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Fumo e disturbi del sonno

scritto da Andrea Vitali 13/04/10 1 commenti



Tra le implicazioni del fumo meno conosciute c'è senz'altro la relazione tra fumo e disturbi del sonno. Uno studio effettuato di recente mette in evidenza i meccanismi alla base di tali disturbi ed evidenzia quanto queste alterazioni siano presenti anche in soggetti che subiscono il fumo passivo.


L'influenza del fumo sul sonno

Secondo i ricercatori dell`Università John Hopkins, nel Maryland (Usa) i fumatori soffrono quattro volte più di disturbi del sonno e per questo e lamentano stanchezza anche dopo molte ore di riposo, spesso più di quante sarebbero necessarie a un organismo in salute.
La mattina i problemi non finiscono: l`organismo dei fumatori "brucia" infatti la caffeina molto più velocemente determinando la poco virtuosa doppia dipendenza (tripla, se poi pensiamo che il caffè richiama zucchero..) in cui una sostanza attrae l'altra. Un'insieme di abitudini in grado di portare nel tempo l'organismo a stati di stress cronico, spesso nemmeno percepiti o comunque oggetto di assuefazione, che sono alla base di molte patologie degenerative.

Lo studio si è basato sull’analisi dell’attività elettrica del cervello di fumatori e non fumatori durante il riposo notturno. Si tratta della prima ricerca che fornisce una spiegazione concreta del perché i fumatori accusano spesso disturbi del sonno: alla base ci sarebbe infatti l'astinenza da nicotina che nel fumatore non si interrompe durante le ore di riposo.
Nelle ricerche svolte in precedenza non era chiaro se i cambiamenti nei ritmi del sonno fossero dovuti al fumo in sé, o alle patologie che frequentemente si accompagnano a questo vizio. Finora infatti la relazione fra fumo ed attività elettroencefalografica non era mai stata studiata in modo così approfondito. 
Il risultato dello studio è però inequivocabile: i fumatori, per via dell'astinenza notturna da nicotina, non 'accedono' al sonno profondo, ovvero la fase più ristoratrice del nostro riposo.


La compromissione del sonno profondo, fase rigenerativa dell'organismo

Dormire significa per il nostro cervello attraversare diverse fasi di attività; oltre a quella forse più nota, la fase REM durante la quale sogniamo, ce n’è una fondamentale per l'equilibrio e la salute chiamata sonno profondo: è il momento in cui il nostro cervello e il nostro corpo rigenerano le proprie forze per prepararsi ad affrontare la vita nel giorno successivo.

Una compromissione cronica di questa fase di rigenerazione così necessaria al nostro organismo ha implicazioni sulla salute e sui processi di invecchiamento. Incide sul sistema immunitario, sulla memoria, sulle tensioni mentali, sul sistema neurovegetativo (che presiede le funzioni involontarie quali digestione, respirazione, battito cardiaco), sulla distensione e rigenerazione dei tessuti. Alcuni ormoni fondamentali per la crescita, il recupero delle forze e il metabolismo vengono prodotti esclusivamente durante la fase di sonno profondo.

Dal punto di vista del riposo, se questa fase è ridotta o disturbata, potremmo dormire anche per dieci ore ma al mattino ci sentiremmo stanchi ugualmente.
La nicotina un composto con azione stimolante, per cui già da tempo se ne ipotizzavano effetti ‘disturbatori’ sul sonno.
Gli esperti sono risaliti però alla radice di questi effetti: osservando l’attività elettrica del cervello di un gruppo di fumatori e non fumatori mentre dormivano è emerso che i fumatori hanno una fase di sonno profondo più corta e disturbata; inoltre le prime fasi del sonno, sono letteralmente messe ’sotto sopra’ dal fumo, appaiono infatti disordinate nell'attività encefalica dei fumatori. 

La comprensione dell'influenza del fumo sul sonno può rappresentare un passaggio molto importante nella disassuefazione al vizio del fumo, aiutando ad adattare le terapie sostitutive a base di nicotina in modo da evitare i sintomi dell'astinenza durante la notte.







OLIO ESSENZIALE DI LAVANDA



L'olio essenziale di lavanda può essere usato per dormire bene e riposare meglio.
Applicando qualche goccia in un po' di cotone idrofilo e mettendo il cotone sotto il cuscino è possibile iniziare a godere subito dei benefici dell'olio essenziale di lavanda.

Per evitare macchie e aloni potete ingegnarvi nel fare in casa dei sacchettini per gli oli essenziali (di materiali naturali possibilmente) o sistemare il vostro cuscino abituale per questa funzione. 
Se le idee vi mancato provate a prendere spunto da quest'articolo: Come fare un cuscino per riposare bene. Viene indicato l'uso di altri olii, io direi che per iniziare vada benissimo la lavanda.



Perché la lavanda per dormire meglio?

L'olio essenziale di lavanda ha un potere calmante e rilassante sul sistema nervoso. A livello endocrino è riequilibrante e favorisce il disciogliersi dell'emicrania.
Avendo a livello respiratorio un'azione antisettica e mucolitica, apre le vie respiratorie naturalmente aiutanto il sistema immunitario a reagire in caso di: bronchite, tosse, raffreddore, infiammazione delle tonsille, laringite, asma, otite.

Curiosità:

La lavanda in aromaterapia è considerata una panacea la si può cioè associare a qualsiasi altro olio essenziale. Il consiglio sempre valido resta comunque quello di farvi consigliare dal vostro naturopata e di evitare di improvvisare miscele, specialmente se avete intenzione di applicarle sulla pelle. (Non diluiti in vettori alcuni oli fanno più male che bele, per cui usateli con cautela).

Psicoaromaterapia:

La lavanda è consigliata per riposare meglio e dormire bene perché a livello psichico ed aromaterapico ha un grande potere rilassante ed armonizzante. Armonizzante nel senso che agendo come sopra indicato ed anche su altri sistemi del corpo umano, effettua un'azione contemporanea e riequilibrante, per cui lo stato d'armonia conseguente è solo uno dei risultati più evidenti. La si consiglia nei sogetti ipertesi, ansiolitici, insonni e nervosi. E' antidepressivo. Infonde energia emotiva rilassando il corpo.









Articolo pubblicato oggi dall'inserto Salute 
de La Repubblica.

Il riposo non è mai superfluo. Chi dorme è come se mettesse delle ore di scorta in una sorta di cassaforte.  Che l'organismo sfrutta al momento giusto. Un vantaggio per chi svolge un lavoro impegnativo e che ha bisogno di ore extra di sonno prima di un turno.

Dalla scienza ancora una conferma: il sonno fa bene alla salute e più si dorme più si è produttivi. L’ultimo studio in materia è stato pubblicato dal Journal of Sleep Research. I ricercatori questa volta hanno dimostrato che il riposo non è mai superfluo, anzi. È come se si mettessero delle ore da parte, in una sorta di cassaforte, che il nostro organismo sfrutta al momento giusto. La ricerca, secondo Tracy Rupp del Walter Reed Army Institute of Research di Silver Spring, potrebbe tornare utile per tutti coloro che svolgono un lavoro impegnativo e pericoloso, i quali potrebbero trarre giovamento da ore extra di sonno prima di un turno da più ore. 

Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno arruolato 11 uomini e 13 donne. A metà di questi volontari hanno chiesto di andare a letto alle 9 e di dormire per 10 ore a notte per sette giorni; agli altri di mantenere le proprie abitudini. Dopo una settimana tutti i volontari sono stati 'torturati' con sole tre ore a notte, dopo aver accumulato questo consistente debito di sonno, tutti sono stati testati con esercizi cognitivi per vedere gli effetti procurati dal deficit. 

Chi aveva immagazzinato riposo extra ha risentito della carenza di sonno subita la settimana successiva, ma meno degli altri. Le performance cognitive non erano deteriorate e il recupero del sonno era comunque più rapido. Insomma dormire di più aiuta ad affrontare un periodo difficile. 

“Il sonno – spiega la professoressa Alessandra Graziottin, - costituisce una componente essenziale della salute: neurovegetativa e somatica, emotivo-affettiva e cognitiva. Idealmente, dovrebbe comprendere un terzo del giorno (un’ora di sonno ogni due di veglia). Anche se la quantità si è ridotta mediamente di un’ora e mezzo, con importanti ripercussioni sulla salute fisica e psichica”. Questa perdita quantitativa, continua a spiegare la Graziottin, può creare un progressivo malessere, i cui sintomi vanno dall’area emotivo-affettiva, con irritabilità, aggressività, ansia diffusa, umore depresso, bisogno di eccitanti di varia potenza e dannosità – dal caffè alla cocaina – alle alterazioni comportamentali, tra cui un aumentato appetito per cibi dolci e grassi “per recuperare energia” con aumento di peso. 

Ma ci possono essere anche disturbi di tipo da cui deriva la desincronizzazione tra ciclo sonno-veglia e i ritmi circadiani. In altre parole è come se si sballasse il nostro ciclo vitale. “Sono tipici di questa alterazione – conclude la Graziottin – le sindromi da fasi del sonno avanzate o ritardate, e disturbi cronobiologici transitori. Attenzione però le alterazioni del sonno, quantitative e qualitative, si ripercuotono sulla salute generale e, in particolare, sugli equilibri neurovegetativi, emotivo-affettivi e cognitivi”. Si possono inoltre ripercuotere sulla sessualità e sulla stessa capacità riproduttiva. Insomma chi dorme poco rischia di essere più irritabile e incapace di avere una vita sessuale appagante.

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