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Visualizzazione post con etichetta acqua. Mostra tutti i post
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Secondo l'ONU sono più di un miliardo gli esseri umani che attualmente non hanno accesso a sufficienti risorse idriche per vivere.
Un miliardo di persone per cui non sono garantiti bisogni primari quali alimentazione e condizioni igienico-sanitarie.
Sono infatti meno di venti i litri d'acqua al giorno disponibili per una popolazione superiore a quella che abita l'intero continente europeo.
Questa situazione fa morire ogni anno un milione e mezzo di bambini.


LA CRISI DI UN MODELLO INSOSTENIBILE

La gestione dell'acqua potabile è, e resterà a lungo, una delle prorità più alte su scala planetaria.
A determinare lo squilibrio sono solo in parte i paesi emergenti e in via di sviluppo che aumentano la richiesta idrica ed energetica per la propria crescita; è soprattutto il mondo 'occidentale' (ormai diffuso e globalizzato al di là della collocazione geografica) con il suo stile di vita insostenibile e il suo modello produttivo basato sulla la chimera della crescita infinita, a prosciugare e compromettere quotidianamente le riserve idriche che la natura ha impiegato milioni di anni a costituire.


IL VALORE DELLE SCELTE QUOTIDIANE

Lo stile di vita di ciascuno di noi è determinante per spostare l'ago di questa bilancia. Prendiamo in considerazione le nostre scelte quotidiane, dall'alimentazione ai vestiti che compriamo passando per i giocattoli che compriamo ai nostri figli, e via dicendo: ogni scelta, specialmente quelle ripetute nel tempo, ha un riflesso sui consumi d'acqua.

Facciamo l'esempio della catena alimentare: i consumi di carne sono in vertiginosa ascesa da cento anni a questa parte; ora, se occorrono quindicimila litri d'acqua per produrre un kg di carne forse dovremmo cominciare a riflettere, al di là di tutte le ulteriori motivazioni etico-salutistiche, sulle conseguenze che in prospettiva un comportamento simile può produrre. Persino l'ONU in un rapporto sugli impatti ambientali dell'industria alimentare è arrivata a dichiarare quanto segue: "Un cambiamento globale verso una dieta vegan è di vitale importanza per salvare il mondo da fame, povertà di combustibile e dalle peggiori conseguenze dei cambiamenti climatici".

Un discorso del tutto analogo può essere fatto sull'abbigliamento: forse non tutti ancora sanno che l'industria del cotone è in assoluto una delle più inquinanti con l'utilizzo di quantità di pesticidi e fertilizzanti in proporzioni elevatissime, che producono danni permanenti alla biodiversità, alle falde acquifere e alla salute di chi lavora nelle piantagioni.

Nelle nostre case poi spesso si assumono abitudini che senza necessità effettiva portano a consumi esorbitanti di acqua. Per questo aspetto vi rimandiamo ai nostri dieci consigli per risparmiare l'acqua.

Sono pochi ma significativi esempi per prendere consapevolezza di quanto possa incidere una semplice azione compiuta in modo ripetitivo e senza la consapevolezza del suo impatto a ogni livello.
Tutto ciò non fa una grinza: ciò che fa male al pianeta fa male a ogni sua creatura.
E viceversa :)

Dieci consigli per risparmiare l'acqua

scritto da BRUNIVERSO 05/05/10 9 commenti








Sull'acqua abbiamo già pubblicato diversi articoli. Leggete ad esempio L'acqua ed il consumo di carne.

Quando ci è possibile cerchiamo di inserire qualche suggerimento sul risparmio dell'acqua, sull'attenzione da prestare a questo bene prezioso e soprattutto di tutti. Almeno dovrebbe essere di tutti. 


Ci sono luoghi nel mondo, e non per essere moralisti ma per contestualizzare e motivare un articolo come questo, dove per avere qualche litro d'acqua le persone percorrono chilometri a piedi nel deserto. 

Dire questo non vuol dire sentirsi dei missionari (che male non farebbe) o essere retorici, significa per noi 'semplicemente' essere più consapevoli. Consapevoli di tutto. Di ogni cosa che facciamo. 
Della Terra che viviamo e che dovremmo proteggere. Come dovremmo proteggere i suoi abitanti...e la loro salute.


Comunque sia, ci siamo riproposti di fare un decalogo delle accortezze quotidiane per risparmiare acqua. Non vivendolo come un sacrificio (o anche sì, seguendo l'etimologia del termine), ma per la consapevolezza di cui sopra, innanzitutto.

Abbiamo trovato chi già ha pensato ai suggerimenti da darci sul risparmio dell'acqua, quindi postiamo direttamente l'articolo.





DIECI CONSIGLI PER RISPARMIARE L'ACQUA


1. Apriti a nuove esperienze:
Chiudi il rubinetto quando non serve!
Evitare di consumare acqua inutilmente è la principale fonte di risparmio.
Il rubinetto del tuo bagno ha una portata di oltre 10 litri al minuto: se lo lasci aperto mentre ti lavi i denti, ti fai lo shampoo o la barba,  più di 30 litri di acqua potabile se ne fuggono per lo scarico.
Chiudi il rubinetto quando non serve, eviterai un inutile spreco. 


2. Non perderti un bicchier d’acqua:
Un rubinetto che perde innervosisce e spreca tanta acqua.
Al ritmo di 90 gocce al minuto si sprecano 4.000 litri di acqua in un anno. Controllare se i rubinetti o la cassetta del water hanno una perdita è semplice: di notte o quando sei al lavoro, metti sotto il rubinetto un piccolo contenitore e dopo qualche ora potrai rilevare anche una minima perdita.
Nella cassetta del WC puoi vuotare, prima di andare a dormire, una boccetta di colorante alimentare (è lavabile e non fa danni!): l’eventuale colorazione delle pareti del water o dell’acqua sul fondo ti segnalerà una perdita.
Una corretta manutenzione dei rubinetti di casa fa risparmiare acqua e denaro. 


3. Tocca sempre i tasti giusti:
Uno scarico del water che permette di regolare il flusso dell’acqua diminuisce i consumi.
Oltre il 30% dell’acqua che consumi in casa esce dallo scarico del tuo WC. Ogni volta che premi il pulsante, ne consumi 10-12 litri. Se, ad esempio, inserisci nella cassetta dello scarico un mattone o una bottiglia piena d’acqua, facendo attenzione a non ostacolare il galleggiante e il meccanismo di scarico, puoi già risparmiarne molta. Anche installare una cassetta di scarico dotata di doppio tasto o di regolatore di flusso ti farà risparmiare decine di migliaia di litri di acqua in un anno.
Fatti carico del problema e scarica solo l’acqua che serve. 


4. Fai il pieno di buone intenzioni:
Usa sempre la lavatrice e la lavastoviglie a pieno carico. E scegli i modelli a basso consumo!
Questi elettrodomestici consumano tanta acqua ad ogni lavaggio, indipendentemente dal carico di panni e stoviglie. Quando li devi acquistare o sostituire, dai la preferenza a quelli di “Classe A” (o decisamente meglio A+, ormai diffusi ed economici), consumano meno acqua ed energia. Anche usarli solo quando è necessario, di notte e sempre a pieno carico, consente un notevole risparmio. Leggi nel libretto di istruzioni la loro portata massima (kg di biancheria e numero di stoviglie) e adottala come regola per il loro caricamento.
Lavare meno, ma meglio, migliorerà la tua vita e farà durare di più la loro. 

5. Prendi il tubo per le corna:
Non lavare troppo spesso l’auto e quando lo fai usa il secchio.
Ogni volta che lavi l’automobile consumi oltre 100 litri di acqua. Usa sempre il secchio invece dell’acqua corrente per bagnare la carrozzeria, insaponarla e risciacquarla: la renderai lucida e splendente sprecando meno acqua. Quando ti rechi all’autolavaggio scegli, se puoi, quello dotato di impianto a ricircolo o recupero dell’acqua.
Avere risparmiato acqua sarà il tuo migliore risultato. 


6. Segui il ritmo della natura:
Alle tue piante servono tante cure e non tanta acqua.
Innaffia il giardino con parsimonia e sempre verso sera: quando il sole è calato, l’acqua evapora più lentamente e non viene sprecata, ma assorbita dalla terra. Aggiungi abbondante pacciamatura, proteggerà le tue piante da siccità e arsura. Quando puoi, raccogli l’acqua piovana ed usala per innaffiare, alle piante piace molto. Se vai orgoglioso del tuo pollice verde, mostrati all’avanguardia: per il tuo giardino scegli piante autoctone e meno bisognose di acqua, ed installa un sistema di microirrigazione o a goccia programmabile con il timer.
Le tue piante avranno la loro giusta razione di acqua e la tua bolletta ne riceverà un beneficio. 

7. Cambia le tue abitudini:
Montare un semplice frangigetto può farti risparmiare fino al 50% di acqua.
I moderni frangigetto sono semplici dispositivi che, attraverso un innovativo sistema, diminuiscono la quantità di acqua in uscita dal rubinetto senza diminuire la resa lavante o il comfort. Costano poco, possono essere acquistati in ferramenta, ipermercati, negozi specializzati in idrosanitari o attraverso internet, e si montano in pochi minuti sui rubinetti del bagno e della cucina: basta svitare il terminale di uscita dell’acqua, inserire questo piccolo cilindro di plastica e riavvitare il tutto.
Un piccolo sforzo che costa poco, ma che ti farà risparmiare tanto. 


8. Vai controcorrente:
Per lavare i piatti o le verdure usa la bacinella e chiudi il rubinetto.
Quando lavi le verdure, ricorda che un buon lavaggio non si fa lasciando scorrere su di esse molta acqua, ma riempiendo una bacinella, lasciandole in ammollo e sfregando energicamente ogni ortaggio con le dita. Allo stesso modo, quando lavi i piatti e non puoi usare la lavastoviglie, riempi una bacinella d’acqua calda, aggiungi il detersivo, lascia i piatti in ammollo per un po’ e togli lo sporco con una spugna.
L’acqua corrente usiamola solo per il risciacquo. Vedrai che risparmio! 


9. Divertiti col telefonino:
Usa la doccia. Puoi risparmiare fino al 75%.
Fare un bel bagno è rilassante, ma richiede oltre 150 litri d’acqua. Lasciarsi accarezzare dall’acqua che scende dalla doccia è invece tonificante e rivitalizzante, ma soprattutto richiede molta meno acqua, circa 40-50 litri. Se nella tua doccia installi un riduttore di flusso e un miscelatore termostatico, il risparmio sarà ancora più consistente. Ricordati anche di chiudere il rubinetto quando ti insaponi.
Il bagno fallo al mare, scegli la doccia e risparmia acqua. 


10. Leggi qualcosa prima di dormire:
Controlla il tuo contatore a rubinetti chiusi.
Fai questa prova: la sera, prima di andare a dormire, controlla che tutti i rubinetti di casa siano ben chiusi e leggi il contatore dell’acqua. Al mattino, prima di iniziare la giornata, controlla di nuovo quanto segna. Una differenza anche minima significa che c’è una perdita, che non solo spreca inutilmente acqua, ma potrebbe causare gravi danni alla tua abitazione e a quelle degli altri condomini.
Inoltre, prima di assentarsi da casa per un lungo periodo, come per vacanze o viaggi di lavoro, ricordati di chiudere il rubinetto centrale dell’acqua.




Ed aggiungono: 


Qualche nuovo consiglio per chi vuole risparmiare proprio tutta l’acqua.

Cara acqua calda, quanto mi costi!
Ogni volta che apriamo il rubinetto dell’acqua calda, la facciamo inutilmente scorrere finché non arriva la temperatura desiderata. Non solo sprechiamo tanta preziosa acqua (che possiamo comunque raccogliere ed usare), ma anche tanta energia. Eppure, isolando accuratamente le condutture dell’acqua calda ed installando miscelatori termostatici, si può ridurre il tempo richiesto perché questa, la più costosa in assoluto, ci giunga tra le mani. 

Ristrutturazione in vista, occhio agli impianti
Di fronte alla necessità di ristrutturare un bagno o una cucina, puoi finalmente cambiare i vecchi impianti idrosanitari (rubinetti, cassetta del WC, etc.) e installarne di nuovi, più moderni ed efficienti. Attenzione, tutto ciò non significa spendere di più: sul mercato sono infatti disponibili soluzioni a basso consumo idrico, ormai comuni e diffuse, che, a parità di costo, permettono di risparmiare acqua senza che l’utente se ne accorga. Occhio dunque a vecchi rubinetti, docce, tazza e cassetta del WC, etc., sostituirli è un’occasione da non perdere! 

Per non sprecare neanche una goccia
D’estate, per bere acqua fresca del rubinetto, non fare scorrere inutilmente l’acqua, ma conservane qualche bottiglia in frigorifero. Per scongelare i cibi surgelati, non farci scorrere sopra l’acqua del rubinetto, ma lascia che si scongelino lentamente in frigo. Raccogli l’acqua di condensa dell’impianto di condizionamento e usala per innaffiare le piante. Non gettare l’acqua della ciotola del cane o del gatto, o della vaschetta del pesce rosso, ma usala per innaffiare le piante. 

Piscina, acqua di lusso
Chi ha la fortuna di possedere una piscina privata può adottare una serie di accorgimenti che riducono gli sprechi di questo prezioso “specchio” d’acqua. L’evaporazione è la vera nemica delle piscine: si calcola che in una settimana possano evaporare fino a 2,5 centimetri d’acqua che, in termini di volume, possono significare fino a ben 1.000-4.000 litri al mese! Due sono i principali stratagemmi per ridurre questo inutile spreco: il primo è dotare l’impianto di un sistema di copertura, che permetta di isolare l’acqua quando non si fanno bagni (soprattutto se l’acqua è riscaldata); il secondo è circondare la piscina con bordure e siepi che limitino l’azione del vento, che fa evaporare moltissima acqua. 

Risparmio “contagioso”
Eh sì, perché il risparmio dell’acqua è un po’ come una bella risata, che si “trasmette” a chi ci sta vicino. Racconta ad amici, conoscenti, colleghi e, soprattutto, a bambini e ragazzi quanto è facile risparmiare acqua, insegna loro i tanti trucchetti che si possono adottare per ridurre lo spreco e il cattivo uso, contribuisci a tramandare alle generazioni future questa cultura rispettosa e parsimoniosa a favore dell’acqua. Perché il risparmio continui!



Abbiamo riportato l'articolo che trovate alla pagina: Dieci consigli per ridurre i consumi d'acqua.









Oggi, 22 marzo 2010, si celebra l'ottava Giornata Mondiale dell'Acqua, iniziativa dell'ONU a sostegno del valore e della gestione sostenibile di questa risorsa fondamentale per la vita del nostro pianeta. Trattandosi di una risorsa 'apparentemente' infinita si tende per abitudine a considerarla inesauribile e in grado di autorigenerarsi. 
La realtà è molto diversa e 2 secoli di industrializzazione stanno mettendo a dura prova e compromettendo qualità e quantità di questo bene primario per la vita e la salute dell'intero pianeta. Il mondo 'evoluto' sta bruciando questa risorsa a ritmi vertiginosi e insostenibili e andando avanti di questo passo, molti studi lo confermano, già dal 2020 l'acqua non sarà più alla portata di 3 miliardi di esseri umani. 
E' un modello insostenibile quello attuale, in cui il 12% degli abitanti del pianeta consumano l'85% delle riserve disponibili. D'altro canto esistono estese zone del mondo in cui il diritto all'acqua non è garantito: già oggi 1 persona su 6 non ha possibilità di accedere alla quantità d'acqua necessaria alla propria sopravvivenza.
Possiamo e dobbiamo fare molto, subito, nei gesti quotidiani e nelle scelte di vita. Ho scritto sull'argomento una guida sul risparmio e la sostenibilità. E su come piccoli accorgimenti possano produrre grandi risultati. Invito anche a leggere l'articolo sul ciclo di produzione della carne, che insieme all'industria della moda costituisce uno degli ambiti produttivi in cui viene consumata e inquinata la maggior quantità di acqua. 



Notizia ANSA.

BRUXELLES  - Inquinamento, cambiamenti climatici, produzione di cibo e di energia: queste le sfide da affrontare per l'oro blu del Pianeta, sempre più sfruttato e sotto l'assedio di una popolazione in aumento. Oggi Giornata mondiale dell'acqua, sono ancora 884 milioni le persone che non possono contare su un accesso ad una risorsa sicura, al riparo da eventuali contaminazioni, mentre un 39%, cioé 2,6 miliardi, è privo di idonei servizi igienico sanitari. 




"Muoiono più persone per via dell'acqua poco sicura - afferma nel suo messaggio il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon - che non a causa di tutte le forme di violenza, inclusa la guerra". Di qui lo slogan dell'Onu per l'edizione 2010: "acqua pulita per un mondo sano". "L'acqua pulita - aggiunge Ban Ki-moon - è diventata scarsa e lo sarà sempre di più sotto l'attacco dei cambiamenti climatici". 

Anche in Europa i fenomeni climatici estremi sono in aumento, dalla siccità a tempeste e inondazioni. Sul fronte inquinamento, per il 2015 l'Ue si è posta come obiettivo quello di raggiungere una buona qualità per le acque europee. Secondo il commissario europeo all'Ambiente, Janez Potocnik "nonostante venga già attuata una politica significativa, non possiamo riposare sugli allori". Di qui la prospettiva di sviluppare, entro il 2012, una "Impronta blu per salvaguardare le acque". Entro il 2030 una persona su tre, nel pianeta, vivrà in zone dove l'acqua scarseggia, e per un uso più responsabile delle risorse idriche la soluzione potrebbe essere quella di aumentarne il prezzo. Specie per l'agricoltura, avverte l'Ocse, che cita tre studi dei suoi economisti secondo cui "il giusto prezzo dell'acqua può incoraggiare l'efficienza e gli investimenti". 
Secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, oggi chi paga gran parte del prezzo dell'acqua consumata sono le famiglie e l'industria, nonostante l'agricoltura utilizzi molta più acqua rispetto ad entrambi: il 70% delle risorse idriche complessive. "Gli agricoltori - scrive l'Ocse - dovrebbero pagare non solo i costi operativi e di manutenzione per l'acqua, ma anche la loro parte dei costi d'investimento nelle infrastrutture". Nel complesso "dare il giusto prezzo all'acqua incoraggerà la gente a sprecare meno, inquinare meno e investire di più nelle infrastrutture idriche". 

Ecco alcuni dati significativi sull'oro blu: 

- MALATTIE: Acqua non sicura e carenza di servizi igienico sanitari costano ogni anno la vita a circa 1,5 milioni di bambini sotto i cinque anni. Solo la diarrea uccide più bimbi di Aids, malaria e morbillo. Investire su questi due fronti implica un guadagno: per ogni dollaro investito, le stime dicono che i benefici oscillanno fra i 3 e i 34 dollari, dalla produttività ai risparmi per il servizio sanitario nazionale; 



- INQUINAMENTO: Ogni giorno, vengono riversati nelle acque del globo due milioni di tonnellate di liquami e altri scarichi. Continua la pressione sulle aree urbane: per il 2050, le previsioni parlano di 6,4 miliardi di persone che vivranno in città, contro i 3,4 miliardi del 2010; 



- CIBO: Per 1 kg di riso si calcola siano necessari 3.400 litri, mentre per 1 kg di manzo si toccano 16mila litri (leggete anche: La bistecca che distrugge il pianeta e L'acqua ed il consumo di carne)



- MONDO: Sono 884 milioni le persone che non possono contare su un accesso ad un'acqua sicura, cioé protetta da eventuali contaminazioni, mentre un 39% (2,6 miliardi), è priva di idonei servizi igienico sanitari. L'87% della popolazione mondiale può contare sull'acqua potabile. Almeno 3,8 miliardi possono bere grazie ad una rete idrica che arriva dentro casa, mentre ancora quattro persone su dieci nell'Africa Sub-sahariana e la metà della popolazione dell'Oceania non dispongono di fonti adeguate; 



- CLIMA: I Paesi del Mediterraneo ricorrono sempre di più alla desalinizzazione per la fornitura di acqua dolce, mentre l'indice di stress idrico, che mostra le risorse di oro blu disponibili rispetto alla quantità d'acqua utilizzata, vede l'Italia tra i Paesi alle prese con carenze d'acqua, oltre a Belgio, Bulgaria, Cipro, Germania, Malta, Spagna e Regno Unito; 



- EUROPA: Nel periodo fra 1976 e 2006 la stima è che almeno l'11% degli europei abbia sofferto di carenza d'acqua, con un danno per l'economia di almeno 100 miliardi di euro. Per il 2030 si stima un aumento del 16% dei consumi di acqua pubblica, per industria e agricoltura. Secondo Bruxelles si potrebbe risparmiare il 40% della risorsa, attraverso nuove tecnologie e migliori tecniche di irrigazione e l'uso personale potrebbe diminuire da 150 litri ad 80 litri al giorno; 



- ITALIA: Reti colabrodo, disperdono in alcuni casi anche un terzo della risorsa, mentre da giugno a settembre, al Sud e nelle isole, otto milioni di cittadini non dispongono del fabbisogno idrico minimo (50 litri).




Links utili:





Idroterapia: Guida per il Consumatore.

scritto da Andrea Vitali 20/02/10 0 commenti




GuidaConsumatore è un sito molto interessante, ricco di informazioni sia dettagliate e specifiche che generali e ad ampio raggio. L'articolo che riportiamo riguarda l' Idroterapia.


"L’idroterapia (il termine idro deriva dal greco e significa acqua) è una pratica della medicina alternativa che impiega, per curare diversi tipi di disturbo, l’azione termica e meccanica dell’acqua.


Per saperne di più sulle origini dell’idroterapia, sul suo funzionamento e sulle associazione a cui rivolgersi per individuare un bravo e serio professionista idroterapeuta abbiamo realizzato per te questa guida gratuita.


COS'E' L'IDROTERAPIA

Tra le medicine alternative è compresa anche l’idroterapia. E’ una forma di cura fisica i cui effetti terapeutici sono dovuti all’azione termica e meccanica esercitata dall’acqua comune sull’organismo umano. E ciò avviene perchè il nostro stesso organismo è composto per la maggior parte di acqua, infatti è risaputo che un uomo può rimanere diversi giorni senza mangiare, ma non può resistere senza bere.
Qualunque sia la forma di idroterapia, l’applicazione dell’acqua sul nostro corpo esercita sempre uno stimolo termico, a meno che la temperatura dell’acqua non sia pari a 34°-36°. Questa temperatura è detta indifferente perchè non comporta nessuna reazione da parte del nostro organismo. Invece l’acqua ad azione curativa produce sensazioni di:
  • - freddo 10°-15°
  • - fresco 25°-30°
  • - tiepido 30°-34°
  • - caldo oltre i 36°

COME FUNZIONA L'IDROTERAPIA

Il sistema di azione terapeutica dell’acqua consite sempre in una vaso-costrizione perifica iniziale a cui ben presto segue, per contro-reazione, una vaso-dilatazione periferica. La vaso-costrizione consiste nell’allontanamento di sangue dalla superficie cutanea e in un suo maggior afflusso verso le parti (visceri) interne per cui si ha un aumento brusco della pressione arteriosa e un accelleramento del polso e del respiro.
Mentre la successiva vaso-dilatazione comporta l’affluenza di gran massa di sangue dai visceri profondi ai vasellini sanguini cutanei dilatati, alleviando così il lavoro del cuore.
Questo meccanismo di reazione del nostro organismo a contatto con l’acqua (solo alle temperature suddette) si può dire ginnastica circolatoria che è molto benefica per il corpo sano, in quanto accellerara il ricambio organico e favorisce la diuresi (cioè la secrezione urinaria) e le secrezioni in generale.

STORIA DELL'IDROTERAPIA

Dall’antichità l’uomo ha imparato a conoscere le proprietà curative dell’acqua infatti già Ippocrate consigliava cure in acqua, gli Egizi curavano il proprio spirito con l’acqua e i Greci costruivano i tempi presso le sorgenti di acqua fredda e calda. Anche nella Bibbia l’acqua viene citata per il suo valore e uso simbolico per la purificazione della mente e del corpo. Ma durante il Medioevo l’utilizzo terapeutico e simbolico dell’acqua scopare per ritornare nel XVII e soprattutto nel XIX secolo quando venne fondato il primo centro idroterapico in Inghilterra dall’abate Sebastian Kneipp.
Egli ufficializzò l’uso dell’acqua a scopi terapeutici visto che il corpo stesso rallenta o accelera l’autoguarigione per mezzo dell’acqua, i bagni caldi o freddi favorivano la disintossicazione dell’organismo; esercizi fisici nell’acqua associati a diete favorivano la diminuzione del peso. Man mano nel tempo si è giunti a vere e proprie forme terapeutiche."


Vi consiglio poi di leggere un articolo su Olistic Map dedicato all' Idroterapia ed un'articolo dell' A.E.ME.TRA. (Associazione Europea di Medicine Tradizionali) sempre sull' Idroterapia.

E benché generalmente non faccio pubblicità, in questo caso si tratta di frequentatori della mia scuola di naturopatia. Il centro idroterapico che suggerisco di visitare è: Palatini - Terme di Salzano.



Il ciclo produttivo dell'alimento carne è il più insostenibile per il pianeta.

Nessuna attività produttiva destinata all'alimentazione umana è altrettanto costosa in termini di risorse idriche e inquinamento ambientale quanto l'allevamento di animali per la produzione di carne da macello.

E' quindi così strano che l'alimento carne sia anche il più controverso e 'inquinante' per la salute dell'essere umano?





La Carne e l' Acqua nel Mondo

Per 1 kg di carne servono 15-20mila litri d'acqua, per far crescere un pomodoro 13 litri, per un caffè 140. Lo dice allarmata la Fao: la domanda d’acqua crescerà sempre più e “causerà un’altra crisi globale”.
Ormai sono in molti ad affermarlo: mangiare meno carne contribuirebbe a diminuire notevolmente le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Ne abbiamo già parlato in passato citando il National Institute for Agricultural Technology dell’Argentina. Oggi è la volta della tesi dell’economista indiano Rajendra Pachauri, presidente del Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (IPCC).

Lo scorso 8 settembre a Londra Pachauri ha presentato un documento dal titolo “Riscaldamento globale: l’impatto sui cambiamenti climatici della produzione e del consumo di carne”.
Secondo l’economista produrre 1 kg di carne ha tantissimi costi in termini ambientali: si emettono ben 36,4 chili di anidride carbonica; si rilasciano nell’ambiente sostanze fertilizzanti pari a 340 grammi di anidride solforosa e 59 grammi di fosfati. In pratica produrre un chilo di carne ha lo stesso impatto ambientale di un’auto media europea che percorre 250 chilometri!


La produzione di carne

D’altra parte produrre carne prevede una serie di attività che necessitano energia ed inquinano. Bisogna organizzare trasporti che rispettino la catena del freddo, nei supermercati sono necessari frigoriferi, è necessario un packaging adeguato per offrire il prodotto ai consumatori i quali, poi, consumeranno dell’altra energia per cucinare la carne e produrranno dei rifiuti per smaltire gli avanzi.
Nel suo studio Pachauri esamina anche l’impatto dell’allevamento in termini di sfruttamento del suolo. In particolare, il settore zootecnico sfrutta il 30% delle terre del pianeta e il 70 % di quelle destinate all’agricoltura. Il 70% della foresta amazzonica ormai scomparsa è ora occupato da pascoli e campi coltivati a foraggio. Una produzione, quest’ultima, che preoccupa gli esperti perché determina sovrasfruttamento del suolo.

Produrre carne necessita, inoltre, di una quantità di acqua maggiore rispetto ad altre produzioni vegetali. Ecco qualche esempio. Per ottenere un chilo di mais sono necessari 900 litri di acqua; per un chilo di riso 3.000 litri; per un chilo di pollo 3.900 litri; per un chilo di maiale 4.900 litri e per un chilo manzo ben 15.500 litri di acqua!


PERCHE' SERVE TANTA ACQUA PER PRODURRE CARNE?

La premessa da fare, per comprendere i motivi dell'impatto delle nostre scelte alimentari sul consumo d'acqua, riguarda il fatto che gli animali d'allevamento sono "fabbriche di proteine alla rovescia".
Infatti, gli animali consumano molte più calorie, ricavate dai vegetali, di quante ne producano sottoforma di carne, latte e uova: come "macchine" che convertono proteine vegetali in proteine animali, sono del tutto inefficienti.
Il rapporto di conversione da mangimi vegetali dati agli animali a "cibo animale" per gli umani varia da 1:30 a 1:4, a seconda della specie animale, vale a dire: per produrre 1 kg di carne servono da 4 a 30 kg di vegetali coltivati appositamente. Per la loro coltivazione serve acqua. Per dar da bere agli animali serve acqua. Per pulire stalle e macelli serve acqua.


Dalle Istituzioni e dal Mondo Scientifico

In organizzazioni come l'OMS, la FAO e la Banca Mondiale, aumenta sempre di più la preoccupazione per l'impatto dell'allevamento industriale sull'utilizzo delle terre coltivabili e conseguentemente sulla possibilità o meno di nutrire il mondo in modo efficiente.
Esse affermano: "L'aumento del consumo di prodotti animali in paesi come il Brasile e la Cina (anche se tali consumi sono ancora ben al di sotto dei livelli del Nord America e della maggior parte degli altri paesi industrializzati) ha anche considerevoli ripercussioni ambientali. Il numero di persone nutrite in un anno per ettaro varia da 22 per le patate, a 19 per il riso fino a solo 1 e 2 persone rispettivamente per il manzo e l'agnello. Allo stesso modo, la richiesta d'acqua diventerà probabilmente uno dei maggiori problemi di questo secolo. Anche in questo caso, i prodotti animali usano una quantità molto maggiore di questa risorsa rispetto ai vegetali." [WHO/FAO2002].

L'acqua richiesta per produrre vari tipi di cibo vegetale e foraggio varia dai 500 ai 2000 litri per chilo di raccolto prodotto. Il bestiame utilizza in modo diretto solo l'1,3% dell'acqua usata in totale in agricoltura; tuttavia, se si prende in considerazione anche l'acqua richiesta per la coltivazione dei cereali e del foraggio per uso animale, la quantità d'acqua richiesta è enormemente più elevata. Per 1 kg di manzo da allevamento intensivo servono 100.000 litri d'acqua (200.000 se l'allevamento è estensivo); per 1 kg di pollo, servono 3500 litri d'acqua, 2000 per la soia, 1910 per il riso, 1400 per il mais, 900 per il grano, 500 per le patate. [Pimentel1997]

Il direttore esecutivo dell'International Water Institute di Stoccolma, ha dichiarato "Gli animali vengono nutriti a cereali, e anche quelli allevati a pascolo richiedono molta più acqua rispetto alla produzione diretta di grano. Ma nei paesi sviluppati, e in parte in quelli in via di sviluppo, i consumatori richiedono ancora più carne [...]. Ma sarà quasi impossibile nutrire le future generazioni con una dieta sul genere di quella che oggi seguiamo in Europa occidentale e nel Nord America". Ha aggiunto inoltre che i paesi ricchi saranno in grado di aggirare il problema importando acqua virtuale, il che significa importare cibo (mangime per animali o carne) da altri paesi, anche da quelli che non hanno abbastanza acqua. [Kirby2004]






La Carne consuma ed INQUINA L'ACQUA

Altro problema: lo smaltimento di deiezioni prodotte dagli animali degli allevamenti intensivi.
Le deiezioni liquide e semi-liquide del bestiame contengono livelli di fosforo e nitrogeno al di sopra della norma, perché gli animali possono assorbire solo una piccola parte della quantità di queste sostanze presenti nei loro mangimi.

Quando gli escrementi animali filtrano nei corsi d'acqua, il nitrogeno e fosforo in eccesso in essi contenuto rovina la qualità dell'acqua e danneggia gli ecosistemi acquatici e le zone umide.
Circa il 70-80% del nitrogeno fornito ai bovini, suini e alle galline ovaiole mediante l'alimentazione, e il 60% di quello dato ai polli "da carne" viene eliminato nelle feci e nell'urina e finisce nei corsi d'acqua. [CIWF2004]


Un anno intero di acqua per soli 5 kg di carne

Per concludere, un dato emblematico, che fa riflettere: il settimanale Newsweek ha calcolato qualche anno fa che per produrre soli cinque chili di carne bovina serve tanta acqua quanta ne consuma una famiglia media americana in un anno (5 kg di carne non bastano a coprire il consumo di una settimana, per la stessa famiglia!).
Perciò è chiaro che la prima cosa da fare, per risparmiare davvero acqua, è diminuire i consumi di alimenti animali, privilegiando il consumo diretto di vegetali (cereali, legumi, verdura, frutta, nelle migliaia di possibili ricette appetitose che si possono preparare): come singola azione da compiere è la più potente in assoluto, molto di più di qualsiasi altra azione di risparmio il singolo cittadino possa intraprendere.
D'altro canto, è noto che l'attuale consumo di alimenti animali è di molto superiore al massimo consigliato dall'Istituto Mondiale per gli studi sul Cancro (World Cancer Institute), che consiglia, nelle sue linee guida per la prevenzione del cancro, di non consumare più di 80 grammi al giorno di carne rossa, il che significa 30 kg l'anno come MASSIMA quantità di carne rossa ammessa. In Italia, ogni anno si consumano mediamente 62 kg di carne rossa pro-capite, più 30 kg di altra carne, quindi il doppio rispetto al massimo consigliato.


Modificando le nostre abitudini alimentari, 
faremmo molto per l'ambiente.
Faremmo un gran regalo alla nostra salute
e al futuro dei nostri figli


Fonti:
[CIWF2004] CIWF, "The global benefits of eating less meat", CIWF Trust, 2004
[Kirby2004] Alex Kirby, "Hungry world 'must eat less meat'", BBC News Online, August 15 2004
[Pimentel1997] Pimentel D., Houser J., Preiss E., White O., "Water Resources: Agriculture, the Environment, and Society", Bioscience, February 1997 Vol. 47 No. 2.
[WHO/FAO2002] WHO/FAO, Diet, nutrition, and the prevention of chronic disease. Report of the Joint WHO/FAO expert consultation, 26 April 2002.



La crisi dell'acqua

scritto da Andrea Vitali 1 commenti



Pubblichiamo un articolo tratto da La Nuova Ecologia.

Nel mondo 1,1 miliardi di persone non hanno accesso sufficiente a fonti d'acqua pulita e 2,6 miliardi non dispongono di servizi igienici adeguati. Secondo la Fao la questione dell'acqua è destinata a scoppiare perché la pressione demografica si farà sempre più forte e la domanda alimentare globale e la richiesta di energia aumenteranno

L'oro blu sarà dietro la prossima crisi globale. Quello dell'acqua è un problema simile ad una bomba ad orologeria innescata che, prima del petrolio e di una nuova impennata dei prezzi delle materie prima agricole, potrebbe deflagrare. Èquesto il clima che si respira a meno di due mesi dal Forum Mondiale sull'acqua che si terrà a Istanbul, in Turchia dal 16 al 22 marzo, secondo il capo dell'Unità della Fao di Sviluppo e Gestione dell'acqua Pasquale Steduto, che ha fornito i numeri di quella che appare come una guerra annunciata: nel mondo 1,1 miliardi di persone non hanno accesso sufficiente a fonti d'acqua pulita e 2,6 miliardi non dispongono di servizi igienici adeguati.

"C'è un'atmosfera di alto rischio di conflitto - ha detto all'Ansa Steduto - come è accaduto nel caso dei prezzi". La questione dell'acqua è destinata a scoppiare perché la pressione demografica si farà sempre più forte - secondo alcune stime della Fao, entro il 2050 la popolazione mondiale arriverà a 9 miliardi di persone - e la domanda alimentare globale e la richiesta di energia aumenteranno. Gli esperti mondiali del settore sono pronti a sedere al tavolo del Forum Mondiale di Istambul e a scrivere "una dichiarazione di intenti su quella che potrebbe diventare l'agenda tecnica dei governi in materia di acqua - ha aggiunto Steduto - la novità di questo documento sta nel fatto che il governo turco si è impegnato a portarla all'esame delle Nazioni Unite", dove potrebbe essere ratificato.






Le crisi, però, si diffondono più velocemente di quanto possano fare gli esiti degli incontri internazionali e sin da ora economie emergenti come India e Cina avvertono i risvolti preoccupanti della scarsità delle risorse idriche. "Molti fiumi cinesi e indiani non arrivano più al mare, si stanno prosciugando dopo uno sfruttamento eccessivo - ha spiegato Steduto - la conseguenza sarà un aumento delle importazioni, non potendo più soddisfare il fabbisogno alimentare". Ma come è già accaduto per le materie prime agricole, è dietro l'angolo la reazione nazionalista, cioè "l'interesse dei singoli Paesi a difendere le proprie risorse - ha proseguito Steduto - dopo questo passaggio ci si renderà conto che l'unico modo di risolvere questo problema globale, passa dalla cooperazione internazionale".

È necessario un cambio di rotta, partendo dal settore agricolo che, oggi, assorbe il 70% di tutta l'acqua prelevata da laghi, fiumi e falde acquifere. "Il primo passo è quello di eliminare gli sprechi - ha concluso Steduto - poi quello di aumentare la produttività agricola impiegando la stessa quantità d'acqua. Se si riuscisse a mantenere la stessa produzione agricola con una riduzione dell'1% nel consumo di acqua, questo si tradurrebbe in un aumento del 10% della disponibilità di acqua per altri settori".

La Nuova Ecologia.


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