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Visualizzazione post con etichetta dipendenze. Mostra tutti i post
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Solo apparentemente il cucchiano di zucchero nel caffè 'non fa male a nessuno'.
E' proprio l'azione combinata di queste due sostanze psicoattive (sull'asse ipotalamo-surrene) a costituire una delle cause del dilagare di sindromi da stress cronico

Lo zucchero peraltro non è pericoloso solo nell'overdose (la fetta di torta alla crema dopo un pasto). Infatti, come per ogni sostanza psicoattiva assunta e non sintetizzata in proprio, la sua pericolosità si esercita nell'uso quotidiano, nella cronicizzazione. Occorrerebbe prima di tutto rieducare se stessi al gusto naturale del dolce, quello presente in abbondanza e in equilibrio armonico in natura.
In particolare con i bambini, lo zucchero dovrebbe essere bandito. Per un approfondimento a riguardo vi invitiamo a leggere l'articolo Il bambino e gli zuccheri pubblicato su ValoreAlimentare.it


DOLCIFICANTI ARTIFICIALI


Ottenuti per sintesi chimica, non si ritrovano in natura. Hanno un valore nutritivo praticamente nullo. In Italia l'uso dei dolcificanti sintetici e' consentito solo per i prodotti dietetici autorizzati dal Ministero della Sanita'. Tranne l'aspartame, tutti i dolcificanti artificiali, compreso l'ultimo nato, l'acesulfame-K, vanno a toccare i delicati meccanismi di controllo dell'insulina, causando un aumento della sua produzione (azione insulinotropica).

Recenti ricerche in vitro lo confermano: l'acesulfame-K produce un aumento nel rilascio di insulina, associato a un potenziale genotossico e una significativa clastogenotossicita'. La conclusione e' che l'acesulfame-K dovrebbe essere assunto con cautela. Sconsigliamo poi in via cautelativa: saccarina E954, l'edulcorante piu' economico (sulfimmide benzoica), si usa nella forma del suo sale di sodio (saccarinato di sodio). Pura, ha un sapore sgradevolissimo, quindi viene miscelata con ciclammato. Non fidarsi e' meglio.

Un video sullo Zucchero Raffinato.








ROMA - Le insidie del tabacco non finiscono mai: non c'é infatti solo il pericolo per i fumatori e quello del fumo passivo, ma ad essere pericoloso (e ignorato) è anche il fumo di terza mano, ovvero quello che si deposita su qualunque superficie di ambienti interni in cui si fuma, mobili scrivania, letti, tende, e anche sui vestiti. Il pericolo di questo 'fall out' di nicotina bruciata è che, reagendo con inquinanti indoor, forma potenti agenti cancerogeni, le nitrosamine. E' quanto rivelato da uno studio diretto da Hugo Destaillats dell'Indoor Environment Department del Lawrence Berkeley National Laboratory di Berkeley e pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).
Per anni si è parlato di fumo passivo ed è stato un susseguirsi di studi che dimostravano quanto fa male, soprattutto ai bambini. Di recente è stato anche pubblicato uno studio, di ricercatori italiani, secondo cui il fumo passivo fa male persino ai fumatori stessi con un peso rilevante, che equivale a fumare 2,6 sigarette in più al giorno se si fumano 14 bionde al dì. I fumatori più attenti alla salute dei propri cari credono di risolvere il problema 'fumo passivo' fumando fuori, o arieggiando le stanze in cui si è fumato. 


Ma questa accortezza, per quanto importante, risulta pressoché inutile contro un'altra insidia del fumo, finora poco o nulla indagata e di cui quasi non si conosceva l'esistenza, il fumo di terza mano. Così chiamato per la prima volta circa un anno fa da ricercatori Usa, (poiché in inglese si parla di fumo di seconda mano per indicare quello che noi chiamiamo passivo), il fumo di terza mano non è altro che la 'ricaduta' di nicotina, e altre sostanze bruciate della sigaretta fumata, su qualunque superficie di casa o in generale di ambienti chiusi.

Questo 'fall out', resiste settimane e anche mesi (molto più del fumo passivo quindi), si va a mischiare con la polvere domestica e, se intorno a sé trova altri inquinanti interni, reagisce con alcuni di essi formando le nitrosamine, agenti cancerogeni. 
I ricercatori hanno visto che ciò accade in particolare quando i residui del fumo reagiscono con l'acido solforoso che é un comune inquinante indoor, che si sviluppa soprattutto da apparecchiature non ben ventilate. 


Gli esperti hanno misurato, usando delle superfici sperimentali, l'aumento di nitrosamine quando quelle superfici sono esposte a fumo di terza mano e calcolato un incremento di dieci volte di queste molecole cancerogene. 


Nessuna superficie é al riparo, persino i vestiti, cosicché anche se si è fumato fuori, rientrando a casa gli abiti si fanno portatori di fumo di terza mano. Secondo gli esperti è importante tenerne conto e i più esposti sarebbero proprio i bimbi più piccoli che sono più a contatto con le superfici domestiche, dai tappeti al tavolo, su cui si deposita il fumo di terza mano e quindi le nitrosamine, che poi vengono inalate.


Come viene prodotto lo Zucchero Raffinato

scritto da Andrea Vitali 19/02/10 3 commenti

Nel suo libro "La danza col Diavolo", G. Schwab lo descrive così: "Il succo zuccherino proveniente dalla prima fase della lavorazione della barbabietola o della canna da zucchero, viene sottoposto a complesse trasformazioni industriali: prima viene sottoposto a depurazione con latte di calce che provoca la perdita e la distruzione di sostanze organiche, proteine, enzimi e sali di calcio; poi, per eliminare la calce che è rimasta in eccesso, il succo zuccherino viene trattato con anidride carbonica."




Il prodotto quindi subisce ancora un trattamento con il velenosissimo acido solforoso per eliminare il colore scuro,successivamente viene sottoposto a cottura, raffreddamento, cristallizzazione e centrifugazione.

Si arriva così allo zucchero grezzo, che non è ancora zucchero raffinato ma già nocivo. 


Nella seconda fase di lavorazione lo zucchero viene filtrato e decolorato con carbone animale e poi, per eliminare gli ultimi riflessi giallognoli, viene colorato con il colorante blu oltremare o con il blu idantrene (proveniente dal catrame e quindi cancerogeno). Il prodotto finale è una bianca sostanza cristallina che non ha più nulla a che fare con il ricco succo zuccherino di partenza e viene venduta al pubblico per zuccherare (avvelenare) gran parte di ciò che mangiamo. Cioè è zucchero bianco raffinato. E comporta tutti gli effetti dello zucchero raffinato.

Che cosa è rimasto del primo succo scuro ricco di vitamine, sali minerali, enzimi, oligoelementi che avrebbero dato tutto il loro benefico apporto di vita, di energia e di salute? Nulla! 


Anzi, per poter essere assimilato e digerito, lo zucchero bianco ruba al nostro corpo vitamine e sali minerali (in particolare il Calcio e il Cromo) per ricostituire almeno in parte quell'armonia di elementi distrutta dalla raffinazione. Le conseguenze di tale processo digestivo sono la perdita di calcio, nei denti e nelle ossa, con l'indebolimento dello scheletro e della dentatura.


Ciò favorisce la comparsa di malattie ossee (artrite, artrosi, osteoporosi, ecc.) e delle carie dentarie che affliggono gran parte della civiltà occidentale.  Cosa provoca il tossico zucchero raffinato a livello intestinale? Esso provoca processi fermentativi con produzione di gas e tensione addominale e l'alterazione della flora batterica con tutte le conseguenze che ciò comporta (coliti, stipsi, diarree, formazione e assorbimento di sostanze tossiche, ecc.). A tal proposito avrete certamente notato il fastidioso senso di gonfiore e pesantezza che si avverte dopo aver mangiato dolci elaborati, ricchi di zucchero raffinato.
Pensate che tale prodotto così trasformato possa far bene alla salute? Prima di prenderlo non sarebbe bene pensarci due volte?

E' stato ampiamente verificato che le popolazioni non raggiunte dalla cosiddetta "civiltà bianca" non sono soggette a carie o altre malattie dei denti. Con l'arrivo dei bianchi e dei loro prodotti alimentari raffinati (zucchero, dolciumi, alcool, pane), gli aborigeni dell'Australia, i Maori della Nuova Zelanda, gli Indios del Perù e dell'Amazzonia, i Pellerossa del Nordamerica ecc. hanno anch'essi cominciato ad essere soggetti alle stesse malattie dei bianchi e a riempire gli ambulatori dentistici e medici dei loro "civilizzatori"; l'incidenza della carie, che prima era una malattia a loro del tutto sconosciuta, è arrivata a colpire fino al 100% degli individui di queste popolazioni.

Il pericoloso zucchero raffinato ha una grossa influenza sia sul sistema nervoso sia sul metabolismo, creando prima stimolazione poi depressione con conseguenti stati di irritabilità, falsa euforia, bisogno di prendere altro zucchero, ecc.. In realtà si crea una vera forma di dipendenza, come avviene con la droga, a tutti gli effetti! Dello zucchero raffinato si parla poco e bisognerebbe farlo più spesso, divulgando il più possibile certe informazioni scientifiche.

Tra gli effetti più devastanti dello zucchero raffinato c'è lo stato di dipendenza, causato dal rapido e violento assorbimento dello zucchero nel sangue che fa salire la cosiddetta glicemia. Di fronte a tale subitanea salita, il pancreas risponde immettendo insulina nel sangue e ciò provoca una brusca discesa del tasso glicemico detta "crisi ipoglicemica" caratterizzata da uno stato di malessere, sudorazione, irritabilità, aggressività, debolezza, bisogno di mangiare per sentirsi di nuovo su di tono.

La conseguenza di questa caduta degli zuccheri è l'immissione in circolo, da parte dell'organismo, di altri ormoni atti a far risalire la glicemia, tra cui l'adrenalina che è l'ormone dell'aggressività, della difesa, della tensione. 


Si può ben comprendere come questi continui "stress" ormonali con i loro risvolti psicofisici determinano un esaurimento delle energie con l'indebolimento di tutto l'organismo. 


Ciò è stato ampiamente verificato da studi condotti negli Stati Uniti dove la violenza e l'aggressività nei bambini, messe in relazione anche al tipo di dieta e ai cibi (compreso lo zucchero raffinato), hanno creato allarme e preoccupazione per tutte le conseguenze sociali che esse determinano. A lungo andare uno dei sistemi più colpiti dallo zucchero raffinato è proprio il sistema immunitario poichè l'esaurimento delle forze e delle energie si traduce in una minore capacità di risposta alle aggressioni esterne e nella tendenza ad ammalarsi. 


Quando mangiamo 50 gr. di zucchero raffinato bianco, la capacità fagocitaria dei globuli bianchi si riduce del 76% e questa diminuzione del sistema di difesa dura circa 7 ore.

Le gravi malattie che oggi affliggono l'umanità (cancro, AIDS, sclerosi, malattie autoimmuni, ecc.) nascono da un indebolimento immunitario del quale lo zucchero raffinato e l'alimentazione raffinata sono tra i maggiori responsabili


I danni dello "squisito veleno" bianco sono tanti altri ancora e a tutti i livelli: per esempio circolatorio (con l'aumento di colesterolo e danni alle arterie), epatico, intestinale, ponderale (con l'aumento di peso e l'obesità), cutaneo.


Leggete questa pagina: I Danni dello Zucchero Raffinato.




Tutto il processo di lavorazione dello zucchero raffinato è ben spiegato in questo video:


Come viene fatto lo Zucchero Raffinato da Discovery Channel.



Sugar Blues: Il Mal di Zucchero

scritto da Andrea Vitali 10/11/09 4 commenti






Lo zucchero raffinato, o saccarosio, è un vero e proprio veleno che crea dipendenza e impoverisce la riserva di minerali del nostro organismo.

Già il solo processo produttivo chiarisce molto la natura di questa sostanza: lo zucchero raffinato viene sottoposto ad una serie di complesse trasformazioni industriali, tra cui la depurazione con latte di calcio che provoca la perdita di sostanze organiche, enzimi e sali.

Poi, per eliminare la calce in eccesso, il succo zuccherino viene trattato con anidride carbonica, poi con il velenoso acido solforoso per eliminare il colore scuro. Successivamente viene filtrato e decolorato con carbone animale e, per eliminare gli ultimi riflessi giallognoli, viene trattato con il blu oltremare o il blu idantrene (proveniente dal catrame e quindi cancerogeno).

Rimane una sostanza bianca cristallina senza vitamine, sali minerali, enzimi e oligoelementi che si dimostra causare stress pancreatico, demineralizzazione ossea, fermentazioni intestinali e gas, alterazione della flora batterica, alti e bassi glicemici con vere e proprie forme di dipendenza, aggressività nei bambini e molti altri problemi. (Nutrizione Superiore)

E’ una sostanza che crea forte acidificazione del sangue, che il nostro organismo, per mantenere il PH ad un livello accettabile, è costretto a tamponare ricorrendo alle proprie riserve di sali minerali. Di conseguenza il nostro corpo, privato di preziose sostanze minerali, manifesta una serie di sintomi, che vanno dalla caduta dei capelli all’accumulo di scorie sotto forma di cuscinetti di adipe, cellulite e ritenzione idrica.

Molte malattie della civiltà moderna sono dovute ad un eccesso di zucchero raffinato nell’alimentazione.
La depressione è spesso favorita da un eccesso di zucchero raffinato, così come tutte le forme di candidosi e le varie infezioni ginecologiche. Ma, essendo appunto una droga, il saccarosio e le preparazioni alimentari che lo contengono non si possono eliminare di punto in bianco senza soffrire di crisi di astinenza. Bisogna allora prendere una serie di accorgimenti ed usare degli espedienti per riportare l’organismo sulla strada naturale senza pericolo di ricadute.

Mentre tutti gli alimenti a base di saccarosio sono dannosi e acidificano il corpo, il fruttosio è lo zucchero naturale più adatto all’uomo, ed ha un effetto alcalinizzante, che contribuisce alla salute. Stiamo parlando del solo fruttosio contenuto nella frutta, fresca o essiccata. Quella polverina bianca che viene venduta, spesso anche nei negozi di alimenti naturali, non è certo il fruttosio che si assume mangiando della buona frutta matura, ed è da evitare al pari del saccarosio.

Concretamente? Fare scorta di frutta fresca e secca biologica di tutti i tipi e secondo i propri gusti. E mangiane ogni qualvolta il desiderio di dolce prende il sopravvento, nessuna preoccupazione per le eventuali calorie perchè un organismo ripulito da dipendenze e funzionante sa quando e come bruciare ciò che non serve e soprattutto diventa 'capace' di chiedere solo quello che serve al mantenimento della propria omeostasi (stato di equilibrio).

Tra i frutti biologici sono da prediligere quelli di stagione e che possibilmente non abbiano dovuto attraversare continenti per arrivare in negozio, più passaggi abbiamo meno garanzie che arrivi un alimento integro e con una certificazione affidabile. Quindi magari meglio evitare tropicali (ci sarà un motivo se non crescono dove siamo nati noi?) e le pesche a dicembre come le arance a luglio..

Anche la frutta secca è importante che sia assolutamente di origine biologica, perché nella frutta secca industriale è sempre presente anidride solforosa, un veleno usato come conservante che annulla tutti gli effetti benefici dell’alimento.

Nelle bevande, laddove non se ne potesse fare proprio a meno, inizialmente è possibile utilizzare zucchero grezzo di canna (quello vero, non il bianco riverniciato che fa bella mostra sui banconi dei bar..), ma è preferibile usare succo d'agave, malto di riso od orzo, sciroppo d'acero.
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A chiunque sia interessato ad approfondire l'argomento suggerisco la lettura di un testo fondamentale: "Sugar Blues, Il Mal di Zucchero" di William Duffy (in versione aggiornata con il contributo di Roberto Marrocchesi che ho avuto la fortuna di avere come insegnante a scuola di Naturopatia) - Macro Edizioni.

Personalmente ho appena deciso di far girare la mia copia del libro tra le persone a cui tengo e che so essere in sintonia con questa sensibilità. Con la preghiera di farsi canale e far girare ulteriormente il libro, ad ogni passaggio annotando nome, periodo di lettura e osservazioni concrete derivanti dalla stessa.

Sono curioso di vedere cosa accade... l'ultima volta che ho portato un pane fatto in casa in un luogo Accogliente e Amorevole, questo ha cominciato a moltiplicarsi.. e ora ho perso il conto di quanti pani ci siano in giro :)

PS: grazie!!!






 
LO ZUCCHERO BIANCO RAFFINATO

Lo zucchero bianco, che ogni giorno introduciamo nel nostro corpo direttamente così com'è o attraverso dolci, caramelle, bevande commerciali, conserve, liquori ecc..
I danni dello zucchero bianco sono moltissimi. In diversi articoli qui su Il Sentiero della Natura ne abbiamo parlato.


Lo zucchero bianco raffinato il prodotto finale di una lunga trasformazione industriale che uccide e sottrae tutte le sostanze vitali e le vitamine presenti nella barbabietola o nella canna da zucchero che sono il punto di partenza per la produzione dello zucchero.

Le sostanze zuccherine sono alimenti importantissimi della nostra dieta poichè rappresentano la fonte primaria per la produzione di energia che serve a far funzionare correttamente tutto il nostro organismo, incominciando dal cervello fino a finire con i muscoli e per questo motivo devono essere completi di tutto ciò che la Natura ha loro fornito per cedere al nostro corpo, durante il processo dell'assimilazione, la loro ricchezza.

Ma perché lo zucchero bianco
ha caratteristiche tossiche?

Lo scienziato Dr. M.O. Bruchner, specialista delle malattie interne, primario dell'ospedale Eben Ezer, LemgoLippe, (Germania), a conclusione delle sue ricerche scientifiche e delle sua attività quale medico pratico dice: "L'uomo necessita di idrati di carbonio per la sua attività, quali fattori di energia. Lo zucchero è un idrato di carbonio"; di conseguenza ognuno pensa: lo zucchero è uno degli alimenti più favorevoli per produrre energia. Cosa vi è da obiettare? Parecchie cose vi sono da obiettare.

Gli zuccheri industriali, come pure lo zucchero d'uva fabbricato sinteticamente, sono isolati "chimicamente puri", che nel corpo agiscono ben diversamente. Per la loro decomposizione e disposizione necessitano delle stesse vitamine e sostanze minerali come tutti gli zuccheri di frutta e amidi naturali, ma questi ultimi contemporaneamente li forniscono, mentre gli altri ne privano il corpo, impoverendolo da un lato e disorientando le sue funzioni dall'altro.

Purtroppo la scienza ha sempre trascurato, e trascura tuttora, di far presente questa enorme differenza e di portarla sotto gli occhi dei profani. Se ci occupiamo qui degli effetti e del valore dello zucchero quale alimento, sia ben chiaro che si tratta dello zucchero industriale quale isolato chimicamente puro (zucchero bianco).


Fonte: Vivere Meglio (consiglio di leggere tutto il PDF)

Esistono in natura diverse alternative allo zucchero raffinato, basta conoscerle e usarle!

Aggiunta 2010:
Abbiamo scritto qualcosina anche sulla Stevia. Alla pagina: Stevia.




    
   Sintomi di astinenza 
e cambiamenti neurochimici 
così come per le droghe


E' lo zucchero raffinato ed dimostralo, tra i tanti,  Bart Hoebel
del Princeton Neuroscience Institute.



Uno studio dell'Università di Princeton, nel New Jersey, dimostra che molti "golosi" sono in realtà tossici perché lo zucchero raffinato - a quanto pare - provoca dipendenza. Sembra una curiosità ma questa dei ricercatori di Princeton è una scoperta, importante per il mondo scientifico perché conferma ciò che molte persone a dieta sospettavano da tempo: lo zucchero raffinato è una  droga.

Secondo il neuroscienziato Bart Hoebel, abbuffarsi di zucchero raffinato può infatti avere effetti sul cervello molto simili a quelli provocati da un abuso di sostanze stupefacenti. Il ricercatore ha presentato i risultati della sua analisi al meeting del College americano di Neuropsicofarmacologia a Scottsdale, in Arizona: lo studio è stato svolto utilizzando delle cavie e somministrando loro dosi elevate di acqua zuccherata ogni giorno, dopo che avevano passato la notte a digiuno.

Nel giro di tre settimane, gli animali hanno cominciato a dare segni di impazienza e frenesia, mostrando insomma un comportamento simile a quello dei tossicodipendenti in crisi di astinenza. "Rimanevano a lungo desiderosi di ricevere una nuova "dose", erano incontrollabili", ha spiegato Hoebel.
L'esperimento ha mostrato negli animali un aumento nel cervello della dopamina. "E' una sostanza che si trova nel nucleus accumbens, la parte adibita alla motivazione e al meccanismo della ricompensa - ha detto Hoebel - e si sa da tempo che l'abuso di droghe fa aumentare il rilascio di dopamina in questa parte del cervello: in questo caso abbiamo scoperto che lo zucchero raffinato agisce allo stesso modo".

In un altro esperimento le cavie, dopo essere state nutrite per un periodo a base di zucchero raffinato, sono state costrette a passare alcune settimane senza più riceverne. Quando la sostanza veniva reinserita nell'alimentazione, ne consumavano molta più di prima.


A un certo punto gli scienziati hanno deciso di variare sostituendo l'acqua zuccherata con dell'alcol e hanno notato che quelle nutrite con lo zucchero raffinato ne bevevano più di quanto avrebbe fatto un topo normale. "Ancora non sappiamo come reagiscono gli esseri umani - ha concluso l'autore dello studio - Ma quel che è certo è che esiste un nesso tra la dipendenza da sostanze stupefacenti e lo sviluppo di un desiderio morboso di dolcificante".

Secondo il professor Pierfranco Spano, docente di farmacologia e tossicologia presso l'Università degli Studi di Brescia, è comunque plausibile che lo zucchero raffinato provochi dipendenza anche su di noi. "I cosiddetti sistemi di ricompensa che abbiamo nel cervello, dalla medicina anglosassone definiti "rewarding system", mediano gli effetti di tutte le sostanze da abuso. Esiste cioè una partecipazione di sistemi cerebrali in cui la master key è la dopamina.

Si tratta in genere di comportamenti appetitivi che partono dal masencefalo e arrivano nel nucleus accumbens, una parte del cervello a sua volta suddivisa in due zone, la cosiddetta "shell".
Questa "conchiglia" si accende in caso di desiderio o di previsione di ricompensa". Il professore precisa anche che in campo scientifico esistono i cosiddetti "gradini di rigore dimostrativo": a volte cioè vengono fatte delle scoperte fondamentali e in un secondo momento vengono costruite le teorie, in modo tale che, come diceva Popper, la prova non possa essere confutata.

A questa scoperta, insomma, manca una teoria di supporto, ma il primo passo è stato fatto e si tratta di un gradino importante. "I geni e lo sviluppo postnatale - conclude Spano - indirizzano a lungo andare le persone verso alcol, zucchero raffinato o cocaina.

La "scelta" dell'oggetto della dipendenza viene fatta in base all'esperienza e alla predisposizione personale: ed è su questo fronte che la scienza sta maggiormente indagando".

La scoperta di Hoebel rappresenta dunque la quadratura del cerchio di tutta una serie di studi e potrebbe avere risvolti importanti per le persone che soffrono di disturbi del comportamento alimentare, come binge eating (crisi da alimentazione incontrollata) o bulimia. (ma anche e soprattutto, aggiungo io, a disturbi della sfera psicoemotiva e a tutta una serie di patologie riconducibili all'assunzione di questo non-alimento)
da Repubblica.it, 11 dicembre 2008

Scheda tecnica Zucchero Raffinato.

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(Roma) 6.200 decessi femminili registrati solo quest'anno.
Un numero impressionante, eppure le “bionde” attirano sempre più donne, consapevoli che il cancro al polmone potrebbe diventare per loro il 'killer' numero uno

A lanciare l'allarme è stato ieri Onda, l'Osservatorio nazionale sulla salute della donna, che a Milano ha promosso un incontro per parlare della nuova emergenza salute.
Un trend in aumento vertiginoso, che in trent’anni ha visto triplicare annualmente il numero di donne morte per cancro ai polmoni. Erano, infatti, 2.300 donne quelle colpite e morte a causa del fumo negli Anni 70, e le stime per il futuro sono davvero drammatiche.
Entro il 2010 potrebbe verificarsi addirittura il 'sorpasso' sulle vittime del tumore al seno, uno dei carcinomi più diffusi nella popolazione femminile.
Le donne, hanno denunciato gli esperti sono a rischio: in questi anni, infatti, è in crescita l'esercito di fumatrici.

“Donne che identificano il fumo come un simbolo di emancipazione e ad esso abbinano anche uno stile di vita poco salutare. "La donna di oggi - spiega Francesca Merzagora, presidente di Onda - ha alle spalle un vissuto più complicato dell'uomo. Non solo figli e casa, ma anche lavoro. E la sigaretta è divenuta per lei l'alleato migliore per vincere ansie e stress legati a questo 'triplo ruolo'". Un vizio che potrebbe rivelarsi fatale e che sicuramente incide sulla qualità della vita delle donne. "Le fumatrici - continua la presidente di Onda - sono nel 50% dei casi più soggette ad avere mestruazioni dolorose, ad andare in menopausa più precocemente e ad avere maggiori difficoltà nel concepimento". A queste dinamiche si aggiunge anche la maggiore predisposizione genetica a sviluppare il cancro al polmone.

Studi recenti stanno, infatti, confermando l'incidenza del fattore genetico sulla mortalità femminile per carcinoma polmonare. L'ipotesi e' che questa predisposizione possa essere legata ad alcune proteine implicate nel metabolismo delle sostanze cancerogene e ad alcuni recettori ormonali.

A registrare il record di decessi femminili è proprio la città che ha ospitato l’incontro Milano ha, infatti, un triste primato: il tasso di donne fumatrici e' nettamente superiore alla media italiana (19,2% contro 17,6% del resto del Paese), con un aumento del rischio di mortalità di oltre il 77,6%.

"Il problema allarmante – ha sottolineato Gianni Ravasi, presidente della sezione provinciale Lilt (lega italiana per la lotta contro i tumori) di Milano – è che il fumo e' sempre di più in aumento nella popolazione femminile, proprio quella con la maggiore predisposizione genetica verso il tumore del polmone.
Lavorare per la prevenzione e per sostenere percorsi di disassuefazione deve essere quindi l'obiettivo comune di tutti gli operatori sanitari."

Da Delta News.



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