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Vestiti tossici, contenenti sostanze chimiche in grado di provocare cancro e disturbi ormonali, prodotti in Cina e altri paesi in via di sviluppo

Zara, Benetton, Calvin Klein, Levi’s, Marks and Spencer, Diesel, H&M, Armani, C&A, Gap, Esprit e altre griffe internazionali sono sotto accusa dopo la pubblicazione delle analisi di Greenpeace nell'ambito della campagna Detox 2012



Grazie alla campagna Detox 2012 di Greenpeace arriva la conferma che anche i principali brand e le multinazionali della moda confezionano 'vestiti tossici', contenenti sostanze chimiche in grado di provocare cancro e disturbi ormonali.

L'associazione ambientalista ha condotto l'indagine monitorando 20 marchi tra i più diffusi al mondo e acquistando capi di abbigliamento prodotti in Cina e altri paesi in via di sviluppo.
Il risultato? Più di 2/3 dei capi analizzati è stata rilevata la presenza di alchilfenoli, ftalati e nonifenoli etossilati, sostanze chimiche cancerogene e in grado di produrre alterazioni ormonali (responsabili di femminilizzazione dei neonati, disturbi nello sviluppo sessuale, danni ai reni, al fegato, ai polmoni).

L'uso di queste sostanze ha ricadute negative anche sull'ambiente e contribuisce all'inquinamento dei corsi d'acqua sia laddove i tessuti vengono prodotti, sia nel lavaggio domestico. Non si tratta di un aspetto secondario dal momento che le industrie tessili risultano essere la prima causa di inquinamento delle falde acquifere.

Forse non sarà possibile quantificare le conseguenze di questa intossicazione quotidiana e silenziosa. In assenza di una risposta certa l'unica possibilità che abbiamo è quella di modificare sin d'ora le nostre vecchie abitudini, anche per quanto riguarda l'abbigliamento.

Link a: Libera ZARA dalle sostanze tossiche



Una di quelle notizie che fanno venire i brividi e domandare: dove stiamo andando? E perchè...

Non si tratta di un film, purtroppo.
E' successo che in Cina alcuni agricoltori si sono trovati a far fronte a un fenomeno senza precedenti: coltivazioni di angurie che esplodono.

Fenomeno imputabile all'utilizzo indiscriminato e incontrollato di fertilizzanti e agenti chimici in grado di 'accelerare' lo sviluppo dei frutti.

L'additivo responsabile in questo caso particolare sarebbe il forchlofenuron, utilizzato legalmente (e a man bassa) nelle colture di angurie, kiwi e uva cinesi.
La stessa sostanza è vietata nel resto del mondo ma, attenzione, la circolazione mondiale degli alimenti non impedisce l'arrivo di questi alimenti sulle nostre tavole.


ESPLOSIONE DI ANGURIE IN CINA

Il fatto è accaduto nella provincia del Jiangsu i primi di maggio, quando un contadino ha utilizzato il forchlofenuron, con aggiunta di calcio istantaneo, con l'obbiettivo di accelerare la crescita delle angurie. Il giorno seguente di fronte agli agricoltori si è presentata la scena del 'delitto': 180 angurie, la quasi totalità del raccolto, letteralmente esplose.

Sembra, ma non c'è alcuna certezza in merito, che il 'doping' chimico possa non essere l'unico responsabile del fattaccio. Resta comunque il segnale, inquietante, dei tempi e dei rischi che possiamo correre portando a queste estremità le dinamiche naturali.

In questo caso c'è semplicemente un'evidenza eccezionale. Quanti altri alimenti iper-contaminati arrivano sulle nostre tavole o nei ristoranti che si approvigionano da paesi in cui le leggi autorizzano sostanze simili?


FRETTA DISTRUTTIVA

Dove stiamo correndo? La fretta, dèmone di questi tempi, impone velocità e calpesta le leggi della Natura.
Un delirio di onnipotenza che acceca l'uomo, in ogni sua espressione, vana illusione di poter agire impunito ignorando i cicli naturali e le caratteristiche peculiari di ogni organismo vivente.

La Natura ha tempi e risposte per tutti, fino a che limite vogliamo spingere questa folle corsa?




Eccesso di igiene e allergie

scritto da Andrea Vitali 30/11/10 4 commenti


Eccedere nell'igiene personale può nuocere alla salute, in particolare se si viene a contatto sin da piccoli a prodotti per l'igiene contenenti triclosan.
A sostenerlo è l'università del Michigan in una recente pubblicazione sull' Enviromental Health Perspectives. Non si tratta del primo studio, nè sarà l'ultimo, a sollevare la cosiddetta 'ipotesi igienica', un mix di teorie e studi che mettono in relazione l'eccesso di igiene tipico del mondo 'sviluppato' con la depressione del sistema immunitario e l'insorgere sempre più frequente di patologie associate.



ECCESSO DI IGIENE E TRICLOSAN


Il triclosan è presente in moltissimi saponi, dentifrici, antisettici del cavo orale e detersivi per la casa, ma lo si trova anche in pannolimi, assorbenti e strumenti medici.
Lo studio mostra come le persone che utilizzino regolarmente saponi antibatterici al triclosan siano molto più soggette allo sviluppo di allergie di ogni specie e riniti allergiche. Il triclosan fa anche parte dell'elenco di sostanze chimiche sospettate di causare il tumore al seno.

Alla base del rischio il fatto che il triclosan fa parte di un insieme di inquinanti ambientali con effetto distruttivo sul sistema endocrino. Da qui le conseguenze sulla salute umana e sulla produzione ormonale.
La 'scoperta' sta mettendo in subbuglio la comunità scientifica e soprattutto i consumatori, che ancora una volta si sono visti mentire (ma noi siamo convinti che si tratti del tipico esempio di ignoranza da presunzione tipica del mondo scientifico) circa la pericolosità di certe sostanze chimiche anche a bassi dosaggi.

Questo studio conferma che la tendenza ad igienizzare eccessivamente l'ambiente in cui si vive e la persona, impedisce al sitema immunitario di venire a contatto con microorganismi utili al suo stesso sviluppo. Specialmente se ciò accade a partire dall'infanzia.
Non è quindi un caso se certe patologie, quali allergie e altre tipologie di immunodeficienze, siano meno frequenti nei paesi in cui le condizioni igieniche lasciano apparentemente a desiderare.


Negli ultimi 50 anni l'età media del menarca, lo sviluppo sessuale femminile, è passata da 14 a 11 anni.

Un salto enorme, una corsa che sembra addirittura aver accelerato negli ultimi anni. Una media di 11 anni significa che si riscontrano percentuali significative già a partire dai 7-8 anni.

Al punto che alcuni studiosi abbassano ulteriormente la soglia arrivando a considerare precoce una pubertà che inizi prima dei 7 anni! Notizie come questa fanno pensare, e molto.


COSA COMPORTA UNA PUBERTA' PRECOCE?

Maturare sessualmente prima dei 10 anni comporta dei rischi.
Sul piano psico-emotivo le bambine arrivano impreparate ad affrontare un appuntamento fondamentale della propria vita: viene 'rubato' loro proprio il tempo di cui il loro essere ha bisogno per maturare armonicamente.
La pubertà precoce, con lo sviluppo sessuale e la comparsa del primo ciclo mestruale, non coincide infatti con il corrispettivo sviluppo psicologico e mentale. Si realizza così uno sfasamento tra il fisico da adolescente (e relative pulsioni) e la personalità ancora infantile.
E' facile intuire come una tale 'disarmonia' sia contro natura e che la distanza interna che si viene a creare tra bambina e futura donna possa incidere profondamente durante tutto il corso della vita.
Anche fisicamente una pubertà anticipata espone l'organismo a rischi per la salute: un'elevata produzione di estrogeni in così tenera età potrebbe predisporre a patologie gravi in età adulta (cancro al seno e malattie cardiache).


PUBERTA' PRECOCE:
LE CAUSE SONO AMBIENTALI


Le cause di una pubertà precoce sono da ricercare in un insieme di fattori ambientali, quindi esterni.
Alimentazione, inquinamento chimico e psicologico sono i fattori sotto osservazione da alcuni anni a questa parte.
Anche lo stile di vita, sempre più sedentario sin dalla tenera età, contribuisce in maniera determinante all'alterazione dell'orologio biologico.


PUBERTA' PRECOCE: ALIMENTAZIONE

La modifica delle abitudini alimentari è considerata da anni tra le cause principali della pubertà precoce.
Uno studio diretto da Imogen Rogers della University of Brighton e pubblicato di recente sulla rivista Public Health Nutrition mette sotto accusa in particolare il consumo di carne.
Esaminando un campione di oltre 3000 bambine si è riscontrato che le bambine che mangiano assiduamente carne (8 porzioni a settimana a 4 anni, 12 porzioni a settimana a 7 anni) hanno una probabilità di sviluppo precoce più elevata del 75%. La motivazione secondo Rogers sarebbe da ricercare nell'elevato apporto di zinco e ferro (presenti nella carne), che l'organismo 'legge' come segnali favorevoli alla gravidanza. La carne, aggiungiamo noi, contiene estrogeni in abbondanza dal momento che l'industria zootecnica ne fa un largo uso per accelerare il più possibile lo sviluppo degli animali da macello.
Studi analoghi hanno messo in luce come il ricorso sempre più frequente al cibo spazzatura (fast food, pizzerie, merendine confezionate, bibite gassate e zuccherate, ecc...) sia responsabile di una sovraesposizione ai cosiddetti 'disturbatori endocrini ambientali'.
Si tratta di ormoni molto simili agli estrogeni in grado di ingannare e alterare il sistema endocrino inducendo variazioni al momento non calcolabili.
Il cibo spazzatura è anche responsabile dell'aumento di obesità infantile, altro elemento in grado di favorire uno sviluppo sessuale anticipato insieme a una scarsa attività fisica.


PUBERTA' PRECOCE E 
INQUINANTI CHIMICI

I 'finti ormoni' sono presenti anche in un ampia varietà di elementi con cui veniamo a contatto quotidianamente: pesticidi, vernici, plastiche.

I pesticidi arrivano sulle nostre tavole attraverso frutta e verdura coltivata in modo convenzionale e non biologico o biodinamico. Sono presenti anche nella carne dal momento che gli animali da macello si nutrono a loro volta di cereali 'impestati' di sostanze chimiche.
La plastica per alimenti è stata messa sotto osservazione per la presenza di una sostanza chimica, il bisfenolo A, che interferisce sulla sintesi ormonale ed è considerata tra le cause dell' endometriosi.
E ancora fenoli, ftalati e fitoestrogeni presenti nei cosmetici industriali quindi shampoo, detergenti, lozioni, profumi e deodoranti (quali? praticamente tutti quelli presenti in un supermercato), tutte sostanze che secondo alcuni ricercatori anticipano lo sviluppo mammario.


PUBERTA' PRECOCE: INQUINANTI PSICHICI

Fanno parte dei disturbatori endocrini ambientali anche gli 'inquinanti psichici'.
Un esempio? La televisione, che con i suoi modelli di comportamento le allusioni sessuali a qualsiasi orario del giorno e specialmente in fascia protetta, bombarda e 'programma' milioni di bambini (e adulti) a una visione 'erotocentrica' della vita.
Una quotidiana frequentazione di questi messaggi può 'ingannare' ipotalamo e ipofisi, le aree cerebrali preposte alla secrezione degli ormoni che attivano le funzionalità di ovaie e testicoli (gonadotropine). L'ipotalamo infatti è direttamente collegato alla corteccia cerebrale visiva e risponderebbe a questa stimolazione 'adeguandosi', ovvero accelerando l'orologio biologico dell'organismo.






La Johnson & Johnson, nota multinazionale che produce farmaci, apparecchiature mediche e prodotti per la cura personale, ammette di pagare medici affinchè promuovano i propri prodotti durante le conversazioni coi pazienti.

Lo rende noto il Wall Street Journal, rivelando che l'azienda ha  pubblicato sul proprio sito i dati relativi agli investimenti destinati a questo 'tipo' di marketing.

Non si tratta, come era sembrato in un primo momento, di un atto di 'trasparenza' volontario.

Johnson & Johnson infatti ha convenuto di rendere pubblici questi dati in accordo con il governo americano a parziale risarcimento di una frode quantificata in 2,3 miliardi di dollari (frode legata a prescrizioni forzate di farmaci non idonei o non autorizzati dalla FDA).
Al momento non è ancora noto l'ammontare complessivo delle 'donazioni' effettuate al corpo medico sebbene si parli di cifre tra i 20 e i 25 mila dollari per medico al trimestre.

Purtroppo niente di nuovo sotto il sole, l'avidità e gli interessi economici impongono la loro 'legge' anche in ambiti in cui i valori guida dovrebbero rimanere integri.

E voi, cosa ne pensate? 
Visitate l'area commenti appena sotto l'articolo e se vi fa piacere lasciate il vostro contributo.

Fumo passivo: Automobili come Camere a Gas

scritto da Andrea Vitali 01/07/10 6 commenti





Il fumo passivo trasforma l'abitacolo delle automobili in un autentica camera a gas.

E' il risultato cui è giunto il guppo di ricerca allestito dal Laboratorio per la Ricerca sul Fumo Passivo, la Regione Veneto e le Aziende Sanitarie di Treviso e di Adria, pubblicata sulla rivista scientifica Epidemiologia & Prevenzione.


IL FUMO PASSIVO IN AUTOMOBILE

In macchina l'esposizione ai rischi del fumo passivo è molto più elevata di quanto si pensi. 
L'abitacolo dell'autovettura infatti si trasforma in un autentica camera a gas esponendo la salute dei passeggeri (fumatori o non) a gravi danni con rischi addirittura immediati qualora tra i passeggeri ci siano bambini, si soffra di asma o cardiopatie.
L'alibi del finestrino abbassato non regge, la ricerca dimostra infatti che una buona parte degli inquinanti cancerogeni non lascia l'abitacolo per diverso tempo (si legga in proposito l'articolo sul fumo di terza mano).


SMOG ALL'ENNESIMA POTENZA

Per giungere a queste conclusioni il gruppo di ricerca ha effettuato misurazioni molto precise.
Al momento dell'accensione di una sigaretta l'ambiente all'interno dell'abitacolo satura immediatamente con una miscela di veleni che fa impallidire il peggiore degli smog urbani, composta da polveri sottili PM2,5 e PM10, monossido di carbonio, benzene e altri composti organici volatili.
Le polveri sottili in particolare arrivano ad aumentare fino a 500 microgrammi al metro cubo, oltrepassando più di 10 volte i limiti imposti dalle normative europee.
In pratica lo stesso limite che fa disporre il blocco delle auto e certifica l'aria come irrespirabile, ma moltiplicato per 10...


ABBASSARE IL FINESTRINO SERVE A POCO

L'accortezza di abbassare il finestrino non è sufficiente a rendere l'abitacolo meno insalubre. I valori di polveri sottili infatti restano 4 volte più alti rispetto alla soglie di attenzione. Le cose non migliorano nemmeno col passare del tempo, visto che 10 minuti dopo l'accensione della sigaretta i livelli sono ancora elevatissimi e abbondantemente oltre le soglia di attenzione. Chiudiamo con le parole di Giovanni Invernizzi, esperto pneumologo che ha coordinato la ricerca: "Non esistono attualmente possibilità di difendersi dal fumo passivo se si fuma in auto. E questo vale anche per chi fuma dato che il fumo passivo è un fattore di rischio aggiuntivo che si somma al danno dell’esposizione alle sigarette durante tutta la giornata."



L' Aspartame

scritto da BRUNIVERSO 03/05/10 2 commenti


L' Aspartame fu scoperto per caso nel 1965 e venne approvato per gli alimenti disidratati nel 1981 e per le bibite gassate nel 1983. 

E' la sostanza 
più dannosa in commercio 
ad essere aggiunta agli alimenti

L'aspartame è responsabile per circa il 75% delle reazioni avverse agli additivi alimentari segnalati dall' FDA statunitense. 



Alcuni dei 90 differenti sintomi documentati elencati nel rapporto come causati dall'Aspartame includono: mal di testa, vertigine, infarti, nausea, intorpidimento, spasmi muscolari, depressione, perdita di capelli, palpitazione, difficoltà respiratorie, difficoltà di parola, attacchi d'ansia, tintinnio auricolare, vertigini, perdita della memoria, dolore alle giunture. L'Aspartame è costituito per il 40% di acido aspartico; l'acido glutammico è per il 99% monosodico glutammato
L'aspartato e il glutammato funzionano come neurotrasmettitori nel cervello facilitando la trasmissione dell'informazione da neurone a neurone. Troppo aspartato o glutammato nel cervello uccide alcuni neuroni permettendo l'afflusso di troppo calcio nelle cellule. Questo afflusso scatena un aumento eccessivo di radicali liberi che uccidono le cellule.

E' molto grande il rischio per neonati, bambini, donne in gravidanza, anziani e persone con problemi cronici. Perfino la FASEB (Federazione delle Società Americane per la Biologia Sperimentale) che di solito minimizza i problemi e scimmiotta la linea dell'FDA, ha recentemente dichiarato che:"..è prudente evitare l'uso nelle diete di supplementi di acido-glutammico-L alle donne in stato interessante, neonati e bambini.."

Che l'aspartame sia cancerogeno, lo dice anche uno studio condotto da un'equipe del Centro di ricerca sul cancro della Fondazione europea di oncologia e scienze ambientali "B. Ramazzini" di Bologna. I primi risultati dell'indagine, saranno pubblicati sul Giornale europeo di oncologia, e sono stati comunicati al Ministero della Salute e all'Istituto Superiore di Sanità in aprile e, a giugno (2005 n.d.r.), presentati all'Agenzia europea per la sicurezza alimentare e al National Cancer Institute del governo americano.

Morando Soffritti, direttore scientifico dell'Istituto Ramazzini, ricorda che l'aspartame è utilizzato in oltre seimila prodotti: bevande, gomme da masticare, dolciumi, caramelle, yogurt, farmaci, soprattutto sciroppi e antibiotici per bambini. E sottolinea che "la Coca-Cola, tra le prime a lanciare la versione light della bevanda, in America sta già cominciando una campagna promozionale del nuovo dolcificante artificiale, splenda, utilizzato per sostituire l'aspartame".

L'EFSA, l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, al momento "non dispone di una base scientifica per raccomandare variazioni nella dieta dei consumatori per quel che riguarda l'aspartame". La questione "verrà tuttavia completamente riconsiderata nella valutazione del rischio che verrà intrapresa".



Aspartame, dolcificante E951scoperta e aspetti politici.

Il potere dolcificante del composto che sarà poi chiamato 'aspartame' fu scoperto casualmente nel 1965 da Jim Schlatter nel corso di una ricerca che mirava ad ottenere mezzi terapeutici per il trattamento delle ulcere gastriche.


Schlatter preparò un intermedio, l'estere metilico del dipeptide aspartil-fenilalanina.
Senza che se ne accorgesse Schlatter ebbe le dita 'contaminate' dalla soluzione del dipeptide, e (incauto!) si umettò l'indice per voltare una pagina. Si accorse del sapore dolce, e la sua sconsideratezza operativa divenne la fortuna economica della G.D. Searle, la ditta farmaceutica in cui lavorava. Infatti, lui ed un amico provarono le caratteristiche organolettiche del dipeptide nel caffè, e ne confermarono il potere dolcificante. L'aspartame fu prima commercializzato sotto il marchio Equal; successivamente e con ancora maggior successo di aggiunse il marchio Nutrasweet, che si impose con una campagna di pubblicità molto aggressiva.

La strada verso la commercializzazione dell'aspartame si dimostrò subito non facile. L'aspartame è stato definito 'dolcificante naturale' perché tutti i suoi componenti (dopo l'idrolisi) fanno parte, a vario titolo, della nostra dieta; tuttavia la presenza nei metaboliti della dichetopiperazina, della fenilalanina e - in particolare - dell'alcool metilico poneva non pochi problemi alla Food and Drug Administration (FDA), l'ente statunitense che doveva approvare l'uso alimentare della nuova sostanza. In ogni caso la FDA approvò l'uso alimentare dell'aspartame nel 1974. La storia successiva non è priva di eventi scientifici e di allarmi sanitari, ma qui possiamo giungere alla decisione della FDA di bloccare la vendita di prodotti contenenti aspartame fino a quando non fosse risolta la questione della possibile attività cancerogena dell'aspartame. Era l'ottobre del 1980.

Nel novembre 1980 Ronald Reagan fu eletto Presidente degli Stati Uniti, e Donald Rumsfeld (l'attuale Segretario alla Difesa) entrò a far parte del gruppo di politici che doveva governare la 'transizione' fra i due Presidenti. Rumsfeld  era dal 1977 Presidente della Searle, e non esitò a promuovere il ritorno dell'aspartame, favorendo i propri interessi a scapito di quelli dei cittadini statunitensi. Il 25 gennaio 1981 Reagan assunse la sua carica di Presidente e, nello stesso momento, decadde il Commissario che reggeva la FDA.

Il suo successore fu il Dr. Arthur Hull Hayes, docente e ricercatore a contratto del Dipartimento della Difesa. 

Nel luglio del 1981 Hayes, contro il parere dei consulenti del FDA, approvò l'uso dell'aspartame nei cibi secchi. Nel novembre del 1983 la FDA approvò l'uso dell'aspartame nelle bevande. Fu l'ultima decisione importante di Hayes.

Sotto accusa per aver accettato 'doni' da imprese, Hayes si dimise ed entrò come consulente nell'agenzia di relazioni pubbliche della Searle. Quando la Monsanto acquistò la Searle Rumsfeld ebbe un bonus di 12 milioni di dollari.




Da Spininside (in fondo alla pagina originale diverse fonti estere sull'aspartame).






DOSI GIORNALIERE (S-)CONSIGLIATE 

In un articolo di "Science times"(1985), Jene E. Brody dichiara quanto segue: "La Drug Agency ha fissato in 50mg per kg di peso corporeo l'assunzione giornaliera accettabile di aspartame, e l'agenzia ha annunciato che l'uso medio attuale ruota intorno a 8-10mg/kg. Secondo il Dott.Gaull della Searle, i livelli di uso trovati in un'indagine nazionale l'estate scorsa mostrano che la media era allora già il doppio ,19mg ; il livello massimo consumato dagli abusatori di aspartame era 28mg."
Comunque, una regolare, piccola dose di neurotossina, quale è l'aspartame, non è necessariamente salutare e certamente non porta all'accrescimento della salute. Il Dott.Roberts ha trovato molti seri effetti negativi dall'ingestione di aspartame in quantità molte volte inferiori ai livelli consigliati dalla FDA.

DANNI IMPUTATI ALL'ASPARTAME 

E' molto importante capire che seri problemi di salute possono partire da una scala microscopica. Per esempio il cancro, la sclerosi multipla, l’epilessia, e molte altre malattie possono iniziare in una scala piccola e crescere gradualmente durante la vita ed i sintomi spesso non appaiono finché un'ampia percentuale delle cellule neurali in una particolare area siano morte (Blaylock 1994, pag92).


Il danno causato da queste malattie non può in genere essere rilevato finché non sia esteso molto. Dallo stesso studio il danno causato dall'acido aspartico e dal metanolo, può avvenire molto lentamente in un lungo periodo di tempo.
Nel febbraio del 1994 l'U.S.Department of Healt and Human Service ha realizzato una lista di reazioni negative dichiarate dalla FDA (DHHS 1994). L'aspartame è responsabile di più del 75% dei tutte le reazioni negative riportate dalla Adverse Reaction Monitoring System della FDA (ARMS). Diverse reazioni all'aspartame sono molto serie inclusi epilessia e morte.

Alcune reazioni: 

mal di testa-emicrania
dolori articolari
intorpidimento
aumento di peso
depressione
irritabilità
insonnia
calo dell'udito
difficoltà di respirazione
difetti di dizione
tinnitus
calo di memoria
capogiro
nausea
spasmi muscolari
rash

fatica
tachicardia
calo della vista
palpitazioni cardiache
attacchi di panico
calo del gusto
vertigini

Secondo i ricercatori ed i medici nello studio degli effetti negativi dell'aspartame la seguente lista contiene una selezione delle malattie croniche che possono essere provocate o peggiorate dall'ingestione di aspartame (Mission Possible 1994):

tumori al cervello
   sidrome da fatica cronica        
ritardo mentale
malformazioni congenite            
sclerosi multipla
morbo di Parkinson
lipoma
morbo di Alzheimer
             epilessia
                fibromalgia
            diabete


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E' possibile ridurre o eliminare del tutto l'aspartame ed altre sostanze tossiche per la nostra salute.
La Stevia Rabaudiana viene considerata l'alternativa naturale all'aspartame. Abbiamo scritto qualche articolo su questa fantastica pianta: Coltivare la Stevia in casa e Torta con la Stevia.
Consigliamo anche la lettura dell'articolo: Dolcificanti Naturali.












In base a un recente sondaggio pubblicato da Eurobarometro sul consumo di antibiotici, l’Italia detiene il poco invidiabile primato tra i paesi europei nell'uso di questi farmaci. 

Lo studio, che è svolto tra novembre e dicembre 2009, ha messo in luce che nel nostro paese il 57% degli intervistati ha dichiarato di aver assunto antibiotici almeno una volta nell’ultimo anno, la percentuale più alta fra i 27 Stati dell’Unione Europea. Sopra la media anche Spagna (53%), Romania (51%), Irlanda (45%), Francia e Inghilterra (42%). Un uso moderato per i greci (34&) e i portoghesi (33).
Su 'un altro pianeta' gli svedesi (22%), seguiti da sloveni (27%) e tedeschi con il (28%) così come tutti gli altri nordici. 


RISCHI PER LA SALUTE E DISINFORMAZIONE

Il commissario europeo per la salute e la politica dei consumatori, John Dalli, commentando lo studio ha messo in evidenza i gravi rischi causati da un eccessivo abuso di antibiotici: "L'uso inadeguato degli antibiotici nuoce alla loro efficacia e l’abuso che se ne fa provoca l’apparizione di organismi in grado di resistere al loro attacco". 
Niente di nuovo direte voi, invece no. Perchè al triste primato sull'uso di antibiotici gli Italiani accompagnano il più alto tasso di ignoranza e disinformazione: di fronte a 4 domande elementari sulla funzione e sull'uso dell'antibiotico solo il 14% ha saputo dare le risposte corrette.. 


Questo spiega solo in parte perchè si arrivi ad assumere sconsideratamente un farmaco che oltre a indebolire le difese immunitarie e a generare fenomeni di resistenza e mutazione negli agenti che dovrebbe combattere ha, come tutti i farmaci, un carico tossico non indifferente che il fegato impiega mesi a smaltire.
La vera responsabilità è l'atteggiamento miope della funzione medica, ben 'incentivata' dall'industria farmaceutica, che per anni ha promosso e assecondato con estrema leggerezza le richieste dei pazienti.
Anni e anni di diseducazione a cui le rare campagne di corretta informazione fanno solo il solletico. 


IL MONITO DALL'OMS E IL RUOLO DEL BUSINESS


L'abuso di antibiotici, che rappresenta anche un enorme spreco di denaro, è un fenomeno che rischia di mettere a rischio la salute pubblica.I batteri si evolvono e trovano modi di sopravvivere agli antibiotici più velocemente di quanto la ricerca non sia in grado di inventarne di nuovi. Abbiamo ancora qualche anno di vantaggio, ma presto alcune malattie da cui oggi ci sentiamo protetti, torneranno ad essere letali. 
E questo è solo apparentemente un paradosso..

Già dal 2004 l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) lanciava l'allarme che nel mondo circa la metà degli antibiotici viene prescritta in maniera non rigorosa, una mancanza grave da parte dei medici che non tengono sempre conto di tutti i rischi che l'uso irrazionale dei farmaci può comportare per la salute.
Le conseguenze della leggerezza con cui vengono prescritti questi farmaci vanno dagli sgradevoli effetti secondari fino addirittura alla morte (negli Stati Uniti le reazioni indesiderate ai farmaci figurano tra le sei principali cause di morte). 
Del resto, sempre stando ai dati dell'OMS, dei 20.000 e più medicinali presenti sul mercato, solo 316 sono considerati essenziali per lottare contro tutte le malattie importanti. 





Fumo e disturbi del sonno

scritto da Andrea Vitali 1 commenti



Tra le implicazioni del fumo meno conosciute c'è senz'altro la relazione tra fumo e disturbi del sonno. Uno studio effettuato di recente mette in evidenza i meccanismi alla base di tali disturbi ed evidenzia quanto queste alterazioni siano presenti anche in soggetti che subiscono il fumo passivo.


L'influenza del fumo sul sonno

Secondo i ricercatori dell`Università John Hopkins, nel Maryland (Usa) i fumatori soffrono quattro volte più di disturbi del sonno e per questo e lamentano stanchezza anche dopo molte ore di riposo, spesso più di quante sarebbero necessarie a un organismo in salute.
La mattina i problemi non finiscono: l`organismo dei fumatori "brucia" infatti la caffeina molto più velocemente determinando la poco virtuosa doppia dipendenza (tripla, se poi pensiamo che il caffè richiama zucchero..) in cui una sostanza attrae l'altra. Un'insieme di abitudini in grado di portare nel tempo l'organismo a stati di stress cronico, spesso nemmeno percepiti o comunque oggetto di assuefazione, che sono alla base di molte patologie degenerative.

Lo studio si è basato sull’analisi dell’attività elettrica del cervello di fumatori e non fumatori durante il riposo notturno. Si tratta della prima ricerca che fornisce una spiegazione concreta del perché i fumatori accusano spesso disturbi del sonno: alla base ci sarebbe infatti l'astinenza da nicotina che nel fumatore non si interrompe durante le ore di riposo.
Nelle ricerche svolte in precedenza non era chiaro se i cambiamenti nei ritmi del sonno fossero dovuti al fumo in sé, o alle patologie che frequentemente si accompagnano a questo vizio. Finora infatti la relazione fra fumo ed attività elettroencefalografica non era mai stata studiata in modo così approfondito. 
Il risultato dello studio è però inequivocabile: i fumatori, per via dell'astinenza notturna da nicotina, non 'accedono' al sonno profondo, ovvero la fase più ristoratrice del nostro riposo.


La compromissione del sonno profondo, fase rigenerativa dell'organismo

Dormire significa per il nostro cervello attraversare diverse fasi di attività; oltre a quella forse più nota, la fase REM durante la quale sogniamo, ce n’è una fondamentale per l'equilibrio e la salute chiamata sonno profondo: è il momento in cui il nostro cervello e il nostro corpo rigenerano le proprie forze per prepararsi ad affrontare la vita nel giorno successivo.

Una compromissione cronica di questa fase di rigenerazione così necessaria al nostro organismo ha implicazioni sulla salute e sui processi di invecchiamento. Incide sul sistema immunitario, sulla memoria, sulle tensioni mentali, sul sistema neurovegetativo (che presiede le funzioni involontarie quali digestione, respirazione, battito cardiaco), sulla distensione e rigenerazione dei tessuti. Alcuni ormoni fondamentali per la crescita, il recupero delle forze e il metabolismo vengono prodotti esclusivamente durante la fase di sonno profondo.

Dal punto di vista del riposo, se questa fase è ridotta o disturbata, potremmo dormire anche per dieci ore ma al mattino ci sentiremmo stanchi ugualmente.
La nicotina un composto con azione stimolante, per cui già da tempo se ne ipotizzavano effetti ‘disturbatori’ sul sonno.
Gli esperti sono risaliti però alla radice di questi effetti: osservando l’attività elettrica del cervello di un gruppo di fumatori e non fumatori mentre dormivano è emerso che i fumatori hanno una fase di sonno profondo più corta e disturbata; inoltre le prime fasi del sonno, sono letteralmente messe ’sotto sopra’ dal fumo, appaiono infatti disordinate nell'attività encefalica dei fumatori. 

La comprensione dell'influenza del fumo sul sonno può rappresentare un passaggio molto importante nella disassuefazione al vizio del fumo, aiutando ad adattare le terapie sostitutive a base di nicotina in modo da evitare i sintomi dell'astinenza durante la notte.







La prima azienda consumatrice di zucchero al mondo è l'industria alimentare, e questo appare anche ovvio. Ma non tutti sanno quale sia la seconda azienda consumatrice di zucchero: l'industria del tabacco.
Certo, non ci sono altre grandi aziende che possano impiegare questo elemento, ma fa riflettere comunque il dato che l'industria del tabacco sia una 'grande' consumatrice di zucchero. Che poi venderà sotto forma di sigarette, sigari, tabacchi per pipa.

Ma com'è possibile che ci sia lo zucchero nel tabacco?

Fin dalle origine della produzione del tabacco è stato impiegato lo zucchero, o meglio si creava zucchero naturale, simile alla glassa e alla resina delle piante, durante il processo di essiccazione delle piante di tabacco. In aggiunta a questo naturale processo spesso i produttori di tabacco hanno impiegato dello zucchero nella produzione del tabacco stesso. 

Perché è grave l'impiego di zucchero nella produzione di tabacco?

L'impiego dello zucchero chimico e la presenza di dolcificanti densi naturali nel processo di essiccazione delle foglie di tabacco sono nocivi per la salute e principale causa di tumore a gola e polmoni. La viscosità del composto infatti ostruisce le vie arteriose, le vene, complicando la respirazione del fumatore.

Quella dello zucchero nel tabacco è una leggenda metropolitana?

No, non lo è. Tanto è vero che negli anno '70 in Inghilterra la questione era sulle prime pagine dei giornali. Discussa da medici, produttori di tabacco ed opinione pubblica. E 'quando nel 1972 il governo britannico annunciò l'imminente pubblicazione della lista dei tassi di catrame e nicotina delle sigarette inglesi il London Sunday Times pubblicò un commento polemico in prima pagina. Criticavano il fatto che questi elenchi sono spesso ingannevoli e citavano studi che dimostrano che i tabacchi inglesi fatti essiccare ad aria calda, e quindi ricchi di zucchero, possono comportare un serio rischio di malattie polmonari gravi, anche se contengono poco catrame e poca nicotina.' (Da SugarBlues. Il mal di zucchero di W. Dufty. Macro ed. pag. 232)  

Su un'altra rivista britannica, del marzo 1973, dal nome Notizie del mondo medico apparve la notizia che in media nelle sigarette veniva aggiunto un 5% di zucchero in più rispetto al già 20% di zucchero (saccarosio) presente naturalmente nel tabacco. La percentuale sale fino al 20% per i sigari e persino un 40% per il tabacco da pipa. Per questo motivo il sigaro se aspirato fa ancora più male, perché è quasi per il 50% zucchero. Così come certe merendine fatte con zucchero come ingrediente principale, soltanto che nel caso dei fumatori la cosa si aggrava perché viene fumato.

Potete vedere una lista degli ingredienti di una sigaretta (carta e filtro compresi) a questo link: Ingredienti Philip Morris. In fondo alla tabella i dati sullo zucchero aggiunto.

Inoltre, proprio perché è saccarosio, quello presente nelle sigarette, nei sigari e nel tabacco crea dipendenza. E questo contribuisce alla dipendenza già creata dalla nicotina, la droga che porta il fumatore a non poterne fare a meno. Ma è solo una dipendenza come le altre. Eliminata la sostanza, dopo poco tempo non se ne sente più la mancanza fisicamente, anzi si sta meglio e si vuol continuare a stare meglio. Resta una dipendenza psicologica, alla quale più si dà importanza più cresce, meno la si considera centrale e più svanisce, lasciando spazio ai benefici sul corpo: si è più belli, rilassati, giovani, scattanti, felici, energici.

La consapevolezza sullo zucchero nelle sigarette l'ho avuta da quando ho letto il libro sopra citato, prestatomi da Andrea: SugarBlues. Il mal di zucchero di W. Dufty e di cui si parla anche nell'articolo:
Quando il veleno è dolce ovvero i danni dello zucchero raffinato.








Il cibo spazzatura dilaga anche in Italia dove, secondo Coldiretti, il 41% dei bambini ne è dipendente. Ad aggravare il quadro il 23% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura.

Dati inquietanti considerando che, secondo l'ultima indagine 'Okkio alla Salute' del ministero della Salute già più di un bambino su tre di età compresa tra i 6 e gli 11 anni pesa troppo, mentre il 12,3% dei bambini è obeso e il 23,6% è in sovrappeso, soprattutto a causa delle cattive abitudini alimentari. 

Il quadro è desolante e il gioco fin troppo evidente: bambini oggi 'educati' alla dipendenza e al sovrappeso, con ottime probabilità saranno domani adulti deboli psicologicamente (quindi 'consumatori' ideali), fisicamente malati e candidati a trattamenti farmacologici a vita. 
Un'alimentazione a base di carne e cibi raffinati industriali e povera di verdure crude, frutta e legumi è infatti responsabile di patologie cardiovascolari, tumori, invecchiamento precoce. 


L'ULTIMO STUDIO: PAROLA ALLE NEUROSCIENZE


Cibi raffinati, hamburger, patatine fritte, bibite e merendine dolci, ossia il cibo-spazzatura, creano una dipendenza simile a quella da nicotina e droga. E' quanto ha scoperto un'equipe di ricercatori Usa che ha rivelato su Nature Neuroscience i meccanismi che danno vita al vincolo e a vere e proprie crisi di astinenza quando si cerca di smettere di mangiare i piatti piu' saporiti ma meno salutari. Gli autori della ricerca, Paul Johnson e Paul Kenny, dell'Istituto Scripps a Jupiter in Florida, lo hanno dimostrato trasformando ratti di laboratorio in consumatori compulsivi di cibi-spazzatura. 

Hanno osservato cosi' che, come nella dipendenza da fumo e droga, anche in quella dal cibo-spazzatura si indebolisce l'attivazione dei circuiti cerebrali della ricompensa, che in condizioni normali scattano immediatamente quando si vive un'esperienza piacevole. Alle cavie sono state date bacon, salsicce, dolci e cioccolato. Gli animali hanno cosi' gradito il nuovo cibo spazzatura che sono rapidamente ingrassati. In poco tempo e' precipitata la loro sensibilita' alla ricompensa, proprio come avviene in chi e' dipendente da droghe. I ricercatori hanno anche appurato che nei ratti come nell'uomo, la dipendenza impedisce di interrompere l'assunzione di una sostanza anche quando e' chiaro che questa e' pericolosa per la salute. Hanno cosi' associato il consumo dei cibi ipercalorici alla comparsa di un segnale luminoso e a un dolore ad una zampa: non appena si accendeva la luce i ratti normali rinunciavano volentieri allo stuzzichino pur di non provare dolore, mentre i ratti obesi e dipendenti continuavano a mangiare. 


Fonti: AGI, AdnKronos

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