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Coltivare la stevia in casa

scritto da Andrea Vitali 04/04/10 32 commenti


Coltivare la STEVIA RABAUDIANA è possibile? 
La risposta è si! 



Novembre 2011: finalmente la stevia è stata 'sdoganata' ed è ora possibile trovarla in commercio come dolcificante. Potete leggere la notizia nel dettaglio nel nostro articolo dello scorso luglio dove diamo la notizia in anteprima!

Ma a noi piace produrla in casa, quindi torniamo alla pianta di stevia...

Recentemente, dopo qualche ricerca,  abbiamo comprato i semi e al momento attendiamo di veder spuntare i primi germogli. Nel frattempo l'abbiamo già provata in foglie secche e sbriciolate: leggete l'articolo sulla Torta con la stevia al posto dello zucchero.

Sicuramente vi aggiorneremo su queste pagine sui progressi del 'vivaio': dal primo semino messo in terra all'essiccamento delle foglie.

Nel frattempo, in risposta a richieste pervenute via email e tramite il profilo facebook del Sentiero, riporto una sintesi delle indicazioni che ho ricevuto da chi mi ha venduto i semi, che ho integrato con alcune preziose informazioni reperite in rete, nonché con la nostra prima personale esperienza di semina della Stevia Rabaudiana.
Quello che segue è di fatto il nostro 'manuale operativo' della Stevia, ad oggi. :)




CARATTERISTICHE 

DELLA STEVIA RABAUDIANA

La Stevia rabaudiana è una pianta rustica molto resistente, perenne o semiperenne a seconda del clima in cui viene coltivata. Con le dovute attenzioni la pianta si conserverà in perfetta salute e ci gratificherà con una generosa gustosissima produzione di foglie!
In Italia è possibile coltivarla a qualsiasi latitudine, certamente nelle zone più fredde sarà opportuno usare maggiori accortezze specialmente in inverno quando è consigliabile proteggere la parte basale (che germoglierà in primavera) con pacciamature. Se in inverno le temperature scendono frequentemente sotto lo zero è consigliabile ricoverare la pianta in ambienti protetti, almeno fino al termine delle gelate notturne.

Ama i terreni sciolti e ben drenati quindi per la messa a dimora è indicato un buon terriccio biologico tagliato con torba e ben drenato per non soffocare le radici. Come drenante consiglio di utilizzare ciotoli, argilla espansa, ghiaia; personalmente non utilizzerei polistirolo dal momento che si tratta comunque di un materiale chimico che inquina e che a contatto con le radici andrebbe a 'nutrire' le nostre foglie.
Non ha particolari esigenze rispetto all'acidità del terreno sebbene alcuni coltivatori indicano un pH ideale tra il 6-7. Vegeta bene in posizione semiombreggiata, ma la Stevia rabaudiana dà il meglio di sè se coltivata in posizione soleggiata.

Arriva ad un'altezza di mezzo metro circa, ha fiori ermafroditi molto piccoli, numerosi, di colore biancastro, impollinati dagli insetti. La fioritura è tardo-autunnale. Ha foglie ovate, opposte.
La Stevia si riproduce per seme e si moltiplica per talea.

Nell'immagine: La nostra prima piantina di Stevia a 6 settimane dalla semina.

REPERIRE I SEMI DI STEVIA

Dove reperire i semi di Stevia Rabaudiana è una delle questioni più impegnative. Infatti non è facilissimo trovare i semi di stevia.
Sicuramente non negli alimenentari, nei supermarket, ma nemmeno in gran parte di erboristerie e dei vivai.
Occorre cercare accuratamente e chiedere in giro.
Cercare sia su internet tra commenti, forum e articoli che chiedendo agli amici e conoscenti, magari qualcuno lo sa!
Dovete trovare un vivaio che 'tratti' l'argomento e disponga di semi o piante adulte che possono essere vendute, talvolta, anche come piante ornamentali. Oppure potete recarvi a  fiere di alimentazione alternativa (che io chiamerei tradizionale)  o florvivaistiche. Io ad esempio ho preso semi e foglie a  Fa' la cosa giusta (link 2).


LA SEMINA

Se avete trovato finalmente i semi di Stevia e potete cimentarvi nella semina! 
E' necessario sapere come prima cosa che la germinazione è molto bassa, i semi sono piccoli e leggerissimi, volano che è un piacere!
Vanno adagiati in un letto di terra sciolta e umida e quindi ricoperti con un sottile strato per far si che non scappino.. La terra va mantenuta umida e, data la delicatezza e la leggerezza del seme, è consigliabile utilizzare un nebulizzatore fine. Il tempo di germinazione è variabile, da una settimana a....oltranza, ho sentito dire di semi dati per defunti germogliati dopo diverse settimane!

La semina si effettua all'inizio della primavera, possibilmente dentro casa e vicino a una finestra in modo da poter ricevere il calore del sole durante il giorno. Un suggerimento prezioso che mi è stato dato è quello di ricoprire la semina con un tessuto a mezz'ombra, lo si trova in qualsiasi vivaio.
Le piantine vanno trapiantate non prima di aver messo il secondo paio di foglie vere (il terzo contando quello del germoglio). A questo punto, scongiurato il pericolo di ulteriori gelate, è possibile metterle a dimora all'esterno avendo cura di proteggerle ancora sino a quando le piante non saranno ben avviate.


MOLTIPLICAZIONE PER TALEA

La riproduzione per talea a partire da una pianta avviata è molto più semplice e ha un'elevata percentuale di successo. Per i dettagli di questa pratica, che non ho ancora sperimentato in prima persona, rimando al sito di Lucio Longo che mette a disposizione un accurato set fotografico che descrive meglio di tante parole la riproduzione per talea della Stevia.


PRODUTTIVITA' DELLA STEVIA

Il periodo di maggior produttività è quello che va dalla tarda primavera all'inizio dell'autunno. Durante questo periodo la Stevia rabaudiana va innaffiata spesso e, avendo un 'metabolismo' (crescita e fotosintesi) particolarmente veloce, anche concimata spesso (evitando accuratamente l'utilizzo di concimi chimici)

Per ottenere dalla Stevia una grande quantità di foglie con un tenore zuccherino più concentrato è necessario seguire le seguenti indicazioni:

- eseguire la prima cimatura quando le piantine avranno raggiunto un altezza di 10-12 cm ;

- la cimatura va effettuata asportando gli apici vegetativi in modo da lasciare 2 nodi e relative foglie per consentire lo sviluppo di nuovi getti ascellari (da cimare a loro volta adottando lo stesso criterio);

- così impalcata la pianta andrà lasciata vegetare fin quando i tralci non avranno raggiunto una lunghezza di 50 cm circa; questo per consentire alle preziose foglie di 'maturare', dal momento che la capacità dolcificante è maggiore quanto più sono adulte le foglie.;

- la raccolta dei rami andrà fatta usando il criterio sopraindicato di cimatura, ovvero lasciando 2 nodi pronti per la successiva vegetazione;

Una volta raccolti i rametti vanno fatti essiccare, possibilmente all'aperto all'ombra o comunque in un locale ben areato e asciutto. A essiccazione avvenuta si possono separare le foglie dai rami e conservarle tal quali oppure dopo averle sbriciolate. Si consiglia di conservarle in vasi di vetro chiusi ermeticamente. La stevia è un dolcificante naturale. Leggete quali solo gli altri dolcificanti naturali alla pagina Dolcificanti naturali: alternative allo zucchero raffinato.


MALATTIE E INCONVENIENTI RISCONTRATI NELLA PIANTA

Le malattie che si riscontrano più di frequente nella coltivazione della Stevia rabaudiana ono soprattutto di natura fungina.
Non ci sono problemi particolari a combattere tali miceti, ma, essendo la Stevia una pianta destinata all'alimentazione sia come prodotto fresco che sotto forma di polvere dolcificante, è opportuno non utilizzare prodotti antiparassitari.

Lo stesso dicasi per l'attacco di insetti fra cui prevale la farfallina bianca e gli Afidi. E' consigliabile ricorrere alla lotta integrata alternando la somministrazione di piretro naturale con l'immissione di predatori naturali. Per contenere al massimo i problemi fungini è consigliabile che l'acquisto della pianta venga fatto presso produttori professionali.



Torta con la stevia al posto dello zucchero, 
marmellata d'arance senza zucchero 
e gocce di cioccolato bio

Andrea, il papà de Il Sentiero della Natura mi ha regalato alcune foglie di stevia, che ha comprato ad una manifestazione fantastica alla quale io purtroppo non ho potuto partecipare: Fa'  la cosa giusta.

Con queste foglie in mano, dopo averle fatte assaggiare 'a tutti' per godere dello stupore sui volti di chi assaggiava per la prima volta una pianta così dolce, ho pensato di farne una torta. C'è da dire che avevo già tentato un altro esperiemento per fare una torta senza zucchero. In quell'occasione avevo usato soltanto del malto d'orzo e molta frutta (mele) per addolcire il composto. In quell'occasione la mancanza di zucchero si fece insistente. 'Non mi sapeva di torta!'. Volevo qualcosa di più dolce. Infatti la torta successiva la feci con zucchero di canna integrale, ma pur sempre zucchero!

La stevia è stata invece fenomenale per sostituire il gusto dolce dello zucchero. La stevia è così dolce che assaggiandone una foglia grande quanto un mignolino si può finire per non sopportare un sapore dolcissimo, come fossero 3 cucchiaini di zucchero raffinato tutt'insieme, ma dal retrogusto non pungente del chimico ma liquoroso dell'erba. Così ho deciso di provare la Torta con la Stevia..... ed è andata benissimo! Ed è dolcissima!


Ingredienti ad occhio (non li peso):
- 250 gr farina di grano tenero integrale
- 150 gr manitoba 
- 150 gr di burro bio da sciogliere con acqua o latte vegetale (di soia, di farro, d'avena)
- 40 gr di stevia (io credo di averne usati molti meno e ce ne stava bene di più)
- 1 cucchiaio di marmellata d'arance bio senza zucchero (le marmellate sono sempre dolcissime, anche quelle senza zucchero)
- 40 gr di cioccolato fondente da sbriciolare nell'impasto.
- lievito naturale
- un uovo (anche no)


Mettete insieme gli igredienti come per tutte le torte.
Io ho mescolato: le farine con il lievito in polvere e la stevia sbriciolatissima, quasi fosse una polverina. Poi l'uovo e poi ho aggiunto il burro fuso, abbastanza liquido, e lasciato raffreddare. 
Con le fruste elettriche ho miscelato bene il composto e poi ho aggiunto il cucchiaio di marmellata d'arance e le scaglie di cioccolato.

Ho steso il composto in una teglia tonda imburrata, in forno per circa 30 min. a 180° e... gnam gnam!


Abbiamo parlato anche dei semi di stevia (stevia seeds), di come coltivarla in casa e come usarla in cucina!








I dolcificanti NATURALI conservano inalterato 
il sapiente equilibrio di nutrienti bioregolatori 
previsto dalla natura: 
oligoelementi, vitamine, enzimi e minerali



Tale equilibrio risulta irrimediabilmente compromesso nei dolcificanti raffinati e del tutto assente nei dolcificanti artificiali.
Queste sostanze, di cui lo zucchero bianco viene privato nel processo di raffinazione industriale, permettono una miglior modulazione nell'assorbimento e quindi nei processi digestivi e metabolici.

L'esigenza di 'edulcorare' resta comunque estranea alla natura dell'uomo la cui fisiologia mal sopporta i carichi di zuccheri introdotti con le più diffuse abitudini alimentari. La miglior (ri)educazione sarebbe quindi quella di riconciliarsi con le infinite sfumature di dolce offerte dai prodotti della terra.

Una prima mediazione può quindi essere rappresentata dal passaggio ai dolcificanti naturali, con l'eliminazione di zucchero bianco e di tutti i prodotti industriali in cui è presente in dosi elevatissime (merendine, biscotti, prodotti da forno confezionati ecc.).



Dolcificanti Naturali: LA MELASSA
La melassa è uno sciroppo che non cristallizza. Ricco di saccarosio per il 50% e di altri zuccheri per il 25%. Contiene alcune vitamine, acido fosforico e potassio. La melassa è un sottoprodotto, determinato dalla lavorazione dello zucchero di canna o della barbabietola. La melassa di barbabietola è decisamente più dolce e ricca di saccarosio, benché sia meno calorica. E' un'alternativa 'dolce' allo zucchero.


Dolcificanti Naturali: IL SUCCO D'AGAVE
Il succo d'agave si presenta nei negozi bio anche sotto il nome di 'miele d'agave'. Si tratta della linfa dell'agave, una pianta messicana. E' un dolcificante naturale ed è ricco di sali minerali ed oligominerali. L'alta presenza di fruttosio lo rende un dolcificante naturale usato in diverse cucine tradizionali. Lo sciroppo d'agave è un dolcificante completamente naturale con un impatto glicemico molto inferiore al saccarosio (il comune zucchero) ed al miele.


Dolcificanti Naturali: LO SCIROPPO D'ACERO
Lo sciroppo d'acero contiene saccarosio, potassio, alcune vitamine di tipo B, calcio e dolcifica più dello zucchero raffinato.Si estrae dall'acero, una pianta che prodce una linfa molto chiara e dolce. Ideale infatti per torte ed altri dolci. Privo di retrogusto è' una valida alternativa allo zucchero nelle bevande. E' un dolcificante di antichissima origine ed uno dei pochi estratti direttamente da un albero. Diffuso sia nei negozi biologici che tradizionali come dolcificante naturale.


Dolcificanti Naturali: IL MALTO D'ORZO
Il malto è tra i dolcificanti naturali più usati, si ricava dalla germinazione di cereali.
L'orzo è quello più usato perché più adatto a farne il malto. Si presenta come un composto molto viscoso e scuro. Dal gusto gradevole e dall'alto potere dolcificante. Col malto si può dolcificare il latte animale e vegetale, tisane e the. Può essere usato così com'è su fette biscottate e pane o essere disciolto nello yogurt. Io talvolta lo impiego al posto del miele come coadiuvante alla lievitazione del pane. Contiene per il 60% maltosio, poi aminioacidi, proteine e minerali come potassio, sodio e magnesio.


Dolcificanti Naturali: L'AMASAKE
L'amasake si ottiene dalla fermentazione del riso. E' una pasta beige dal sapore molto dolce e delicato. Ideale per gli sportivi, da consumarsi così com'è o in dolci e dessert. E' un dolcificante naturale che può essere sciolto in bevande calde o fredde. L'amasake può essere anche preparato direttamente a casa, partendo dalla lavorazione del riso.



Dolcificanti Naturali: LA STEVIA
La stevia è una pianta largamente usata in Sud America come dolcificante naturale. Ha un'elevata presenza di saccarosio, può essere usata per comporre torte. Non si discioglie nei liquidi sotto forma di foglie, ma sul mercato è possibile reperie 'polvere di stevia' per dolcificare sostituendo lo zucchero. Leggete come coltivarla ed usarla leggendo i nostri articoli sulla Stevia.


Dolcificanti Naturali: IL MIELE
Le proprietà nutritive del miele sono conosciute dai più. Il miele è un ottimo sostitutivo dello zucchero, anzi è consigliato con tisane, the e camomilla.
Non è adatto alle torte, se non a fine cottura, perché in forno se cucinato perde il suo sapore dolce, diventando amarognolo.
Al mattino nelle bevande o sul pane è un ottimo energetico naturale. Contiene maltosio, saccarosio, glucosio, fruttosio e destrosio, assimilati lentamente e metabolizzati in modo differente rispetto allo zucchero raffinato.



Citiamo: LO ZUCCHERO DI CANNA INTEGRALE
Lo zucchero di canna integrale contiene molto meno saccarosio dello zucchero raffinato (intorno al 99,9 %) ed allo zucchero di canna raffinato (99,2 %). Contiene infatti circa l' 80% di saccarosio, circa 7% di glucosio e 7% di fruttosio, alcuni sali minerali in quantità e vitamine. Ha un sapore dolce e forte, con un retrogusto piacevole di liquirizia. Si presenta non cristallino ma come una pasta dalla consistenza morbida ed umida. 



Per alcune immagini abbiamo scelto le prime 'confezioni da scaffale' che ho trovato on line, non vogliamo fare alcuna pubblicità. Lo scopo è quello di aiutarvi nel riconoscimento dei prodotti quando vi troverete in un negozio biologico, intenti a sostituire il classico velenoso zucchero bianco, con le tante alternative naturali.




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