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Visualizzazione post con etichetta prevenzione artrite reumatoide. Mostra tutti i post
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Abbiamo scritto sui semi oleosi e sulle loro qualità come integratori naturali in una dieta equilibrata, passando anche in rassegna i semi più conosciuti e utilizzati. Quelli di cui vogliamo parlarvi oggi sono i semi di canapa sativa, spesso ed erroneamente 'snobbati' da nutrizionisti e medici, anche in ambito di terapie alternative.


VALORI NUTRIZIONALI DEI SEMI DI CANAPA SATIVA

"Spesso in natura la forma estrinseca la funzione"
Osservate come il guscio ricordi la circolazione
sanguigna.
Raramente la parola Valori risulta così azzeccata: degli oltre 3 milioni di piante commestibili che crescono sulla Terra, nessun'altra singola fonte vegetale di cibo può competere con il valore nutrizionale del seme di canapa. 

Riporto in proposito le parole dell'illustre medico nutrizionista Udo Erasmus: Nessun alimento vegetale può essere paragonato ai semi di canapa per quanto riguarda il valore nutritivo." E ancora: “Le proteine contenute nei semi di canapa forniscono al corpo tutti gli amminoacidi essenziali necessari per una buona salute e la loro composizione corrisponde esattamente a quello di cui il corpo umano ha bisogno per produrre il plasma sanguigno, l'albumina e la globulina, elementi essenziali che rivestono un ruolo importante nel sistema immunitario."  
Da Udo Erasmus - Fats that Heal, Fats that Kill - Alive Books, 1993.

Un solo seme quindi racchiude, in buona proporzione e in forma altamente digeribile, tutti e otto gli aminoacidi principali che sostengono la sintesi proteica e l'azione del sistema immunitario, una combinazione assolutamente unica nel mondo vegetale in grado di soddisfare le necessità nutrizionali dell'essere umano.

Questa combinazione è in grado di fornire al nostro corpo la base su cui creare altre proteine come le immunoglobuline: anticorpi che respingono le infezioni prima ancora che arrivino i primi sintomi percepibili. 
Il seme di canapa presenta una frazione grassa (34-35%) di ottima qualità e di composizione equilibrata costituita, per il 70-75%, da una miscela di acidi grassi polinsaturi o essenziali EFA quali l’acido linoleico, l’acido linolenico ed il gammalinolenico (insostituibile, quest’ultimo, nel processo di sintesi delle prostaglandine, sostanze che regolano l’attività di numerose ghiandole, dei muscoli e dei ricettori nervosi). Nel dettaglio lo stupefacente equilibrio nel rapporto tra Omega-6 e Omega-3 e GLA: 60 % di acidi linoleici e il 25 % di acidi linolenici e il 4% di acido gamma linoleico.

Di gran lunga la più alta percentuale e il miglior rapporto in un singolo alimento.

La carenza di acidi grassi essenziali, diffusissima nei folli regimi nutrizionali del mondo occidentale, può condurre a disfunzioni neurologiche e visive, ipertensione, sbilanciamento ormonale, difficoltà di rimarginare le ferite e nella crescita delle cellule, artrite e sindrome premestruale (PMS).
Di tutto rispetto il tenore dei carboidrati (516 Kcal pee 100g) che ne fanno anche un eccellente integratore energetico. Buona è anche la percentuale di fibra grezza e di sali minerali, tra cui prevalgono il ferro ed il fosforo. Considerevole anche la dotazione di vitamine A,E,PP,C, e del gruppo B, con l’esclusione della B 12. Da sottolineare la ricchezza in Vitamina E, apprezzata per le virtù preventive di malattie degenerative e il potenziale antiossidante.

Tabella nutrizionale semi di canapa
(clicca sull'immagine per ingrandirla)



IL VALORE DEI SEMI DI CANAPA SATIVA RICONOSCIUTO DALLE ISTITUZIONI

Persino il Ministero della Salute (circolare del 22 maggio 2009) ha riconosciuto il contributo eccezionale dei semi di canapa  sativa e derivati quali olio e farina.


L'introduzione dei semi di canapa sativa nell'alimentazione quotidiana è infatti altamente indicata per l'organismo umano, in qualsiasi stato di salute esso si trovi come nutrimento essenziale, in particolare per:


-  prevenire malattie cardiovascolari, 
-  ridurre i livelli di colesterolo LDL, 
-  rafforzare il sistema immunitario e coadiuvare le terapie in diverse patologie (vedi sotto).

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda per la popolazione l’assunzione di acidi grassi polinsaturi omega 6 ed omega 3 in proporzione da 4/1 fino a 6/1, per prevenire o curare le malattie più diffuse nelle società moderne (colesterolo non HDL alto, trigliceridi nel sangue, diabete, artrite reumatoide, artrosi, asma, psoriasi ed eczema atopico, lupus, altre malattie autoimmuni in genere, sindrome premestruale, depressione).

A tal proposito e come si diceva sopra, i semi di canapa sativa contengono naturalmente Omega-6 ed Omega-3 in rapporto 3/1, che in natura è quello più vicino al rapporto ideale per l'uomo. Analogo rapporto si trova soltanto nell’olio di pesce, che però, al di la di considerazioni etiche, deve essere chimicamente trattato per essere estratto.
Queste caratteristiche rendono i semi di canapa sativa un “vaccino nutrizionale”, alimento che, introdotto nella dieta giornaliera, rinforza e regola la risposta del sistema immunitario, del sistema ormonale e del sistema nervoso nei confronti delle aggressioni dell’ambiente.




I SEMI DI CANAPA SATIVA A TAVOLA


I semi di canapa hanno un gradevole sapore di nocciola. Sono protetti da un guscio esterno naturale, tra l'altro ben digeribile, che conserva efficacemente gli oli e le vitamine . 
Come per tutti i semi oleosi svariate sono le possibilità di utilizzo in cucina.
Sono ottimi tostati, da soli o insieme ad altri semi, e da utilizzare per insaporire insalate, verdure, primi piatti, interi o schiacciati come si fa col pepe in grani.
Germogliati possono insaporire insalate o trovare impiego nella preparazione di hamburger e polpette vegetali: in commercio è possibile trovare l'Hempeh, un hamburger vegetariano preparato come si fa con il tempeh. 
Coi semi di canapa si può anche produrre un ottimo latte vegetale.  
Oppure si possono frullare, sempre da soli o con altri semi, in modo da ottenere un composto pastoso dal sapore delicato, che ricorda il burro, da spalmare o da utilizzare come condimento su bruschette o per insaporire i vostri piatti. Dal seme di canapa si estrae a freddo l' olio che conserva le straordinarie caratteristiche del seme e si presta insieme all'extravergine di oliva come eccellente integratore in una sana ed equilibrata dieta quotidiana.


SEMI DI CANAPA SATIVA  E THC

A scanso di equivoci e in risposta alla disinformazione 'volutamente' diffusa in materia (la canapa fa concorrenza a troppi settori, costa poco e funziona tanto): i semi di canapa sativa non contengono THC (Tetraidrocannabinolo, delta-9-Tetraidrocannabinolo, delta-9-THC) il principio psico-attivo alla base dell'uso della canapa come sostanza stupefacente ricreativa. 

Alcuni semi di canapa sativa svilupperanno piante piene di THC per uso stupefacente, questi semi sono selezionati da decenni per questo scopo
Altri semi non svilupperanno piante con THC e questi sono destinati alla trasformazione alimentare in farina e olio di semi di canapa oppure allo sviluppo di piante in grado di diventare materia prima per moltissimi prodotti, leggete sotto alcuni dei 50.000 utilizzi della canapa.
Sempre a scanso di equivoci: i consumatori di cannabis sativa o indica contenente THC (il principio attivo stupefacente), quindi dei derivati della pianta sviluppata dal seme in questione, in forma di spinello o tisana, non beneficiano in alcun modo delle proprietà qui descritte relativamente ai semi e all'olio di semi di canapa. Stiamo parlando infatti di due sostanze completamente diverse tra loro.


Un dettaglio non trascurabile: CANAPA E AMBIENTE

Chiudiamo con una piccola digressione sugli innumerevoli usi dei semi e della pianta di canapa sativa. Capirete come la canapa abbia non solo un basso impatto ambientale, quanto risulti essere così efficiente e versatile da poter ridurre il consumo di materie prime già troppo usurpate.

Coltivata da almeno 3000 anni, non necessita di pesticidi o diserbanti per crescere rigogliosamente. Con le sue radici profonde rigenera il terreno e lo nutre. 
E' uno dei migliori foto-convertitori di anidride carbonica in ossigeno.

Trova impiego per circa 50000 utilizzi, tra cui:

- prodotti alimentari ed integratori
- cosmesi ed igiene personale
- detersivi per uso domestico bio-degradabili al 100%
- biodisel (per le autovetture) naturale (negli anni 30  Henry Ford costruì un prototipo di automobile in cui sia la carrozzeria che gli interni e persino i vetri dei finestrini erano fatti di canapa. Quest’auto pesava un terzo di meno e anche il carburante che la faceva muovere era di canapa. Fu la prima auto ecologica, mai più riprodotta per interesse dello stesso Ford, costruttore di auto e petroliere.)
- carta, cartoni, tele
- medicine (cura la depressione, gli stati d'ansia e l'epilessia, l'artrite reumatoide, il glaucoma ed allevia i dolori mestruali. In Italia non è legale nemmeno per uso terapeutico. Per chi volesse curare in modo naturale alcune malattie può orientarsi verso i paesi europei a noi vicini più sensibili e concreti sulla questione: illegale per uso stupefacente, assolutamente consigliata in ambito socio-sanitario sotto controllo medico).
- combustibile vegetale
- plastica ecologica
- tessuto (è uno dei tessuti più resistenti, completamente naturale e biodegradabile al 100%




Olio essenziale di Camomilla Blu

scritto da Andrea Vitali 14/03/10 1 commenti

Stiamo iniziando a pubblicare qualcosa sugli olii essenziali partendo da quelli che conosco e le cui proprietà ho avuto modo di apprezzare di persona. Visitate la sezione Aromaterapia




Olio essenziale di Camomilla Blu


Oggi presentiamo l'olio essenziale di Camomilla Blu, un olio molto pregiato e ricercato.
Il suo prezzo infatti può raggiungere i 15€ per ml. Stiamo parlando di olii di qualità dal momento che è facile trovare in commercio, anche in erboristeria o in farmacia, olii alterati e di qualità scadente. Un indicatore attendibile, in assenza (e in attesa) di una certificazione affidabile in materia è certamente il prezzo. Se una linea di prodotti ha a listino un olio di Lavanda Vera allo stesso prezzo di un Camomilla Blu qualche cosa non quadra.


La Camomila Blu è un olio essenziale atossico e non irritante. E' apprezzato per le sue proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti, digestive e lenitive. La frase chiave della camomilla blu, citando Luca Fortuna (onorato di essere stato suo allievo), è: "calma mantenendo in uno stato di apertura".


Ho avuto modo di apprezzarne le qualità di Camomilla Blu in una situazione molto particolare, ovvero in occasione di una emiparesi del volto (da frigor o paralisi facciale di Bell) che mi ha colpito all'inizio del 2008. In quell'occasione la nevralgia acuta e martellante non mi permetteva di dormire, manifestandosi la fase acuta proprio durante le ore notturne. In quell'occasione, pochissime gocce di Camomilla Blu diluite in olio vegetale e applicate in loco regolarmente e una goccia assunta per via orale nei momenti di crisi (non direttamente ma versata su un biscotto) hanno, placato il dolore, sciolto la tensione, rischiarato le emozioni.


Mi sono ritrovato a usare Camomilla Blu anche acquistando un olio di karitè (al 99%) con camomilla blu appunto, e ho potuto apprezzarne le qualità cosmetiche, inizialmente come olio per le mani arrossate e successivamente come sostituto dei dopobarba 'industriali' di cui non sono mai stato soddisfatto. Bene, la pelle resta idratata, morbida e risollevata dal piccolo trauma che è il passaggio del rasoio. Le piccole ferite inoltre cicatrizzano velocemente perchè è un riparatore dermico molto efficace. 


Infatti il potere antinfiammatorio, lenitivo e riepitelizzante rende Camomilla Blu un rimedio elettivo anche in caso di: ustioni, ferite, cheloidi, cicatrici.


In sintesi le azioni principali svolte dall O.E. di Camomilla Blu sono a favore di:


- sistema endocrino: dismenorrea, disturbi della menopausa, vampate, sindrome pre mestruale PMS, menorragia
- sistema muscolo scheletrico: dolori muscolari, gotta artrite, artrosi, artrite reumatoide, nevralgie, strappi.
- sistema dermico: psoriasi in soggetti nervosi, eczemi, dermatiti, eritemi, orticaria e scottature. Stimola la riparazione dei tessuti danneggiati, cicatrici, tagli, ferite, cheloidi e ustioni. Riducegli inestetismi della couperose.

Può avere applicazione anche nella cura delle allergie per le sue proprietà antinfiammatorie.
A livello di psicoaromaterapia la camomilla blu calma e distende il sistema nervoso.

Con qualche inalazione o diffusa nell'ambiente può aiutare notevolmente un organismo stressato, ansioso, in stato post-traumatico, rabbioso, agitato e sofferente a recuperare serenità ed energia vitale. 
Placa l'agitazione, l'insonnia e l'instabilità emotiva, infondendo fiducia e voglia di vivere in se stessi. E' dunque la camomilla blu un olio essenziale da considerare nel caso si necessiti di aiuto e sostegno in situazioni di dolore e sofferenza, in passaggi da compiere: da rabbia a perdono, da dolore a serenità, da irrequietezza a pace.


In aromaterapia sottile la camomilla blu è utilizzata con efficacia per calmare sentimenti di rabbia, tensione nervosa e irritabilità. Particolarmente adatta in caso di caratteri troppo reattivi, persone che scattano di fronte a qualsiasi sollecitazione esterna senza trattenersi (l'analogia con le allergie è qui evidente). Per la sua atossicità è possibile utilizzarlo anche su bambini sovraeccitati anche molto piccoli e in gravidanza per rimuovere ansie e paure. Molto utile per le persone con un sovraccarico mentale, che non si addormentano per l'incessante flusso dei pensieri. La camomilla blu porta quiete, calma, distensione e apertura laddove serve. Apre al perdono.

Ricordo che gli olii vanno sempre usati con cautela e sotto indicazione di un terapeuta competente, perché gli olii essenziali NON sono sostanze maneggevoli come altri rimedi fitoterapici quali ad esempio i gemmoderivati (MG) o le tinture madri (TM).


Vi lascio con qualche approfondimento sull'olio essenziale di Camomilla Blu:



Fonte della scheda tecnica: Aromaterapia Naturopatica, Luca Fortuna, edizioni ENEA.




Già in un articolo ho parlato del miso, chiamandolo 'il nobile elisir di lunga vita'.


Sì perché il miso ha molte proprietà importanti e può svolgere un ruolo importante nell'alimentazione. In questo articolo voglio trattare del miso per prevenire e curare l'artrite reumatoide nello specifico.
Si tratta di una forma cronica di artrite che crea notevole disagio e colpisce principalmente le articolazioni periferiche. 



Come usare il miso in cucina.
Vi dico come lo uso io: come brodo disciolto in acqua calda. La punta di un cucchiaino da caffè. Oppure la stessa quantità disciolta in zuppe di legumi o verdure. Il miso si può utilizzare come se fosse un dado vegetale ma si raccomanda di non bollirlo per non fargli perdere gli importanti fermenti vivi che lo compongono. 
Se ne consiglia un cucchiaino al giorno (anche mezzo in estate) sciolto nella celebre zuppa di miso. Viene anche utilizzato come ingrediente di alcune salse (il miso migliore in questi casi è la qualità che ha fermentato meno, quindi è più dolce e meno saporita).Si fa sciogliere insieme a un po' di brodo o acqua calda, senza fargli mai raggiungere l'ebollizione.
Ricette di miso su Buonissimo e Mangiare Bene.


Artrite Reumatoide.
L'artrite reumatoide è una particolare forma di difesa immunitaria, mal gestita, dell'organismo. Difatti si presenta come un attacco dell'organismo a se stesso come fosse un nemico, scatenando una particolare reazione autoimmune. A cosa questo sia dovuto non è del tutto chiaro alla scienza, eppure i modi per prevenire questa malattia sono atnti. Partendo ovviamente dall' alimentazione.
Può presentarsi anche a partire dai vent'anni e colpisce per due terzi le donne e per un terzo gli uomini. L'inizio della malattia si annuncia come rare rigidità nelle articolazioni, dolori muscolari negli arti e nelle giunture, pesantezza nei movimenti. Nelle forme più croniche la malattia si presenta con estrema rigidità delle articolazioni, gonfiori che possono evolvere in malformazioni, forti dolori muscolari.

Il miso è particolarmente indicato per prevenire l'artrite reumatoide. Aiuta inoltre a depurare il fegato, ha una funzione positiva alcalinizzante per l'organismo e regola la flora intestinale. Associato alle verdure aumenta il suo potere antiartritico.
'L'energia che possiede il miso tende a salire lentamente, quindi è adatto a favorire la digestione, a rinforzare la flora intestinale e a rinvigorire. Inoltre è una buona medicina per chi soffre di artrite. Il miso per tutti questi motivi ha un effetto alcalinizzante del sangue, che aiuta a rinforzare le difese immunitarie e a ristabilire un sano equilibrio fisico e mentale, dopo l'assunzione di mecidinali, inquinamento ambientale, eccessi nell'alimentazione.' (Dal Il medico di te stesso di Naboru Muramoto)

Leggete l'articolo Curcuma e Miso contro l'artrite reumatoide, del 2004 pubblicato su Terra Nuova.

Idroterapia: Cosa Cura

scritto da Andrea Vitali 20/02/10 0 commenti


Da GuidaConsumatore:

COSA CURA L'IDROTERAPIA


Si può dire che l’idroterapia ha effetti benefici per tutti ma in particolare, e a seconda della forma di applicazione utilizzata, è consigliata per curare:

- emorroidi, ragadi e infezioni vaginali con il semicupio
- artrite e ictus con i bagni in vasche particolari per consentire al soggetto di mantenere in esercizio le articolazioni in modo indolore;


- il gonfiore e l’infiammazione, dovuti ad una distorsione causata da un incidente o dall’estrazione di un dente con degli impacchi freddi che riducono tali reazioni;
- i foruncoli attraverso gli impacchi caldi che ne favoriscono la maturazione e dunque la rottura o li prepara ad essere aspirati;
- le ustioni. Avvolgendo il soggetto ustionato in asciugamani bagnati in acqua fredda si fa abbassare velocemente la temperatura corporea e questo è un efficace rimedio d’emergenza;

- i muscoli affaticati. Per sport, per lavoro o altre cause spesso nelle nostre fibre muscolari si creano dei piccoli strappi che con il proseguire dell’affaticamento producono la formazione di acido lattico. Ciò viene tradotto dal nostro corpo come dolore muscolare e articolare. Per ottenere un rilassamento muscolare è consigliato l’idromassaggio. Esso si basa sul movimento di una massa d’acqua calda che mantiene il corpo galleggiante. L’idromassaggio favorisce la dilatazione dei vasi sanguigni, quindi un aumento del flusso di sangue con conseguente riduzione della pressione. Il potenziamento del flusso sanguigno genera un notevole giovamento alle cellule dell’organismo, porta ossigeno e nutrimento ed elimina l’anidride carbonica e l’acido lattico. Per questo l’idromassaggio è indicato anche per il mal di testa che spesso è dovuto alla tensione che si accumula nei muscoli del collo e delle spalle;

- la circolazione sanguigna e il metabolismo dei tessuti sottocutanei con l’uso di bagni medicinali a temperatura tiepida e calda poiché questi favoriscono la circolazione sanguigna nelle zone di superficie;
- la congestione toracica con l’aerosol che ne allevia la sofferenza;
- catarri gastro-enterici cronici, stati congestizi del fegato e della milza e impotenza sessuale per i quali è benefico il semicupio freddo;

- l’ansia, lo stress e il sovrappeso con esercizi in acqua. Muoversi in acqua produce un costante rilascio di endorfine che sono degli antidolorifici naturali, propri dell’organismo, e di noradrenalina che contrasta la spirale dello stress prodotto dall’adrenalina. Di conseguenza, con la riduzione dello stress si potrà riposare e dormire meglio;
- reumatismi articolari e muscolari cronici, sciatica, nefriti croniche, gotta e disturbi neurologici. In ospedale si trovano medici, infermieri e specialisti che praticano l’idroterapia per mezzo di bagni di vapore (leggi sopra) per curare tali sofferenze e per condurre esercizi di riabilitazione. Tale terapia non solo agisce dall’esterno, cioè sulle superfici doloranti ma anche dall’interno dell’organismo poiché l’acqua risveglia la forza vitale, rafforza il sistema immunitario e riconduce all’equilibrio psico-fisico.


    CONSIGLI E LIMITI DELL' IDROTERAPIA

    L’idroterapia è una forma particolare di cura per questo non tutti i soggetti possono sottoporsi alle sue applicazioni. Prima di farne uso è bene sottoporsi al consiglio del medico. I medici che l’adottano fanno parte della medicina ufficiale, ma molto spesso è realizzata da specialisti, non solo in ospedale e cliniche private ma anche presso i centri benessere. 


    L’idroterapia è pericolosa per i malati di cuore e per coloro che soffrono di pressione alta a cui fa male proprio la vaso-costrizione periferica (suddetta) che può produrre disturbi circolatori vari, fino alla sincope mortale. 
    Il bagno di mare è sconsigliato per i bimbi tra 1-2 anni di vita, gli affetti da malattie mentali o nervose e le donne in periodo di mestruo, incinte o fresche di parto. Mentre sia il bagno di mare che di vapore è sconsigliato per gli anziani arteriosclerotici e i tubercolotici polmonari.


    I Danni dello Zucchero Raffinato

    scritto da Andrea Vitali 19/02/10 2 commenti



    Da Criticamente.it

    Lo zucchero raffinato distrugge tutte le diverse vitamine del gruppo B. La VITAMINA B1 è necessaria per la trasformazione dei carboidrati. 


    Quanto più zucchero raffinato viene introdotto, tanto maggiore è il fabbisogno di Vitamina B1, poiché esso la asporta.




    Ecco solo alcuni dei danni dello zucchero raffinato:

    1) Lesioni ai tessuti nervosi; dato il loro alto fabbisogno di vitamina B1,essi perdono assai presto la loro capacità di funzionamento.

    2) La vitamina B1 permette, in presenza di ioni di magnesio, la così importante decomposizione dell'acido lattico e ampelopiroacido. Per mancanza di vitamina B1 aumenta il contenuto di questi acidi nel sangue e nei tessuti e ne sono soprattutto coinvolte le attività cerebrale e cardiaca.

    3) La vitamina B1, è necessaria per la formazione e l'immagazzinamento nel fegato del glicogeno, carburante di riserva del corpo. La carenza causa un grave disturbo nella formazione di glicogeno, con conseguente rapida stanchezza.

    4) La B1 regola il giusto scambio dell'insulina nel corpo. La sua carenza è causa di diabete.

    5) La carenza di B1, causa inoltre una modifica nell'economia fosforica e un'elaborazione insufficiente del glucosio, che si manifestano con malattie cardiache croniche.

    6) La B1, regola lo scambio dell'albumina e dei nuclei cellulari. Essa abbatte gli stadi preliminari dell'acido urico. La sua carenza causa una grande formazione di acido urico nel corpo, procurando un terreno favorevole alle malattie degenerative come gotta, artrite ecc.

    7) La B1 è necessaria per la produzione degli ormoni antagonisti della adrenalina, dell'acetilcolina. La mancanza causa anormalità nella pressione del sangue, nella sudorazione e insediamenti di esaurimenti.

    8) La B1 è necessaria per la sintesi degli acidi grassi essenziali, che hanno il potere di arrestare le arteriosclerosi. La carenza di B1 apre la porta a queste malattie.

    9) La carenza di B1 causa disturbi nella formazione dell'acido cloridrico nello stomaco l'affievolimento e la degenerazione della muscolatura intestinale ed anche la degenerazione dei vasi sanguigni capillari, con conseguenti dilatazioni, serpeggiamenti ed emorragie.

    10) La carenza di B1 disturba l'economia idrica del corpo con conseguenti edemi; abbassa il tasso di albumina nel sangue.

    11) La B1 è necessaria per la razionale regolazione dell'albumina. Quanto maggiore è l'apporto di albumina, tanto più alto è il fabbisogno di B1. Il disturbo di questa armonia accorcia 11 anni di vita.

    12) La carenza di B1 fa sentire il bisogno di stimolanti come alcool, carne, caffè, tè, cioccolato, tabacco, poiché determina l'indebolimento degli gli effetti stimolanti dell'adrenalina.

    Questi sono soltanto gli effetti più gravi causati dalla carenza di vitamina B1. 
    Ma vanno ancora aggiunte altre manifestazioni carenziali dovute alla sottrazione delle altre vitamine del gruppo B. La mancanza di vitamina B2 disturba ancora, da un altro lato, il ricambio dei carboidrati. Essa e necessaria a quei sistemi di fermenti che partecipano ai processi di trasformazione dell'albumina è dei grassi. 


    La sua carenza lascia passare inutilizzate nell'urina gran parte delle necessarie sostanze albuminose. Essa è necessaria per il regolare svolgimento dei processi cellulari che forniscono energia. La carenza causa disturbi nell'assimilazione degli zuccheri, con crampi e ostacola pure la formazione dei globuli rossi, poiché i composti del ferro sono male utilizzati.

    Gli occhi non distinguono i colori e perdono la potenza visiva all'imbrunire; spesso è ostacolato il normale sviluppo del feto, con conseguenti malformazioni, accorciamento delle ossa delle braccia e delle gambe, della mandibola, fusione delle dita e delle costole, fenditure del palato e persino aborti, parti prematuri e nati morti.

    Consideriamo inoltre tra i danni dello zucchero raffinato la distruzione dell'Acido Nicotinico, altro membro del gruppo delle vitamine B. Il suo nome non ha niente a che fare con la nicotina del tabacco. L'acido nicotinico è pure chiamato vitamina antipellagrosa. Esso agisce quale parte componente di un sistema di fermenti che "catalizzano" (ossia promuovono, rendono possibili, accelerano) nel corpo le ossidazioni, vale a dire la combustione e la scomposizione dei prodotti intermedi del ricambio,degli zuccheri. Inoltre esso è di aiuto nell'utilizzazione dei grassi e delle proteine, nella trasformazione di sostanze minerali e degli ormoni, e partecipa in modo determinante nella respirazione cellulare, val a dire nello scambio di assunzione dell'ossigeno e di eliminazione dell'acido carbonico nelle cellule. La sua carenza è causa di numerosi disturbi, cioè: stanchezza nervosismo, insonnia, diminuzione della memoria, ipersensibilità, stati ansiosi e di eccitazione, pruriti, disturbi di stomaco, infiammazioni della lingua, delle gengive e della laringe.






    Altri danni dello dallo zucchero raffinato

    Vanno ancora aggiunti come effetti all'uso abituale di zucchero raffinato bianco i più svariati quadri morbosi, fra cui: 


    -stanchezza, 
    -insonnia, 
    -debolezza nervosa, 
    -stati depressivi, 
    -mal di testa, 
    -disturbi nel ritmo del sonno, 
    -facile sudorazione, 
    -crampi e intorpidimento delle estremità, 
    -debolezza muscolare, 
    -inappetenza o bulimia (appetito insaziabile), 
    -stitichezza, 
    -atonia gastrica e intestinale, 
    -mancanza di succhi gastrici, 
    -bruciori di stomaco, 
    -dismenorree, 
    -metrorragie, 
    -aborti e parti prematuri, 
    -disturbi cardiaci e circolatori, 
    -anemia, 
    -disfunzioni ghiandolari 

    Lo zucchero raffinato ci sottrae l' ACIDO PANTOTENICO che fa pure parte del gruppo delle vitamine B. Quali compiti gli sono assegnati? La sua mancanza blocca addirittura l'effetto delle altre vitamine e ostacola la giusta rigenerazione del sangue e delle mucose. 
    Esso deve inoltre formare, insieme con altre sostanze, l'"acido acetico attivo", necessario nel ricambio dei carboidrati, delle albumine e dei grassi. Un'intera catena di processi si arresta e funziona male se l'acido acetico non viene apportato in una forma attiva, carica di energia, capacità posseduta dall'acido pantotenico. Viene ostacolata pure la formazione di acido citrico, che ha funzioni altrettanto importanti per il ricambio. La sottrazione dell'acido pantotenico è tra i danni dello zucchero raffinato più gravi.


    L'acido pantotenico agisce inoltre quale epatoprotettore e aiuta la funzione della tiroide. 
    Tra i danni dello zucchero raffinato: i bruciori ai piedi e alla pianta dei piedi, con dolori passeggeri, fulminei ai femori inferiori, combinati ad arrossamento o colore bluastro della pelle, come pure la formazione della forfora sono,altri sintomi di carenza di questa vitamina. Chiudiamo ora l'elenco dei danni derivanti da carenza di vitamine "B'.'

    Si potrebbe fare anche un altro elenco dei danni causati da carenza di altre vitamine importanti, come la vitamina E, H, ecc. o dalla carenza di sostanze minerali: per poter essere utilizzato, lo zucchero raffinato sottrae anche queste sostanze. Per chi ha occhi per vedere, orecchie per sentire, nonché un cervello che funzioni, tutto questo dovrebbe essere sufficiente per portarlo a riesaminare le sue abitudini e a correggerle.


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