I più letti del Sentiero

Disclaimer

Il Sentiero della Natura è un sito indipendente di Naturopatia, Olismo, Ricerca Personale, Sostenibilità Ambientale, Alimentazione e Benessere Naturale, creato a titolo puramente divulgativo e senza fini di lucro.

E' il frutto della passione, dello studio, dell'entusiasmo e dell'esperienza dei suoi autori. Il sito nasce dalla libera convinzione che il benessere sia un valore e un diritto imprescindibile per ogni essere vivente e che la Natura rappresenti il modello e l'insegnamento più alto di cui possiamo disporre.


Le informazioni riportate ne Il Sentiero della Natura hanno fine divulgativo: non sono riferibili né a prescrizioni, né a consigli medici, né a terapie sanitarie. I testi non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico abilitato. Qualora si intendesse prendere in considerazione qualche indicazione tra quelle contenute nel blog si raccomanda di consultarsi prima con il proprio medico di base. Si esonera pertanto Il Sentiero della Natura e i suoi autori da ogni responsabilità al riguardo.

Informativa

Il Sentiero della Natura non rappresenta una testata giornalistica in quanto non è aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della L. 62/2001.

Le immagini presenti sono quasi tutte tratte da Internet e pubblicate senza fini di lucro, quindi valutate di pubblico dominio ed esenti da vincoli di sorta. Se comunque ritieni che sia presente qualche contenuto che viola i diritti d'autore, segnalacelo e verrà rimosso.

Sei libero di riprodurre, distribuire, esporre e modificare quest’opera. L'importante è che non cambi il significato e che venga citata Il Sentiero della Natura come fonte e, in caso di utilizzo web, un link attivo all'articolo de Il Sentiero della Natura oppure all'indirizzo web www.ilsentiero.net.

Il Sentiero della Natura declina ogni responsabilità circa le opinioni espresse dai lettori, i quali se ne assumono la responsabilità. I siti ai quali è possibile accedere tramite i collegamenti de Il Sentiero della Natura sono forniti come servizio agli utenti a completamento degli articoli pubblicati. Il Sentiero della Natura non è collegato ai siti in oggetto e non è responsabile del loro contenuto.

Visualizzazione post con etichetta alimentazione naturale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta alimentazione naturale. Mostra tutti i post

Polpettine gentili ai profumi d'oriente

scritto da Andrea Vitali 03/06/14 1 commenti




Metti una tiepida sera di fine maggio in ottima compagnia, un discreto appetito e il desiderio di preparare un piatto veloce, sano, gustoso e soprattutto... gentile :)

Nascono così, semplicemente, queste "polpettine ai profumi d'oriente".  E come l'itinerario tracciato per un nuovo viaggio, la ricetta è solo un canovaccio, una guida non vincolante all'interno della quale muoversi liberamente per trovare il sapore più congeniale ai propri gusti.

Se la proverete e ne avrete voglia, varianti incluse, fateci sapere com'è andata!



Ingredienti:
400grammi di seitan
1 cipolla
un cucchiaio di semi di cumino
un cucchiaio di curcuma
sale quanto basta
4 cucchiai di bocconcini di soia secchi
4 cucchiai di pan grattato
2 cucchiai di olio evo
2 cucchiai di olio riso
mezzo bicchiere di latte di avena

Svolgimento:
Tagliare il seitan a dadini e mettere tutti gli ingredienti in un frullatore fino ad ottenere un impasto fine ed omogeneo
All'impasto così ottenuto aggiungere due cucchiai di semi di canapa decorticata i mescolare bene con le mani. Se l'impasto risulta troppo asciutto aggiungere latte di avena ed olio. Se invece risulta troppo morbido aggiungere pan grattato.
In un piatto fondo preparare un misto di semi non tostati a piacimento (papavero, sesamo, lino, girasole...). Formare le polpette a piacimento e passare un lato della polpetta sui semi senza fare pressione in modo che aderiscano alla superficie.
Adagiare le polpette su una teglia precedentemente rivestita di carta da forno e infornare a 220° per 25 minuti circa. Per una doratura e una consistenza più croccante usare la funzione grill negli ultimi 10 minuti.

Servire su lattuga, rucola o qualsiasi foglia verde e viva, accompagnate da salse a base di yogurt di soia e verdure.

A questo punto... buon appetito :)



Un'alimentazione ricca di carne, latte e formaggi non è mai salutare ma diventa particolarmente pericolosa dopo la fatidica 'boa' dei 50 anni, quando moltiplica di due volte il rischio di attacchi cardiaci e di quattro volte il rischio di tumore. Impatti negativi anche sul diabete e tutte le patologie metaboliche.
Un rischio di mortalità altissimo e paragonabile a quello provocato dal fumo di sigaretta.


Più che sui grassi, lo studio condotto dall'italiano Valter Longo per la University of Southern California punta il dito sulle proteine di origine animale, il cui consumo nella società occidentale è fortemente in eccesso.

Nell'ambito dello stesso studio i ricercatori hanno rilevato che le proteine di origine vegetale (come ad esempio quelle contenute nei legumi), non presentano alcun fattore di rischio. Il rischio di mortalità di chi assume proteine di origine vegetale è più basso di chi assume proteine di origine animale.

Questo studio conferma, per l'ennesima volta e se ce ne fosse bisogno, la i rischi collegati a un'alimentazione basata su prodotti di origine animale, modello imperante e fortemente imposto da media e multinazionali nell'epoca che stiamo vivendo.
Fortunatamente lo studio mette anche in luce gli oggettivi benefici di un' alimentazione naturale basata su prodotti di origine vegetale.



Link allo studio pubblicato su Cell Metabolism:
Low Protein Intake Is Associated with a Major Reduction in IGF-1, Cancer, and Overall Mortality in the 65 and Younger but Not Older Population








Illuminanti le parole di Ippocrate (400 A.C.), padre della medicina e autore del giuramento ancora oggi utilizzato dai laureandi in medicina; giuramento che impegna il futuro medico ad agire per il bene del paziente, nel pieno rispetto della sua persona.
Eppure non capisco perché il mio medico di base non si sia proprio ricordato di Ippocrate di fronte a un'influenza stagionale acuta con febbre elevata e placche in gola. Gola che non ha esitato a definire "uno schifo", in barba alla sensibilità e alle più elementari regole di comunicazione medico-paziente. 
L'alimentazione non è stata minimamente presa in considerazione nelle sue indagini, in compenso mi son sentito rivolgere domande di questo tipo: "Quale antinfiammatorio prende più volentieri?" Pensavo a una battita ma il medico non stava scherzando e alla fine sono uscito dall'ambulatorio con prognosi di 8 giorni e in mano una ricetta in cui si prescrivevano: antibiotico, mucolitico, antinfiammatorio, antipiretico, disinfettante orale, soluzione fisiologica, farmaco per l'aerosol. Il tutto per una semplice influenza stagionale e a seguito di una visita frettolosa e molto approssimativa.

IPPOCRATE RULES!

La ricetta del medico è rimasta in tasca e mi sono diretto immediatamente verso la mia personale, fornitissima farmacia: il FRUTTIVENDOLO! Questa la mia spesa: aglio, zenzero, arance, limoni, broccoli, salvia, timo, cime di rapa, peperoncino, curcuma, carote e thè verde. Poi niente latte, proteine animali, dolci, caffè, alcol. E tanto riposo. Questi semplici rimedi naturali hanno aiutato il sistema immunitario a modulare la migliore risposta e a raggiungere una completa remissione dei sintomi in 3 giorni (8 quelli previsti dal medico). Morale della favola: la brutta influenza stagionale se n'è andata naturalmente e senza gli effetti collaterali e l'intossicazione che l'assunzione di un tale arsenale di farmaci avrebbe portato al mio organismo.
 

BREVE RIFLESSIONE

Personalmente sono molto soddisfatto, poi penso a chi si affida acriticamente alle cure di questa tipologia di classe medica, succube dell'autorità che viene attribuita a priori al camice bianco, indifeso di fronte a interessi molto più grandi che niente hanno a che fare con la salute
L'abuso di farmaci è una delle più complesse e controverse emergenze sanitarie dei paesi sviluppati:  non è difficile comprenderne le cause osservando il caso come di una semplice influenza stagionale riportato in questo articolo. 
 
Con un approccio olistico è possibile curare molti dei più diffusi disturbi di salute e prevenire l'insorgere di buona parte delle patologie cronico-degenerative che caratterizzano questa epoca. 

Anche per questo il nostro più grande desiderio è quello di divulgare la possibilità di utilizzare rimedi alternativi sani e naturali e il VALORE di uno stile di vita corretto a partire dall'alimentazione, che è contemporaneamente sia fattore di rischio, sia fattore di prevenzione





Una notizia attesissima: 
gli estratti di Stevia possono essere utilizzati anche nell'Unione Europea!

Dopo anni di boicottaggio è arrivato finalmente il via libera per questa pianta dal potere dolcificante straordinario e tutto naturale. Il Comitato permanente della Commissione Europea ha recentemente approvato il regolamento che consentirà di utilizzare gli estratti di Stevia Rebaudiana come dolcificante. L'autorizzazione definitiva è arrivata nel mese di novembre 2011.



BREVI CENNI SULLA STEVIA

Dalla pianta di Stevia Rebaudiana Bertoni è possibile estrarre un estratto che dolcifica fino a 400 volte più dello zucchero. Il grande valore di questo estratto è che la Stevia affianca l'elevato potere dolcificante all'assenza di calorie e glucosio, fattore questo di estremo interesse per la cura e la prevenzione del diabete mellito. La Stevia infatti, al contrario di qualsiasi altro dolcificante, promuove la secrezione di insulina portando a una riduzione di glucosio nel sangue.

Altre caratteristiche curative notevoli della Stevia sono la sua azione ipotensiva (che la rende un ottimo integratore naturale in caso di ipertensione arteriosa) e l'azione 'anti-obesità' dal momento che la Stevia oltre a non contenere calorie aiuta a ridurre il 'bisogno' di altri dolci e cibi grassi. Inoltre la Stevia è stabile anche ad alte temperature, diersamente dai dolcificanti sintetici come l'aspartame che subiscono degradazioni dagli effetti tossici se utilizzati in cottura o anche solo in bevande calde come caffè o thè. Alla Stevia è riconosciuta anche un'azione digestiva e di protezione della cute e delle mucose, in particolare del tratto orale (il che la rende efficace nella prevenzione della carie).

Si tratta di una pianta rustica, originaria del Sud America dove è utilizzata da secoli come alimento. Attualmente è già autorizzato il suo utilizzo negli USA e in molti paesi orientali dove per le sue qualità viene utilizzata negli alimenti dietetici a basso contenuto calorico. Il suo utilizzo consente di ridurre o eliminare quello di aspartame, sostanza di sintesi altamente dannosa per la salute ma 'imposta' da molti anni dagli interessi politico-economici dell'industria alimentare mondiale.



PRESUNTA CANCEROGENICITA'

A scanso di equivoci che spesso si leggono in rete, l'uso della stevia NON è stato limitato in Europa sino ad oggi per la presunta cancerogenità di alcuni suoi componenti ma semplicemente per l'assenza di studi che certificassero il suo estratto come additivo alimentare 'sicuro'.
Ora questa barriera, da molti considerata strumentale e pilotata da chi ha enormi interessi su dolcificanti di sintesi come l'aspartame, è venuta meno.
Per chiarire ulteriormente il quadro: non esistono studi che dimostrino la cancerogenità di steviolo e stevioside per l'uomo. L'ultimo e più attendibile studio sullo stevioside, svolto da un gruppo di ricercatori belgi nel 2004, dimostra la NON cancerogenità dello stevioside dovuta al fatto che questa componente non viene assorbita dall'organismo ma degradata dai batteri dell'intestino ed eliminata attraverso le urine.



Vi invitiamo ad approfondire l'argomento Stevia (e 'dolce' in generale) nei nostri articoli sui dolcificanti naturali, sui danni legati al consumo di zucchero e aspartame.



Dopo aver parlato diffusamente delle contraddizioni presenti nell'uso del latte vaccino, oggi parliamo della valida alternativa rappresentata dalle bevande vegetali. Alternativa gustosa e completa dal punto di vista nutrizionale, il latte vegetale, in particolare quello estratto da cereali, è l'ideale a colazione o nelle preparazioni in cucina che prevedano l'utilizzo di latte vaccino.
Ma è proprio necessario sostituire il latte vaccino? La risposta è no: il latte vaccino non contiene nutrienti essenziali.


Le alternative vegetali in compenso sono alimenti completi e non presentano le controindicazioni del latte di origine animale essendo infatti privi di: colesterolo, lattosio, caseina, proteine e grassi animali. Sono quindi utili in tutti i casi di intolleranze (quella al latte vaccino è di gran lunga la più diffusa), allergie, coliti, acne, infezioni respiratorie, arteriosclerosi, osteoporosi.
Dal punto di vista nutrizionale sono ricchi di vitamine, proteine, zuccheri semplici, fibre e minerali.

In generale è bene diffidare del latte vegetale 'rinforzato' con vitamine, calcio e quant'altro, dal momento che questi supplementi da un lato non dovrebbero essere necessari, dall'altro sono spesso non assimilati dal nostro organismo. Allo stesso modo diffidate di qualsiasi preparazione vegetale cui sia stato necessario aggiungere aromi e/o dolcificanti.

Passiamo ora in rassegna le principali alternative al latte vaccino.



LATTE DI SOIA: PROTEINE E SOSTANZA

Dal punto di vista proteico è il più simile al latte vaccino. Moderato dal punto di vista calorico,elemento che lo rende adatto a diete ipocaloriche. Il contenuto in grassi è modesto e vi si trovano prevalentemente grassi poliinsaturi (incluso omega-3).
Contiene vitamina B1 e ferro in quantità significative, il doppio rispetto al latte vaccino.

Rispetto ai latti vegetali estratti da cereali il latte di soia ha un gusto meno 'attraente', il che rende spesso necessario dolcificarlo. Non a caso lo si trova in commercio aromatizzato al cacao, alla vaniglia o alla frutta.

Ci sono due controindicazioni al consumo intenso di latte di soia.
La prima controindicazione è la provenienza: la soia presente in commercio è OGM ad eccezione della soia di provenienza biologica. Pertanto è importantissimo, se non ci si vuole alimentare in modo transgenico, non acquistare latte di soia che non sia di origine biologica.
La seconda controindicazione è la presenza di fitoestrogeni, che se assunti costantemente sono sospettati di procurare: tumore al seno nella donna, riduzione del desiderio sessuale e della fertilità nell'uomo. Contiene inoltre nichel (allegenico) e acido fitico (inibitore dell'assimilazione di minerali).

Per queste ragioni è bene non utilizzare quotidianamente il latte di soia, e in generale tutti i prodotti a base di soia. Fermo restando il valore nutrizionale di questo alimento.

Il latte vegetale di soia non contiene glutine per cui è indicato in presenza di celiachia.
Lo si può utilizzare per preparare dolci e in cucina in sostituzione del latte vaccino.



LATTE DI RISO: PER GLI AMANTI DEL DOLCE

Particolarmente ricco di zuccheri semplici, prontamente disponibili. Rispetto al latte di soia presenta un contenuto inferiore di proteine. E' il latte vegetale meno grasso, contiene buone quantità di grassi poliinsaturi, fibre e vitamine A,B, D, minerali.

Molto gradevole in estate, quando lo si può bere fresco. Il gusto è particolarmente dolce, aspetto elemento questo non sempre gradito al palato specialmente a chi è portato a seguire un'alimentazione naturale equilibrata. Alimentazione in cui il 'dolcificare' viene ridotto a favore di una completezza nutrizionale che integra la parte dolce attraverso tutti gli alimenti presenti in natura.
Al latte di riso, come ad altri latti vegetali, viene spesso aggiunto olio di girasole. Anche in questo caso è importantissimo che si tratti di materie prime di origine biologica con spremitura a freddo.


Lo si può utilizzare per preparare dolci e in cucina in sostituzione del latte vaccino.

Il latte vegetale di riso non contiene glutine per cui è indicato in presenza di celiachia.



LATTE DI AVENA: LEGGERO E DELICATO

Si tratta di un latte vegetale nutriente ed energetico, poco grasso e dal modesto contenuto calorico. Contiene proteine, fibre, vitamina E, acido folico, potassio.

Ideale per chi soffre di arteriosclerosi e per abbassare il rischio di malattie coronariche. L'avena infatti, grazie alla presenza di betaglucano costituisce un'antagonista naturale al colesterolo 'cattivo' LDL. Agisce inoltre favorevolmente sui livelli di glucosio e sulla risposta insulinica, elemento questo che la rende indicata in caso di diabete.
E' inoltre diuretica, tonica e rinfrescante.

Come gli altri latti vegetali a base di cereali è naturalmente ricco di zuccheri semplici, in grado di portare energia disponibile senza sovraccaricare il metabolismo.


Ha un gusto delicato, morbido e naturalmente dolce, senza raggiungere il livello per taluni eccessivo del latte vegetale a base di riso. In cucina sostituisce molto bene il latte vaccino.

Anche per il latte vegetale a base di avena valgono le raccomandazioni sulla provenienza biologica. Ma questo non dovrebbe essere un problema dal momento che sul mercato al momento si trova solo in questa forma.


LATTE DI MANDORLE: ENERGIA PURA

Si tratta di un latte vegetale caratterizzato da una significativa presenza di grassi poliinsaturi, fibre, vitamina E e calcio. Agisce favorevolmente sul sistema cardiovascolare.

Il latte di mandorla inoltre è una bevanda ipercalorica e altamente energetica la cui assunzione è assimilabile a quella della frutta secca.

Non andrebbe pertanto 'abusato' ma per questo viene incontro il prezzo, mediamente molto più elevato rispetto alle altre preparazioni di latte vegetale.

Il gusto del latte di mandorle è molto intenso, particolarmente gradevole se bevuto fresco in estate. Qualora risultasse troppo marcato è possibile miscelarlo con latte di riso o avena per ottenere una bevanda altamente dissetante ed equilibrata sotto tutti i punti di vista.

Menzione particolare in cucina, dove il latte di mandorle può essere utilizzato per la preparazione di un ottimo gelato.


LATTE DI FARRO: RICOSTITUENTE COMPLETO

Dal farro si ottiene un latte vegetale caratterizzato dalla presenza di proteine e ricco di vitamine (A, B, C, E) e minerali (calcio, potassio, magnesio e fosforo). Come gli altri cereali anche il latte di farro contiene grassi poliinsaturi e fibre insolubili. Il latte di farro è il più naturalmente ricco di calcio, il che lo rende un valido alleato nella prevenzione dell'osteoporosi. Per l'equilibrio energetico e la completezza nutrizionale è indicato agli sportivi, a chi pratica attività intense e alle persone debilitate.

Il gusto del latte di farro è naturalmente dolce e denso, può essere bevuto freddo o utilizzato caldo per preparare un cremosissimo cappuccino d'orzo.

Il latte di farro per la sua densità si presta particolarmente all'utilizzo in cucina.






L'olio di semi di Canapa è un alimento dalle straordinarie proprietà nutrizionali, nonchè un eccellente supplemento dietetico nella pratica medica.

La sua composizione rispecchia in tutto e per tutto le qualità stupefacenti che abbiamo illustrato nell'articolo dedicato ai semi di canapa.

Per le sue caratteristiche l'olio di Canapa è utilizzabile alla stregua di un vaccino nutrizionale, ideale per la prevenzione grazie ai benefici portati al sistema immunitario nonchè come valido rimedio antinfiammatorio per la cura di molte affezioni ad andamento cronico-degenerativo.


La proporzione perfetta: Omega6 - Omega3

La qualità più importante di quest'olio è senza dubbio la presenza di acidi grassi essenziali polinsaturi Omega 6 -Omega 3 nella proporzione migliore per l'essere umano: nessun altro alimento in natura è infatti in grado di garantire una proporzione 3:1, rapporto raccomandato dalle ricerche mediche e dalle più avanzate teorie in ambito di nutrizione.

I regimi dietetici occidentali sono sbilanciati anche per quanto riguarda gli acidi grassi insaturi, con rapporto Omega 6 - Omega 3 mediamente superiore a 10:1.
Questo sbilancio ha impatto sulla salute cardiovascolare, sulle funzioni mentali, su patologie respiratorie e cronico-degenerative e sui processi infiammatori alla base di buona parte delle malattie.

Un bilanciamento di tale rapporto, che può essere ottenuto attraverso un'alimentazione naturale e consapevole, costituisce un'eccellente base di prevenzione ed è in grado di sostenere un miglioramento di tutte queste patologie.



Perchè l'olio di canapa è migliore rispetto agli altri integratori di acidi grassi

La principale differenza tra l'olio di semi di canapa e gli altri olii utilizzati per l'integrazione dietetica di acidi grassi polinsaturi sta ancora una volta nell'eccezionale e unico rapporto tra Omega 6 e Omega 3, poco sopra descritta.


Tabella comparativa acidi grassi in olii vegetali

Passando in rassegna altri olii molto 'quotati' troviamo infatti che l'olio di borragine non contiene Omega 3 (ma contiene tracce di tossine naturali che col tempo possono danneggiare l'organismo).
Gli integratori di Omega 3 a base di olio di pesce sono ottenuti mediante processi di estrazione chimici e possono soffrire dell'inquinamento tipico del pesce (mercurio, diossina, metalli pesanti) che alla lunga sono molto pericolosi per la salute.

L'olio di lino, fin troppo 'osannato', presenta rispetto all'olio di canapa un rapporto invertito e quindi sfavorevole tra Omega6 - Omega 3 e può contenere linamarina, potenzialmente tossica.



Naturalmente antiossidante e immunomodulante

Nell'olio di canapa sono presenti quantità significative di Vitamina E, antiossidante naturale; fitosteroli e cannabinoidi (specialmente CBD, Cannabidiolo) che secondo le più recenti acquisizioni medico-scientifiche hanno un'importante funzione di modulazione per quanto riguarda il sistema immunitario e le funzioni cognitive.
L'olio di canapa è anche ricco di fibre, sali minerali, oligoelementi preziosi (calcio, potassio e magnesio) e carboidrati, tutti elementi che lo rendono ancor più un integratore completo e dal notevole profilo energetico.



Indicazioni e principali effetti benefici sul metabolismo: l'esperienza del dott- Jonas

Nel corso della sua attività il dott. Jonas Elia, medico chirurgo specializzato in pediatria e neuropsichiatria infantile, dichiara di aver ottenuto risultati eccellenti grazie all'intetgrazione alimentare di olio di canapa in caso di:

- artrosi e artriti;
- patologie autoimmuni e sclerosi multipla;
- tendenza a sviluppare cisti e polipi;
- ipercolesterolemia e problemi nella funzionalità epatica;
- dermatiti atopiche e affezioni cutanee in genere (psoriasi, herpes, eritemi, ecc..) ;
- patologie a carico del tratto gastro-intestinale;
- ipertensione arteriosa e altre vasculopatie;
- patologie tipicamente femminili quali cisti ovariche, disturbi del ciclo, fibrocisti mammarie;
- tumori;
- disturbi del linguaggio e caratteriali, autismo, nevrosi, depressione;
- dolori muscolari e articolari;
- cardiopatie e aterosclerosi;
- convalescenza a seguito di ictus o infarto.

Il dott. Jonas suggerisce un apporto quotidiano di olio di semi di canapa nella misura di:

- un cucchiaino da tè al giorno in funzione preventiva (da sospendere solo nei mesi più caldi);
- da uno a 3 cucchiai da tavola da distribuire nella giornata per terapie d'attacco per una risposta ottimale nel caso in cui si vada a curare (o coadiuvare una cura per) una patologia già presente.

La raccomandazione è valida ed efficace sui bambini, sugli adulti e sui centenari che hanno preservato con una sana contotta di vita la propria salute psicoemofisica.


L'olio di semi di canapa a tavola

Il suo sapore ricorda la nocciola, è molto gradevole e va utilizzato a crudo per preservarne intatte le straordinarie qualità nutritive e virtù terapeutiche; può quindi accompagnare insalate, cereali, zuppe, pasta ecc.. al posto o a fianco dell'olio extravergine di oliva. L'olio di canapa è rigorosamente spremuto a freddo e viene venduto prevalentemente nei negozi di alimentazione biologica, va tenuto lontano da fonti di calore e luminose e una volta aperto si conserva in frigorifero.



Olio di semi di canapa e THC

Vale lo stesso discorso fatto sui semi di canapa ma in casi simili è sempre utile ripetersi.
L'olio di semi di canapa contiene una percentuale infinitesimale di THC (meno di una parte su un milione), il principio responsabile dell'effetto psicoattivo della marjiuana.

Il che significa che per avere un effetto tossico da questo alimento (analogo a quello che si ottiene con un solo spinello), occorrerebbe berne una quantità intorno ai dieci litri al giorno...




Rimandiamo al nostro articolo sui semi di canapa per ulteriori approfondimenti e ringraziamo il sito Modin per la ricchezza di informazioni in materia e la ricca bibliografia.

Vola il biologico in Italia!

scritto da Andrea Vitali 30/03/11 2 commenti




 2010: anno d'oro per l'alimentazione biologica in Italia!

Un mercato in costante espansione, che sembra non risentire della profonda crisi del reparto agroalimentare a livello mondiale.
E ora cresce in modo significativo anche in Italia.
Il nostro paese, da sempre tra i big della produzione e primo esportatore al mondo, conferma finalmente una tendenza molto positiva anche nei consumi.

Secondo un indagine dell’Osservatorio del mercato dei prodotti biologici (fonte Ismea AC Nielsen), la spesa annua degli italiani in prodotti biologici nel 2010 è cresciuta dell'11,6% su base nazionale, il record degli ultimi 8 anni!

Il dato riflette una crescita costante di attenzione e sensibilità verso la salute e l'ambiente e allo stesso tempo rappresenta una risposta concreta alle 'crepe' e alle emergenze che il sistema produttivo industriale periodicamente evidenzia.


PRODUZIONE E CONSUMI

L'Italia mantiene saldamente il primato europeo per quanto riguarda il numero di operatori certificati e gli ettari di terreno coltivati con metodo biologico. Osservando nel dettaglio il nostro territorio si nota che al sud sono concentrate le maggiori superfici agricole condotte secondo il metodo biologico (Calabria, Puglia e Sicilia), mentre al nord sono localizzate le imprese che si occupano di trasformazione.

Crescono sensibilmente i consumi al sud (+ 21%), sebbene la ripartizione geografica risulti ancora molto sbilanciata: al nord è infatti concentrato più del 70% della spesa per l'acquisto di alimenti biologici, dato che caratterizza quella del biologico come una scelta ancora troppo localizzata.

Vero e proprio boom per i negozi biologici tradizionali, con un notevole +30% nelle vendite, dato in assoluta controtendenza rispetto allo strapotere della grande distribuzione di super e iper mercati.

Stile di vita corretto e alimentazione sana e naturale sono in grado di ridurre notevolmente l'insorgenza dell'ipertensione arteriosa.

In Italia soffre di pressione elevata circa il 30% della popolazione con picchi del 50% tra le donne in menopausa. Nel mondo ne soffre circa un miliardo di persone. 

Pur presentandosi spesso senza segni e sintomi evidenti, l'ipertensione arteriosa è una malattia in senso stretto, responsabile di buona parte delle patologie cardio-vascolari (aterosclerosi, infarto, ictus), prima causa di morte nei paesi più evoluti.



IPERTENSIONE ARTERIOSA E STILE DI VITA

L'ipertensione arteriosa è particolarmente diffusa nei paesi più sviluppati e pressocchè sconosciuta nei paesi del terzo mondo.

Buona parte dei casi di ipertensione arteriosa è infatti riconducibile a cattive abitudini alimentari e a uno stile di vita sedentario e poco sano, tipici della società dei consumi.

La pressione arteriosa andrebbe tenuta sotto controllo sin dalla giovane età.
Lo stato di equilibrio può essere mantenuto evitando di 'cadere' nelle abitudini che ne favoriscono l'insorgenza.

Elenchiamo di seguito poche, importanti, regole di comportamento:

- evitare fumo, droghe e sostanze stupefacenti in genere;
- praticare attività fisica regolarmente e a tutte le età;
- evitare vita frenetica e stress prolungati;
- tenere sotto controllo il peso corporeo;
- fare attenzione ai farmaci in grado di indurre ipertensione (antiulcera, antidepressivi e contraccettivi orali);

- seguire un'alimentazione sana e naturale.

Sviluppando ulteriormente l'ultimo punto, ecco le principali indicazioni da osservare a tavola:
 
- evitare di mangiare più del dovuto;
- moderare il consumo di alcolici;
- ridurre il consumo di sale (evitando il cloruro di sodio, il comune sale da tavola);
- sostituire il sale con erbe e spezie (ad esclusione del pepe);
- ridurre o evitare alimenti eccitanti (caffè, thè, cioccolata);
- ridurre o evitare i grassi saturi (quelli di origine animale);
- mangiare molta frutta e verdura cruda (per l'elevato contenuto di potassio);
- evitare insaccati e cibi conservati;
- evitare carboidrati e zuccheri raffinati (pane, pasta, merendine, bibite);

Ancora una volta va sottolineata l'importanza della prevenzione, adottando l'alimentazione e lo stile di vita più corretto, specialmente laddove nella 'storia familiare' siano presenti casi di ipertensione arteriosa.

Laddove l'ipertensione fosse già conclamata e in presenza di cure farmacologiche per il contenimento della pressione arteriosa, le stesse regole favoriranno l'efficacia delle cure stesse portando, se adottate quotidianamente, alla riduzione del supporto farmacologico.

Alimenti della Salute: i Cachi

scritto da Andrea Vitali 26/11/10 6 commenti



L'autunno della Natura è generoso e sa regalare doni straordinari a chi ne rispetti i tempi e significato profondo.
Frutti, semi e verdure, alimenti in perfetta sinergia nutrizionale ed energetica con le necessità psicoemofisiche dell'uomo.
Il cachi (kaki) è il frutto di un particolare albero, di origine orientale molto antica assai diffuso in Giappone e in Cina. Tipico della stagione autunnale, arriva sulle nostre tavole a partire dalla seconda metà di settembre fino almeno a tutto novembre.
La sua polpa è dolce e morbida, il sapore delicato e gustosissimo .
E' un frutto ricco di zuccheri, vitamine e sali minerali, caratteristiche che ne fanno un alimento che: da energia, disintossica, tonifica e protegge (grazie alla sua preziosa azione antiossidante) da malattie e invecchiamento precoce.
   

CACHI: PROPRIETA' NUTRIZIONALI E SALUTE

Il cachi è un frutto che a completa maturazione contiene elevate quantità di zuccheri semplici, assorbiti immediatamente dall'organismo umano, principalmente sotto forma di fruttosio e glucosio. Questo lo rende poco indicato a chi abbia problemi di obesità o diabete.

E', tra i frutti autunnali, il più ricco in beta-carotene, potente antiossidante che protegge dalle malattie cardiovascolari, da alcuni tipi di tumore e rafforza del sistema immunitario.

- Lo stesso betacarotene è il  pigmento responsabile del brillante e luminoso color arancione del frutto.
Il betacarotene è anche precursore della vitamina A, necessaria al nostro organismo per la protezione della pelle e delle mucose, per l'accrescimento osseo, dei denti, di unghie e capelli.

- Il cachi contiene buone quantità di vitamine C e P, utili a prevenire le malattie da raffreddamento e a dare maggior elasticità a vene e capillari.

- Il cachi è ricco di fibre, utili alla funzionalità intestinale e particolarmente indicate in caso di stipsi.

Nel cachi sono ben rappresentati sali minerali come:

- potassio, indispensabile per la regolarizzazione del pH sanguigno, della pressione arteriosa e dell'attività muscolare
- calcio, importantissimo per le ossa;
- fosforo, necessario come il calcio per le ossa ed essenziale componente di importanti catene proteiche e lipidiche;
- selenio, altro antiossidante prezioso per contrastare malattie e invecchiamento.

Il cachi contiene inoltre buone quantità di ferro, calcio, rame, manganese e magnesio.
Un discorso a parte meritano i tannini, astringenti naturali, maggiormente presenti nel frutto non ancora maturo: questo fa si che consumare i cachi quando la polpa è ancora soda lo rende particolarmente astringente (tipica la sensazione di bocca 'legata'), mentre a piena maturazione quando la polpa si fa gelatinosa, regola la funzione intestinale.


Le sostanze contenute nella polpa del cachi, quali tannini, potassio e calcio, rendono questo splendido frutto un ottimo rimedio per combattere le astenie derivanti da un cattivo funzionamento del fegato (straordinario: l'astenia è una sindrome da stanchezza caratteristica della stagione autunnale, l'autunno ci offre frutti e semi oleosi che aiutano a combattere con i loro preziosi equilibri nutrizionali questa sindrome).

I cachi, per il loro contributo energetico e in potassio, sono particolarmente indicati per bambini, persone che svolgono attività sportiva e per le sue qualità di ricostituente nei casi di debilitazione, inappetenza e convalescenza.


Si noti che un colore come l'arancione viene percepito anche dal nostro cervello come stimolante e possa contribuire all'attivazione dei meccanismi dell'appetito.
Hanno azione rinfrescante, emolliente, regolatrice delle funzioni intestinali e depurativa, in particolare per quanto riguarda le tossine immagazzinate dal fegato.
Inoltre i cachi hanno un'efficace funzione diuretica e stimolano l'organismo a liberare i liquidi in eccesso.

Una semplice cura depurativa e per la protezione del fegato consiste nell'assunzione di un cachi al giorno, possibilmente a digiuno o comunque lontano dai pasti principali, da protrarre per tutta la stagionalità del frutto. Per contrastare la ritenzione idrica sarà sufficiente osservare l'accortezza di assumere il cachi al mattino a digiuno qualche minuto prima della colazione.


CACHI PER IL CUORE E L'IPERTENSIONE

C'è una relazione molto 'speciale' tra il frutto del cachi e il cuore.
La 'bacca' di color arancione intenso, a volte vicina al rosso, può ricordare un organo cardiaco in piccolo. La sua costituzione in particolare, caratterizzata da quattro lobi separati da membrane, come quattro sono le cavità da cui è costituito il cuore.
Questa somiglianza simbolica trova sorprendenti conferme nella relazione tra il cachi alimento e la funzione cardiocircolatoria.
La pectina, sostanza presente in abbondanza nel cachi, aiuta l'organismo a ridurre la quantità di colesterolo nel sangue. La grande quantità di zuccheri è altrettanto importante per il sistema cardiocircolatorio.

Chi soffre di ipertensione è spesso obbligato ad assumere farmaci diuretici in quanto l'espulsione di liquidi riduce la pressione arteriosa. Ma con i liquidi vengono eliminati preziosi sali minerali, potassio in particolare, che a sua volta è necessario compensare mediante l'assunzione di...altri farmaci.

Un serpente che si morde la coda, un loop che può essere interrotto da un 'semplice' rimedio naturale, in questo caso un frutto, in grado di abbinare l'efficace azione diuretica, utile alla riduzione della pressione arteriosa, con un significativo apporto di potassio.


CACHI IN TAVOLA

Non tutti amano la vischiosità della polpa del cachi, in questo caso è sufficiente passarli al passaverdura per creare una squisita crema a cui unire del succo di limone. Con il cachi è possibile preparare un'otttima marmellata o, per i più golosi, un delizioso dessert da preparare sbucciando il cachi, frullandone la polpa che andrà sistemata in coppette e poi guarnita con cioccolato fondente grattuggiato. 


CACHI E COSMESI

La polpa matura del cachi può essere utulizzata a scopo cosmetico per preparare una maschiera facciale. Infatti la notevole quantità di betacarotene che contiene rende la pelle del ciso più luminosa e curata.
A questo scopo basta schiacciare la polpa matura di un cachi e spalmarla sul viso lasciandola in posa per 15 minuti circa e rimuovere con acqua tiepida.


Alimenti della Salute: le Castagne

scritto da Andrea Vitali 18/10/10 11 commenti



Da nord a sud annunciano l'arrivo dell'autunno e ci accompagnano per tutta la stagione fredda.
Sono le castagne, autentico alimento della salute dall'eccezionale valore nutrizionale.
Ricche di fibre, amidi, vitamine e oligoelementi, le castagne sono un formidabile ricostituente psico-fisico naturale, in grado di sostenerci in un periodo dell'anno in cui il freddo e la diminuzione delle ore di luce possono aumentare la stanchezza e indebolire il sistema immunitario.

E non è un caso che, come sempre,  la Natura ci regali un alimento simile nel momento esatto in cui ci serve!

Spesso si tende a consumarle come spuntino, o a fine pasto, ma il loro profilo nutrizionale suggerirebbe di collocarle come portata principale del pasto stesso. Più che a un frutto (che non sono, essendo la castagna il seme contenuto nel riccio), le si dovrebbe paragonare ai cereali, cui somigliano molto.


CARATTERISTICHE NUTRIZIONALI DELLE CASTAGNE

La castagna è composta prevalentemente da amidi, particolari zuccheri complessi che vengono assorbiti lentamente dall'organismo e per questa ragione sono in grado di mantenere stabile il tasso di glicemia nel sangue. Nelle castagne sono presenti anche proteine di buona qualità (sebbene in quantità modesta), vitamine del gruppo B (particolarmente B1 e B6) e sali minerali, in particolare potassio ma anche fosforo magnesio e calcio. Vi è infine nella castagna anche una buona quantità di fibre. 


PROPRIETA' DELLE CASTAGNE

La presenza di notevoli quantità di amido rende le castagne molto nutrienti ed altamente energetiche.
Nutrirsi con le castagne è utile nei casi di astenia fisica o intellettuale che richiedano un'alimentazione ricostituente e, quindi, anche per persone anemiche. Giova durante le convalescenze e in presenza di situazioni di sottopeso.
Anche i bambini o gli anziani che soffrano di inappetenza trovano giovamento in un'alimentazione che includa spesso le castagne; il sapore dolce ed estremamente gradevole delle castagne è apprezzato da molte persone, talvolta aiuta a ritrovare l'appetito.
Il potere energetico della castagna rende questo frutto adatto a chi pratica sport o svolge lavori faticosi.
La presenza di fibre rende le castagne, contrariamente a quanto si pensi, un alimento utile per la funzionalità dell'intestino e indicato in caso di stipsi. Le fibre favoriscono la motilità intestinale, l'equilibrio della flora batterica e la riduzione del colesterolo.

I principi attivi presenti nelle foglie e nella corteccia di castagno trovano applicazione in ambito erboristico, ma anche domestico, come astringenti intestinali, per combattere la tosse e come disinfettante delle vie respiratorie. A questo scopo si può preparare un infuso con 2 g di foglie in 100 ml di acqua calda e assumerne 2-3 tazzine al giorno a piccoli sorsi.
In fitoterapia è conosciutissimo il gemmoderivato di castagno, utilizzato nei casi di problemi alla circolazione periferica.


LE CASTAGNE IN CUCINA

Come accennato in precedenza, le castagne andrebbero consumate come portata principale del pasto, accompagnate da verdure crude e cotte possibilmente evitando l'associazione con altri carboidrati e con le proteine. Infatti l'errata abitudine di mangiarle come spuntino o al termine di una cena porta spesso a senso di pesantezza o a quel fastidioso senso di gonfiore (per eccesso di fermentazione).


In questi casi, oltre al disagio fisico, l'organismo non sarà in grado di assimilare propriamente i nutrienti del pasto.
A tavola si possono consumare bollite (fantastiche con cannella e zendero!) o arrostite.
Con la farina di castagne invece si possono preparare pasta fatta in casa come ad esempio tagliatelle e diversi dolci il più conosciuto dei quali è il castagnaccio.
Sempre con la farina di castagne si può preparare una colazione energetica e salutare, stemperandola in acqua e facendola cuocere finchè non addensa; alla crema di castagne così preparata si potranno poi aggiungere succo di mela o altri dolcificanti naturali.

(Le ricette a base di castagne non mancano, anzi... vi invitiamo a cercarle e a segnalarci le più buone!)


LE CASTAGNE PER LA SALUTE: USO ESTERNO

L'infuso preparato con 6 g di foglie in 100 ml di acqua, può essere utilizzato come astringente della pelle e delle mucose. Con l'infuso fare degli sciacqui o applicare uslla pelle delle compresse di garza imbevute.
Con la corteccia invece si può produrre un decotto (6 g in 100 ml d'acqua) da usare per effettuare lavaggi e applicare compresse di garza sulle pelli fragili e delicate o arrossate.
La polpa delle castagne, cotta e poi setacciata, può diventare un'ottima crema fluida per detergere il viso ed è indicata per preparare maschere emollienti e schiarenti.


CONTROINDICAZIONI DELLE CASTAGNE

La castagna è controindicata per coloro che soffrono di gonfiori addominali, colite o gastrite, poichè l'assunzione di questo alimento in presenza di questi disturbi potrebbe portare a un accentuamento degli stessi.
Inoltre, durante la cottura una parte degli amidi si trasforma in zuccheri semplici: questo da un lato rende le castagne più dolci, dall'altro meno indicate per chi debba seguire una dieta ipoglicemica.


LOVE for the Environment

scritto da BRUNIVERSO 10/10/10 0 commenti



Grazie al commento di  Luciano Ⓥ Roma su Facebook abbiamo fatto una ricerca sui MdR ed abbiamo trovato un interessante articolo sulla sigla L.O.V.E.
Quest'articolo è da collegarsi a quello precedente:
Quando un Prodotto è Ecologico, Etico e Sostenibile? 


LOVE sta precisamente per: 
- Local, 
- Organic, 
- Vegetarian/Vegan Eating.

L' articolo è sotto licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial 3.0 United States License. Il che significa che 'si invita' alla copia ed alla diffusione dello stesso, citando la fonte e l'autore.



LOVE for the Environment




by: Dan Brook, t r u t h o u t | Op-Ed

All we need is LOVE. 
There are many things and we can (and should) do to preserve and protect our environment if we want to preserve and protect life on Earth. Reducing consumption of resources, reusing products and materials, and recycling what can no longer be reused are all critical to being more sustainable. However, the most important personal thing we can each do for the environment is to fall in LOVELocal, Organic,Vegetarian/Vegan Eating. (Vegetarians don't eat any animals; even better, vegans don't consume any animal products, including eggs and dairy.)

There is consensus amongst the overwhelming majority of the world's scientists, environmentalists, governments, major corporations, and many others that climate change in the form of global warming is, by far, the most important environmental problem facing life on Earth. Carrying reusable bags, changing to energy-efficient light bulbs, saving water, and driving less are all very good things to do, yet they all pale in comparison to the cool effects of LOVE.

None of these or other positive actions prevent us from doing others, and we should try to do everything we can to live more sustainable lives. However, eating has a 
much bigger personal impact on the environment - as well as our health and the health of animals - than anything else most of us ever do.

Here's some LOVE!


Local

Think globally, eat locally!

The average item of food in the U.S. travels approximately 1500 miles from production to consumption. By eating locally and seasonally, you're reducing your food miles, the amount of distance your food has to travel from farm to table, thereby cutting down on the amount of oil consumed and greenhouse gases emitted. Being a locavore cuts down on traffic and the need for energy-hogging refrigeration, both of which contribute to global warming. These are all benefits for the environment. And any benefit for planetary health is also a benefit for our personal health.

Eating locally means eating fresher and healthier produce, eating fruits and vegetables that are in season and grown in your region. Fresher produce maintains more of its nutrients. That's not only healthier and tastier for you and your family, but also better for your region's economy and ecology, supporting local farm families and the local economy while preserving biodiversity and building community. The easiest and most fun way to eat more local is to shop at farmers' markets, where seasonal produce is abundant and, according to sociological studies, people tend to be more social. Packaging, plastic water bottles, and chemicals, for example, are not local. Specifically, pesticides are almost always 
not local, so eating organic is also vitally important.

Organic

Don't panic, just go organic!

Organic agriculture means farming without the hazards of synthetic pesticides. Quite simply, agricultural chemicals are toxic and deadly, as is their intention. Author Sandor Katz states that, "Agricultural chemicals kill - and not only plants and insects and worms and birds and fungi and the vast universe of soil organisms; they kill people as well." Claire Cricuolo, both nurse and chef, relates that, "When you buy organic, you help to promote biodiversity and cut down on the pesticides that pollute our soil, air, and water. You also support natural systems that will ensure the integrity of our farmlands for future generations."

Organic methods produce fewer greenhouse gas emissions, using only one-third the petroleum as chemicalized crops, while sequestering more carbon dioxide in the soil, thereby being another powerful way to help stem global warming. As with local produce, organic produce also tends to have a higher level of nutrients, studies show, and may be tastier as well. Eating organic is not only healthier for consumers, but is also healthier for farmers, neighbors, animals, insects, and the soil, as well as everyone and everything downstream. Many chefs and other foodies also believe that organic foods taste better.

Another big bonus to eating organic is knowing that you are not consuming any genetically engineered products with their unknown potential personal, public, and environmental consequences.

Alan Greene, M.D. affirms that, "Every little move towards organics is worthwhile." The most effective ways to become more organic is to (1) "Switch out foods you eat most often", (2) "Replace the worst offenders", and (3) "Shop locally, eat seasonally".


Vegetarian/Vegan Eating

Go vegetarian/vegan and no one gets hurt!

It is increasingly clear that eliminating, or at least sharply reducing, the production and consumption of meat and other animal products is the single best thing people can do for human health, animal suffering, worker safety, and environmental sustainability.

The editors of 
World Watch, an environmental magazine, concluded in the July/August 2004 edition that, "The human appetite for animal flesh is a driving force behind virtually every major category of environmental damage now threatening the human future - deforestation, erosion, fresh water scarcity, air and water pollution, climate change, biodiversity loss, social injustice, the destabilization of communities and the spread of disease." The November/December 2009 issue of World Watch stated that recent evidence and new calculations reveal that the livestock industry is responsible for 51% - a majority! - of greenhouse gases. Lee Hall, the legal director for Friends of Animals, is more succinct when she states that at the root of almost "every great environmental complaint there's milk and meat."

Dr. Rajendra Pachauri, the 2007 Nobel Peace Prize laureate along with Al Gore, and head of the United Nations Intergovernmental Panel on Climate Change, states that the mass production of meat is a major factor contributing to global warming and that, "The single [most effective] action that a person can take to reduce carbon emissions is vegetarianism." We ignore or deny this critical yet simple information at our individual and collective peril. LOVE is the most powerful antidote, by far, against global warming!

We also need LOVE for our 
invironment, the environment inside of us. Vegetarians live six to ten years longer, on average, than those who eat meat. Vegetarians have much lower rates of heart disease, cancer, and stroke - the three leading causes of death in the U.S. - as well as more protection against diabetes, obesity, osteoporosis, hypertension, gout, kidney diseases, and even Alzheimer's.

What you eat on a daily basis is actually more important than what you buy, save, recycle, or even drive. Eating the Standard American Diet (SAD) is like packing old light bulbs, single-use plastics, styrofoam, hormones, antibiotics, tar, toxic chemicals, chainsaws, SUVs and other deadly clunkers into your pantry all the time. Get the junk out of your pantry and diet! Get the junk out of your community and environment! Get the junk out of your body! LOVE yourself and your family!

If you're not ready to fall madly in LOVE, it's OK to flirt with it. LOVE doesn't have to be all or nothing and it doesn't have to be all at once. You can play with your food, but make sure to have fun.

LOVE can also stand for 
Living Opposed to Violence against theEnvironment. We can stop the violence in the world by stopping the violence on our plates. More LOVE means more peace, inside each of us, within our families, and around the world, for this and future generations. Besides being more compassionate toward animals and much healthier for you and your family, as well as lifting your spirit and boosting your energy, LOVE can help save the world by preserving and protecting our precious planet.

As they say in the 12-step programs, it's about "Progress not perfection." What path are you on? In which direction is the Cupid's Arrow of your life pointed?

Spread the LOVE!
Creative Commons License

Segui il Sentiero!


Ultimi commenti

Google Connect

Statistiche