte e bere il decotto, simile ad una orzata, concilia il sonno e lenisce le irritazioni delle vie urinarie.

(Estratto dall'articolo Semi di Zucca - Anagen)

I principi attivi fondamentali contenuti nei semi di Zucca sono le cucurbitine, i delta steroli, le fitosterine, le globuline vegetali, oltre alle vitamine F ed E, che esercitano un'azione protettrice delle membrane cellulari e antiossidante, specie la vitamina E abbinata al Selenio, che nei semi di Zucca è ben rappresentato. Semi di zucca proprietà nutrizionali
In particolare la cucurbitina sembra avere un'azione preventiva nei confronti dei disturbi prostatici benigni, oltre ad un'azione antiparassitaria, specie sulla tenia, della quale favorirebbe il distacco dalla parete intestinale, facilitandone così l'eliminazione: anticamente si somministrava una dose massiccia di semi, a cui seguiva una purga per facilitare l'eliminazione del parassita.

Ai principi attivi contenuti nei semi di Zucca è riconosciuta un'azione preventiva nei confronti di tutti i disturbi dell'apparato urinario, anche femminile, come cistiti, infiammazioni della vescica causate dall'esposizione al freddo, debolezza e irritabilità della vescica, compresa quella di origine nervosa, catarro vescicale, incontinenza, enuresi notturna.
La presenza quotidiana dei semi di Zucca nell'alimentazione può costituire quindi una buona prevenzione, o un trattamento casalingo verso quei disturbi leggeri che possono interessare l'apparato urinario. 

Fumo passivo: Automobili come Camere a Gas

scritto da Andrea Vitali 01/07/10 6 commenti





Il fumo passivo trasforma l'abitacolo delle automobili in un autentica camera a gas.

E' il risultato cui è giunto il guppo di ricerca allestito dal Laboratorio per la Ricerca sul Fumo Passivo, la Regione Veneto e le Aziende Sanitarie di Treviso e di Adria, pubblicata sulla rivista scientifica Epidemiologia & Prevenzione.


IL FUMO PASSIVO IN AUTOMOBILE

In macchina l'esposizione ai rischi del fumo passivo è molto più elevata di quanto si pensi. 
L'abitacolo dell'autovettura infatti si trasforma in un autentica camera a gas esponendo la salute dei passeggeri (fumatori o non) a gravi danni con rischi addirittura immediati qualora tra i passeggeri ci siano bambini, si soffra di asma o cardiopatie.
L'alibi del finestrino abbassato non regge, la ricerca dimostra infatti che una buona parte degli inquinanti cancerogeni non lascia l'abitacolo per diverso tempo (si legga in proposito l'articolo sul fumo di terza mano).


SMOG ALL'ENNESIMA POTENZA

Per giungere a queste conclusioni il gruppo di ricerca ha effettuato misurazioni molto precise.
Al momento dell'accensione di una sigaretta l'ambiente all'interno dell'abitacolo satura immediatamente con una miscela di veleni che fa impallidire il peggiore degli smog urbani, composta da polveri sottili PM2,5 e PM10, monossido di carbonio, benzene e altri composti organici volatili.
Le polveri sottili in particolare arrivano ad aumentare fino a 500 microgrammi al metro cubo, oltrepassando più di 10 volte i limiti imposti dalle normative europee.
In pratica lo stesso limite che fa disporre il blocco delle auto e certifica l'aria come irrespirabile, ma moltiplicato per 10...


ABBASSARE IL FINESTRINO SERVE A POCO

L'accortezza di abbassare il finestrino non è sufficiente a rendere l'abitacolo meno insalubre. I valori di polveri sottili infatti restano 4 volte più alti rispetto alla soglie di attenzione. Le cose non migliorano nemmeno col passare del tempo, visto che 10 minuti dopo l'accensione della sigaretta i livelli sono ancora elevatissimi e abbondantemente oltre le soglia di attenzione. Chiudiamo con le parole di Giovanni Invernizzi, esperto pneumologo che ha coordinato la ricerca: "Non esistono attualmente possibilità di difendersi dal fumo passivo se si fuma in auto. E questo vale anche per chi fuma dato che il fumo passivo è un fattore di rischio aggiuntivo che si somma al danno dell’esposizione alle sigarette durante tutta la giornata."





Le interviste sono un modo per affrontare specifici argomenti insieme a coloro che se ne occupano da molto tempo.

Prima e graditissima ospite delle interviste del Sentiero è Sara, conosciuta in rete anche come Miss Vanilla, divulgatrice attenta e preparatissima in materia di crudismo.
Il suo sito web è  Crudismo.com.
Riportiamo, prima dell'intervista, estratti di un intervento di Sara su Promiseland.it, che bene introducono l'argomento crudismo:

"L’uomo ha cotto il suo cibo per migliaia di anni. Tuttavia, l’uomo è sulla Terra da molto più tempo, ed è biologicamente e fisiologicamente 'programmato' per mangiare senza l’uso del fuoco, come tutti gli altri animali. Contravvenire alle regole comporta delle conseguenze facilmente osservabili: nessun altro animale sul pianeta cuoce il proprio cibo, e nessun altro animale eccetto gli esseri umani (e gli animali che abbiamo addomesticato) soffre di tanti problemi e malattie come noi.

Un crudista mangia prevalentemente frutta, verdura, noci e semi. Una dieta bilanciata potrebbe essere costituita dal 75-80% di frutta, 10-20% di verdure (molto importanti sono quelle a foglia verde), ed un 5% di noci e semi.

Spesso tendiamo a mangiare troppo perchè il nostro corpo non assimila le sostanze nutritive nell’intestino. Se i villi intestinali, attraverso i quali riusciamo ad assorbire le sostanze, sono occlusi dai prodotti di scarto degli alimenti che non siamo in grado di utilizzare, il nostro organismo non verrà adeguatamente nutrito, e ci manderà continuamente dei segnali per avvertirci di mangiare ancora, nel disperato tentativo di ricevere i nutrienti di cui necessita. Quindi, in definitiva, saremo malnutriti anche se mangiamo troppo.

Una dieta basata sugli alimenti che siamo geneticamente programmati per mangiare permetterà di nutrirci adeguatamente, gradualmente ripulirà e “sturerà” i villi intestinali, così che il corpo inizierà ad assorbire le sostanze nutritive. Automaticamente, l’organismo richiederà meno cibo. Molte volte non si mangia per fame, si mangia per noia, o perchè si è dipendenti da certi alimenti che rappresentano la nostra 'droga'. La vera fame rappresenta una richiesta di nutrienti da parte dell’organismo, e ci dovrebbe spingere a mangiare cibo ricco di sostanze nutritive, biologicamente appropriato, e preferibilmente di un solo tipo alla volta, poichè ciascun alimento richiede un ambiente chimico differente per la propria digestione.

Gli esseri umani sono frugivori, ovvero una specie 'mangiatrice di frutta'. I granivori mangiano principarmente semi e cereali, gli insettivori si nutrono di insetti, e così via. Se paragoniamo l’anatomia umana a quella delle altre specie, possiamo rilevare che siamo differenti dai granivori, carnivori, insettivori, erbivori ed anche dagli onnivori (come i maiali e gli orsi). Tuttavia, possiamo notare la nostra notevole somiglianza con i nostri cugini primati, che sono classificati come frugivori.

Nonostante molti 'esperti' di nutrizione ancora ci classifichino comunemente come onnivori, la grande differenza tra gli esseri umani ed i veri onnivori, e la nostra preponderante similarità con i frugivori, non lascia alcun dubbio sul fatto che gli umani siano una specie frugivora. Da queste osservazioni si possono trarre conclusioni logiche che ci permettono di determinare quale sia il nostro cibo naturale. "



IL SENTIERO DELLA NATURA INTERVISTA SARA: FONDATRICE DI CRUDISMO.COM




Il Sentiero della Natura: Ciao Sara, ti ringraziamo innanzitutto per l'intervista che hai accettato di rilasciare a Il Sentiero della Natura e ti chiediamo in prima battuta se ad oggi ti ritieni pienamente soddisfatta della tua alimentazione e del tuo stile di vita.
Miss Vanilla: Grazie a voi per l'opportunità di poter parlare di una delle mie grandi passioni: lo stile di vita sano. Sono diventata crudista nel 2003 spinta dalla curiosità di vedere che effetto poteva fare su di me un periodo di alimentazione "viva" e sono stata così bene che non ho ancora pensato di cambiare idea.  :-)

SN: Quali aspetti credi che tu e le persone vicine a te possiate migliorare ancor di più nel vostro stile di vita crudista?
MV: Io credo che migliorare la propria alimentazione possa cambiare moltissimo la qualità della vita di ognuno di noi, e credo che la dieta crudista sia favolosa per questo, però in questi anni ho imparato che la sola dieta non è tutto e anche se fa moltissimo non garantisce miracoli.
L’attività fisica, ad esempio, aiuta molti processi vitali, come la circolazione linfatica, che elimina le sostanze di rifiuto. Il sonno è altrettanto importante, perchè mentre dormiamo l’organismo recupera le proprie energie, rigenera le cellule e gli organi con le sostanze nutritive, rimpiazza le cellule vecchie e si libera dei materiali di scarto.

Respirare aria pulita fa si che il nostro sistema respiratorio e circolatorio non debbano lavorare troppo duramente per rimuovere le impurità. La luce del sole accresce e facilita l’assorbimento di nutrienti. Essere coinvolti in attività creative e soddisfacenti ci da un senso di appagamento ed accresce l’ autostima, il che migliora il nostro livello di energia. Tutti questi fattori, e molti altri, sono importanti nel determinare il nostro stato di salute.
In definitiva, una persona che non è felice difficilmente potrà essere davvero sana.

SN: Da te che hai pubblicato nel 2007 'Solo Crudo' con Stefano Momenté vorremmo sapere quali sono le ragioni del crudismo.
MV: Il calore della cottura modifica la struttura molecolare del cibo, rendendo i nutrienti meno utilizzabili. Gli alimenti cotti e denaturati, specialmente quelli industriali, sono meno digeribili del cibo crudo. Tutto quello che consumiamo e che non può essere digerito o immagazzinato, deve essere eliminato come materiale di rifiuto.
Assumere costantemente alimenti denaturati produce talmente tante scorie che gli organi di eliminazione non riescono a compiere il loro lavoro adeguatamente, col risultato che questi prodotti di rifiuto devono essere immagazzinati da qualche parte.
Questo processo di accumulazione provoca un generale stato di intossicazione dell’organismo, e conseguentemente genera la malattia.

Il giusto cibo non denaturato ci fornisce tutti i nutrienti necessari, come accade per tutte le altre specie viventi.
Tramite la cottura le proteine vengono denaturate, i grassi subiscono ossidazione, e si sviluppano composti chimici potenzialmente dannosi, come radicali liberi ed idrocarburi tossici. Gli enzimi presenti vengono distrutti, costringendo l’organismo ad utilizzare la propria riserva di enzimi per la digestione del cibo e per far fronte ad un elevato quantitativo di sostanze dannose da eliminare. Le vitamine vengono in gran parte disattivate, trasformandosi in sostanze chimiche non più utilizzabili, e non più benefiche. Radicali liberi, altamente reattivi, vengono invece prodotti, andando ad impoverire ulteriormente l’organismo. Questi sono solo alcuni dei problemi correlati alla cottura dei cibi.

SN: Il crudismo è da ritenersi come metodo integrativo in un'alimentazione che prevede anche cibi cotti o se ne ottiene vantaggio solo eleggendolo ad unico metodo nutrizionale?
MV: Più cibi crudi si mangiano, più se ne trarrà beneficio. Ciò significa che anche una alimentazione non crudista al 100% è decisamente positiva, specialmente se i cibi cotti che vengono consumati sono rappresentati da cibi vegetali non raffinati. La regola quindi da tenere presente è semplice: più è, meglio è.

SN: Quali sono i vantaggi di una dieta crudista? Esistono degli svantaggi?
MV: I vantaggi sono innumerevoli! Un piccolo elenco potrebbe comprendere: nessuna malattia, vitalità, lucidità di pensiero, pelle luminosa, ringiovanimento, un fisico in ottima forma, niente cellulite, generale stato di felicità e di connessione con l'universo, e poi tanta tanta energia!

Gli svantaggi a mio parere sono unicamente di natura psicologica. Dalla mia esperienza e da quanto osservato su altre persone le difficoltà incontrate sono principalmente di ordine sociale, perchè non sempre c'è sufficiente motivazione a mantenere uno stile di vita sano quando siamo in compagnia, oppure la pressione esercitata dalla pubblicità in primis e poi da amici e parenti è talvolta molto elevata, spingendoci a desiderare cibi o bevande tossici ma che ci fanno appartenere comunque ad un gruppo. Non è sempre facile uscire dal coro, anche se per difendere la propria salute.

SN: Se a te fa piacere quanto a noi, raccontaci cosa prepari stasera!
MV: Di certo una grande insalata mista che accompagnerà dei crackers di semi di lino e verdure con formaggio di anacardi. Visto il caldo, come dessert prevedo un sorbetto di melone :-)

SN: Grazie per questa particolare e-intervista. :)
MV: Grazie a voi!


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