Qui vogliamo concentrare l'attenzione sull'olio che si estrae a freddo da questo prezioso alimento: l'olio di germe di grano. Per produrre un solo kg di olio di germe di grano occorrono mille kg di frumento.
Come ogni olio consideriamo di qualità solo quelli spremuti a freddo senza solventi mediante processi meccanici, perché solo questo procedimento non altera le proprietà degli alimenti che si prestano alla trasformazione nel loro derivato viscoso.
L'olio di germe di grano contiene: Lectina, provitamina A, vitamine B, B12, D, E e Ferro.
E' antiossidante per la presenza di tocoferoli naturali ed acido linoleico. Contiene elementi minerali come il rame, il magnesio, il calcio ed il fosforo.
E' utile sia per uso alimentare che per uso cosmetico.
Concorre in entrambi i casi alla buona idratazione della pelle, rallentandone l'invecchiamento ed al rafforzamento del sistema immunitario. Leggete i paragrafi per il dettaglio.
OLIO DI GERME DI GRANO PER USO ALIMENTARE
Pressando il germe di grano si ottiene l'omonimo olio che rappresenta la migliore fonte alimentare di vitamina E. L'olio di germe di grano ad uso interno contribuisce ad arricchire l'alimentazione e la dieta quotidiana di vitamine, oligoelementi e acidi grassi insaturi.
E' consigliato ai bambini nella fase di crescita, agli anziani per rafforzare il sistema immunitario, per gli sportivi e per chi compie sforzi mentali come gli studenti o le figure professionali particolarmente impegnate mentalmente. Previene i disturbi cardiocircolatori, in particolare i processi aterosclerotici.
Anche ad uso interno apporta benefici alla pelle del viso e del corpo. Ed anche alla salute dei capelli. Essendo la vitamina E rigenerante della membrana cellulare degli organi interni del corpo umano. Si consiglia l’assunzione di 1 o 2 cucchiaini, come condimento a colazione o a pranzo e preferibilmente a fine pasto per una migliore assimilazione. Viene venduto come integratore alimentare.
Aiuta a prevenire l'arteriosclerosi ed aiuta a mantenere bassi i livelli di colesterolo nel sangue.
OLIO DI GERME DI GRANO PER USO COSMETICO
Per uso esterno l'olio di germe di grano viene usato per la salute e la cosmesi della pelle.
Emolliente ed idratante restituisce elasticità alla pelle non più giovane e sana quella maltrattata da inquinamento e fumo.
Il germe di grano ad uso cosmetico aiuta ad eliminare le macchie solari dal viso ed a gestire le disfunzioni epidermiche come couperose ed arrossamenti.
Molto indicato anche per placare i disagi presenti in caso di eczemi e dermatiti. Particolarmente indicato per la pelle secca ed irritata da vento, freddo e sole.
L'olio di germe di grano può essere usato sulla pelle del viso per proteggerlo dal freddo in inverno e dai raggi solari in estate: rafforza grazie la sua composizione il naturale film idrolipidico della pelle del viso e del corpo. Indicato anche per la cura dei capelli: l'olio di germe di grano restituisce salute e lucentezza ai capelli secchi e soggetti a stress (fumo, smog).
Scheda tecnica su: Olio di Germe di Grano Talia Essenze.
L'attuale modello alimentare dei paesi occidentali,
basato sul consumo intensivo di alimenti di origine animale,
è insostenibile e destinato a esaurire le risorse vitali del pianeta.
è insostenibile e destinato a esaurire le risorse vitali del pianeta.
Non è il solito allarme di associazioni ambientaliste, vegane o animaliste, non è nemmeno l'ennesimo autorevole studio scientifico sui danni alla salute della dieta a base di carne e derivati di origine animale.
E' questo il messaggio chiaro e forte dell'ultimo rapporto ONU sugli impatti ambientali dell'industria alimentare, riportato dal quotidiano inglese The Guardian.
Una significativa diminuzione del consumo di alimenti di origine animale è necessaria per salvare il pianeta dagli effetti dei cambiamenti climatici, dall'impoverimento delle risorse primarie e dalla fame che uccide milioni di persone ogni giorno. Oltre che per la salvaguardia della salute stessa dell'uomo, argomento sviluppato nel nostro articolo: Gli effetti della carne sulla salute.
GLI EFFETTI SUL PIANETA
L'attuale modello alimentare del mondo occidentale, basato su un consumo pressochè quotidiano di carne, pesce e altri alimenti di origine animale (uova, burro, latticini) è insostenibile per il pianeta secondo il rapporto dell'UNEP - United Nations Environment Programme, organismo delle Nazioni Unite che si occupa di studiare l'impatto sull'ambiente delle azioni dell'uomo.
Il ritorno progressivo ad un'alimentazione più naturale (e idonea all'essere umano), svincolata dalla dipendenza da alimenti di origine animale, è ritenuto vitale per salvare il mondo. Ai ritmi attuali (solo in Italia Coldiretti stima un aumento del 300% di consumo di carne negli ultimi 60 di storia) gli impatti negativi sull'agricoltura e sulla salute del pianeta sono destinati a crescere. Il paradosso dell'essere umano è che sta arrivando a saturare e compromettere le risorse vitali del pianeta (acqua, aria e terra) non per sfamare i suoi abitanti, ma per nutrire gli animali di cui si ciba. Il 70% dell'acqua del pianeta 'se ne va' per le colture destinate agli animali, così come il 38% del suolo coltivabile (de-vitalizzato da un uso criminale di pesticidi e fertilizzanti).
Il professor Edgar Hertwich, responsabile del rapporto ONU, afferma che l'industria dei prodotti di origine animale causa più danni al pianeta delle industrie minerali da costruzione come il cemento, le plastiche e i metalli. Si calcola che l'impatto dei gas serra di questa industria arrivi al 19% sul totale delle emissioni del pianeta".
LA PIRAMIDE ALIMENTARE
Come? Diminuendo il consumo di alimenti di origine animale e optando per un'alimentazione più sana sotto tutti i punti di vista: quella a base dei prodotti integrali della terra in cui il consumo di carne e altri derivati di origine animale non siano più alla base, dove si collocano gli alimenti da consumare con maggior frequenza, ma al vertice della piramide alimentare. Così come indicato e suggerito dalle più autorevoli scuole di nutrizione e da qualsiasi istituto di ricerca e prevenzione dei tumori.
Gustoso, nutriente, versatile e digeribile.
Naturalmente ricco di proteine vegetali.
E' il SEITAN!
Il seitan è un alimento le cui origini sono lontane nel tempo; probabilmente è un prodotto tradizionale mediorientale che la cucina macrobiotica ha il merito di aver diffuso in occidente intorno agli anni 60. Si ottiene separando la parte proteica della farina di frumento, il glutine, dagli amidi e dalla crusca in un procedimento di filtraggio con acqua. Il glutine viene utilizzato in cucina da secoli in tutti i paesi dell’Asia orientale e sudorientale, e pare che la sua preparazione ottenuta sia originata anticamente in Cina. Ha quindi un nome diverso secondo la lingua dei vari paesi e, quindi, diversi modi di essere impiegato in cucina.
Si tratta di un alimento vegetale ad elevato contenuto proteico e calorico. Ha un sapore gradevole e morbido, è altamente digeribile ed è adatto all’alimentazione di tutti, dai bambini agli anziani. Molto utile per chi voglia gradualmente passare da un’alimentazione ricca di prodotti di origine animale ad una dieta più naturale ed equilibrata.
Con il nome di seitan, però, si indica spesso un prodotto precotto, cioè il glutine già insaporito mediante la cottura in brodo di alga kombu e salsa di soia. Lo si trova così, pronto all'uso: al naturale, oppure alla piastra, a cubetti, affettato come antipasto, affumicato, aromatizzato, persino sotto forma di würstel! Esiste anche nelle varianti a base di glutine di farro o kamut e solo di recente a base di canapa.
Il glutine per preparare il seitan si può preparare in casa 'lavando' la farina di frumento, attraverso un processo laborioso; per venire incontro al tempo ultimamente lo si trova anche già pronto in buste questo rende senz'altro più economica e veloce la preparazione casalinga del seitan.
SEITAN IN CUCINA
Il successo del seitan sulla tavola dei vegetariani o in generale di chi cerca di condurre un'alimentazione naturale ricca e varia è dato, oltre che dal suo valore oggettivo, dal suo sapore e dalla sua grandissima versatilità in cucina. E' possibile a tutti gli effetti prepararlo come si fa con le carni, ottenendo gustosissimi arrosti, polpette, spiedini, tagliate, spezzatini. Tutti piatti gustosissimi e molto ricchi da un punto di vista nutrizionale.
Il Seitan assorbe bene i sapori dei vari ingredienti con cui viene preparato, e le sue particolari caratteristiche di aspetto, consistenza e sapore lo rendono facilmente utilizzabile in piatti in cui di solito viene usata la carne., ma a differenza della carne non ha bisogno di lunghe cotture ed è pronto in pochi minuti.
È consigliato per tutte le età,dai bambini agli anziani essendo molto digeribile, salvo intolleranze al glutine (celiachia), allergie specifiche e personali.
Il suo sapore è delicato e la sua consistenza compatta e morbida, anche se spesso quest'ultima varia da un tipo di seitan ad un altro.
A differenza del tofu, altra fonte concentrata di proteine vegetali, è molto buono anche al naturale. Rimando al sito Vegan3000 per un elenco di ricette di seitan semplici e buonissime. E per una ricetta particolare: Seitan di segale con cipolle in agrodolce proposto su VeganBlog!
SEITAN FAI DA TE
La preparazione del seitan fatto in casa è semplice, richiede solo tempo e pazienza, con il vantaggio notevole di poter aggiungere e dosare aromi e spezie all’impasto, ottenendo un seitan insaporito e personalizzato secondo il proprio gusto.
Il seitan può essere preparato in casa con il procedimento manuale di estrazione del glutine, partendo dall’ingrediente di base: la farina di grano. Procedimento abbastanza lungo, che oltre a un notevole risparmio economico offre la grande soddisfazione del fai da te. Ho trovato un bellissimo video tutorial su youtube: Come si fa il seitan.
Una buona mediazione in termini di tempo si può realizzare ora che si trova in commercio la farina di glutine in buste, il che abbrevia, e di molto, la preparazione del seitan in casa. Per approfondimenti sulla procedura di preparazione casereccia del seitan a partire da glutine già pronto vi rimando a una pagina molto ben fatta del blog la cucina naturale di tippitappi.
SEITAN VS CARNE
Personalmente non amo molto il dualismo seitan – carne e mangio il seitan in quanto tale: mi piace il suo gusto, la velocità con cui si prepara, il suo alto potere nutriente. Non lo considero affatto un sostituto della carne, anzi, per me è molto meglio e il suo gusto, per fortuna, non la ricorda per niente!
Col seitan non si tratta d’introdurre una finta carne in cucina, ma un alimento altamente proteico vegetale di cui è opportuno comprendere a fondo caratteristiche, versatilità, e proprietà intrinseche.
Dopodichè il parallelo 's'ha da fare' perchè si tratta di 2 alimenti con molti punti di contatto e perchè il business del naturale tende a presentare il seitan come la 'carne vegetale'.
Tralasciando quindi aspetti legati al gusto, del tutto soggettivi, carne e seitan in comune hanno l'elevato contenuto proteico ed energetico. Le calorie del seitan sono intorno alle 120 per 100 gr di prodotto, del tutto simili a quelle della carne. Elevatissimo anche il contenuto proteico ma, mentre la carne presenta tutti gli aminoacidi essenziali, il seitan è carente di lisina e treonina, questo significa che per assimilare tutte le proteine del seitan è necessario accompagnarlo con un legume (soia e fagioli sono ricchi di lisina anche se la sola salsa di soia è sufficiente a completare il 'lego' delle proteine del seitan): realizzata la combinazione il seitan diventa un alimento completo.
A stra-favore del seitan: assenza totale di grassi saturi e colesterolo presenti in abbondanza nella carne e nei prodotti di origine animale, corresponsabili di moltissime patologie cardiovascolari e degenerative (in crescita quasi esponenziale negli ultimi 60 anni in cui, non a caso, i consumi di carne sono cresciuto di oltre il 300%...).
Ovviamente non sono presenti nel seitan nemmeno ormoni e antibiotici, così come adrenalina, urine ed emozioni negative legate alla sofferenza in vita dell'animale e all'atrocità della sua fine: tutte sostanze, materiali o meno, di cui sono intrise le carni che arrivano in tavola e di cui non si può non tenere conto in un percorso di consapevolezza e se si da al 'nutrimento' il Valore elevato che gli compete.
SAGRA DEL SEITAN!
Ogni anno, da qualche anno a questa parte, in Toscana si svolge una simpaticissima Sagra del Seitan che vi invitiamo a visitare per gustare questo fantastico alimento in tutte le sue saporite interpretazioni culinarie.
Tea Tree Oil
Melaleuca Alternifolia
(detta anche Cajiputi)
Famiglia delle Myrtaceae
Continua la nostra rassegna di Olii Essenziali.
Oggi parleremo dell'Olio Essenziale di Tea Tree, un olio che conosciamo molto bene e che è entrato da tempo nel nostro 'kit base' dei rimedi naturali da tenere in casa e da avere quando si è in viaggio: si tratta infatti di un essenza maneggevole e con un campo d'azione particolarmente esteso.
OLIO ESSENZIALE DI TEA TREE
OLIO ESSENZIALE DI TEA TREE
L'olio essenziale di Tea Tree si ottiene distillando a vapore le foglie della Melaleuca Alternifolia, un albero che cresce sulla costa orientale dell'Australia e che arriva a raggiungere i 6 metri di altezza. Le sue virtù sono ben conosciute da secoli dagli aborigeni, che sono soliti disinfettare le proprie ferite spalmandovi sopra una crema rudimentale ricavata pestando le foglie dell'Albero del Tè.
La sua nota è alta e di testa. Il profumo, speziato e balsamico al tempo stesso, è molto intenso e ne lascia quasi intuitivamente dedurre l'aspetto peculiare, sintetizzato nella parola chiave: DISINFETTARE.
Le sue proprietà sono quelle di: purificante, balsamico, cicatrizzante, immunostimolante.
E' un olio sicuro anche nel lungo periodo. Questo non significa che non occorra usarlo con cautela e cognizione, come è sempre opportuno ribadire per tutti gli olii, compresi i più versatili.
AROMATERAPIA APPLICATA
L'olio essenziale di tea tree 'è un antisettico medio, uno dei migliori antivirali, antibatterici, antimicotici e antiparassitari. Affianca all'attività antisettica una buona azione immunostimolante. Il punto di forza è la sua capacità di agire in modo deciso contro i microbi e di essere al contempo delicato con le strutture organiche.
Sistema immunitario: herpes simplex, parassiti intestinali, batteri delle più comuni malattie da raffreddamento.
Sistema dermico: Acne, eczemi, piccoli tagli, ferite, punture d'insetto, zone infette, vesciche, porri, abrasioni, calli, duroni, tagli, peli incarniti. Si applica puro o diluito in un vettore. Puro anche su un cerotto da applicare sulla parte. L'olio essenziale di tea tree è un potente antimicotico, particolarmente indicato per l'onicomicosi.
Bocca: afte, ascessi, stomatiti, placca. E' possibile usare l'olio essenziale di tea trea anche puro sullo spazzolino come anticarie ed antiplacca.
OLIO ESSENZIALE DI TEA TREE E PSICHE
Sistema immunitario: herpes simplex, parassiti intestinali, batteri delle più comuni malattie da raffreddamento.
Sistema dermico: Acne, eczemi, piccoli tagli, ferite, punture d'insetto, zone infette, vesciche, porri, abrasioni, calli, duroni, tagli, peli incarniti. Si applica puro o diluito in un vettore. Puro anche su un cerotto da applicare sulla parte. L'olio essenziale di tea tree è un potente antimicotico, particolarmente indicato per l'onicomicosi.
Bocca: afte, ascessi, stomatiti, placca. E' possibile usare l'olio essenziale di tea trea anche puro sullo spazzolino come anticarie ed antiplacca.
OLIO ESSENZIALE DI TEA TREE E PSICHE
A livello di psicoaromaterapia l'olio essenziale di tea tree è calmante e chiarificante. Molto utile per l'affaticamento mentale ed lavoro intenso. Particolarmente indicato per: studenti, insegnanti, manager, medici. Fortifica e rinvigorisce, sostenendo nei momenti di grande logoramento. Da usare diffondendolo nell'ambiente o con inalazioni.
Curiosità: L'olio essenziale di tea tree potabilizza l'acqua, neutralizza alcune tossine alimentari ed è disinfettante per ambienti e superfici.
Curiosità: L'olio essenziale di tea tree potabilizza l'acqua, neutralizza alcune tossine alimentari ed è disinfettante per ambienti e superfici.
ESPERIENZE PERSONALI
Brunella: L'olio essenziale di tea tree è uno di quegli olii che non manca mai in casa. Una volta conosciute le proprietà e 'sentita' l'essenza dell'olio gli utilizzi sono molteplici.Io 'lo vivo' come un disinfettante. Il sapone al tea tree che uso per la pelle è in assoluto il miglior detergente mai usato in vita mia. Delicatissimo ed al contempo molto efficace e purificante. Disinfettante e non aggressivo. Il detergente al tea tree lo producono come sapone intimo proprio per le proprietà disinfettanti e rinfrescanti, ma io ve lo consiglio anche per il viso, essendo l'olio essenziale di tea tree indicato per acne, brufoletti, irritazioni. A seconda dello stato della vostra pelle potete quindi usarlo settimanalmente (ripulisce il viso in profondità dalla smog, dal fumo e dalle impurità) o quotidianamente. Non vi seccherà la pelle come molti detergenti chimici. Vi consiglio di applicare comunque del burro di karité dopo per meglio idratare la pelle. Con un delicato guanto di crine a volte lo uso come scrubs per la pelle del viso.
Lo uso poi come disinfettante per superfici della casa ed i pavimenti. Olio albero del te
Diluito con acqua in uno 'spruzzino' o in una bottiglietta o direttamente nel secchio. A volte per avere un odore più gradevole aggiungo olio essenziale di limone o di lavanda.
Prima di cucinare lavo le mani con il sapone al tea tree, mi sembra di pulirle molto più che con i saponi chimici, che anzi lasciano qualche sostanza sulla pelle.
Uso poi l'olio essenziale di tea tree per lavare l'insalata: la taglio già sciacquata e la metto in una bacinella con acqua e qualche goccia d'olio (1 o 2) per mezzoretta. Allo stesso modo lo uso per lavare la frutta e la verdura.
Lo uso nei pediluvi dopo aver camminato scalza per campi, prati o in spiaggia.
Lo uso puro su piccole ferite e brufoletti. Sulle punture d'insetto elimina il prurito ed il rossore da puntura. Cicatrizza velocemente piccole ferite e tagli, sottolineo velocemente. :)
E se non ridete vi dico che lo uso pure per gli interni rigidi della macchina...con tutto lo smog che prendono!
Andrea: Oltre agli usi quotidiani che Brunella ha molto esaustivamente elencato, vorrei aggiungere l'aspetto antifungino dell'olio di tea tree che mi ha permesso di guarire da una micosi ricorrente, la ptiriasi versicolor, curata per anni e senza successo con farmaci (peralto di un certo peso per il fegato) prima di incontrare il tea tree.Lo trovo molto efficace anche in caso di raffreddori, tosse e influenza, con diffusioni ambientali e fumigazioni.
Chiudo con una piccolo aspetto autobiografico che mi fa sentire particolarmente legato a quest'olio.. Conobbi l'olio essenziale dell'Albero del Tè alcuni anni fa quando, dopo l'ennesimo episodo di herpes al labbro curato con i soliti farmaci (creme antibiotiche), provai a chiedere a un erborista di fiducia se la natura offrisse qualche rimedio efficace. Senza la minima esitazione mi parlò di tea tree oil e di come una sua toccatura sull'herpes, anche nascente, avesse un effetto straordinario. Lo presi sulla parola, non avevo la più pallida idea di cosa si trattasse, ma decisi di provare e in pochissime ore mi resi conto della potenza di quest'olio (e di questo 'mondo'...). All'epoca non potevo certo immaginare tutte le ulteriori applicazioni pratiche che il tea tree oil può avere, ma di li a poco sarebbe iniziato il mio percorso di studi da Naturopata e sono certo che l'incontro con l'Albero del Tè (e con l'erborista!) sia stato determinante per la mia futura scelta.
Riferimenti Bibliografici:
Aromaterapia Naturopatica, Luca Fortuna, edizioni ENEA.
'Occhio non vede, gola non duole'
(Francesca G.)
Condividiamo quest'articolo del Corriere della Sera sul Sentiero perché rispecchia molte delle nostre riflessioni sull'alimentazione.
(Francesca G.)
Condividiamo quest'articolo del Corriere della Sera sul Sentiero perché rispecchia molte delle nostre riflessioni sull'alimentazione.
In particolare fa riflettere su come non esista una cattiva alimentazione, ma soltanto cattive abitudini alimentari. Se cambiano le condizioni che creiamo intorno a noi, in modo naturale cambieranno anche i nostri atteggiamenti.
Indurre amorevolmente e con le dovute accortezze un comportamento sano, attraverso strategie logiche e motivazioni di cuore, è il modo più naturale e semplice per migliorare la qualità della nostra dieta, la qualità della nostra vita in ogni campo.
La dieta «lontano dagli occhi, lontano dallo stomaco»
Modificare l'organizzazione della cucina
può contribuire significativamente
al successo di un regime alimentare
Milano - Il concetto base di due ricerche presentate da Brian Wansink al congresso Experimental Biology 2010 di Anaheim, in California, è semplice e molto logico: lontano dagli occhi, lontano dallo stomaco. In altre parole, se davvero si vuole che una dieta abbia buone probabilità di riuscita, bisogna ricorrere a piccoli stratagemmi «ambientali», modificando un po' la cucina in modo da ridurre la probabilità di mangiare cibi poco salutari o porzioni troppo abbondanti.
SERVIRE IL CIBO – Il ricercatore, che dirige il Food and Brand Lab della Cornell University, sostiene da anni che per stare a dieta sia più semplice e soprattutto efficace cambiare l'organizzazione della cucina, il modo in cui serviamo i cibi e li conserviamo in dispensa piuttosto che tentare disperatamente di rispettare i diktat di diete ferree. Gli studi presentati ad Anaheim lo confermerebbero: il primo, dall'evocativo titolo «Serve here, eat there» (Servi il cibo qui, mangialo altrove), dimostra ad esempio che la gente mangia il 20 per cento di calorie in meno se deve prendere il cibo dal bancone della cucina.
Lo studio ha coinvolto 78 persone a cui di volta in volta veniva data la possibilità di servirsi da vassoi in tavola o appoggiati sul piano di lavoro, non direttamente alla portata dei commensali. È bastato rendere un minimo faticoso il gesto di riempirsi il piatto per veder crollare i consumi: meno 20 per cento di calorie per pasto, con gli uomini che addirittura tagliavano l'introito energetico del 29 per cento (evidentemente perché sono più pigri delle donne). Perché se tocca alzarsi per fare il bis il più delle volte si abbandona il proposito.
Un trucco semplice ma efficace: «Il concetto “lontano dagli occhi, lontano dallo stomaco” può essere applicato anche in positivo, ad esempio lasciando a portata di mano cibi sani e nascondendo quelli più calorici. È più facile prendere una mela dal bancone della cucina che cercare una fetta di dolce nel frigo», sintetizza Wansink.
Lo studio ha coinvolto 78 persone a cui di volta in volta veniva data la possibilità di servirsi da vassoi in tavola o appoggiati sul piano di lavoro, non direttamente alla portata dei commensali. È bastato rendere un minimo faticoso il gesto di riempirsi il piatto per veder crollare i consumi: meno 20 per cento di calorie per pasto, con gli uomini che addirittura tagliavano l'introito energetico del 29 per cento (evidentemente perché sono più pigri delle donne). Perché se tocca alzarsi per fare il bis il più delle volte si abbandona il proposito.
Un trucco semplice ma efficace: «Il concetto “lontano dagli occhi, lontano dallo stomaco” può essere applicato anche in positivo, ad esempio lasciando a portata di mano cibi sani e nascondendo quelli più calorici. È più facile prendere una mela dal bancone della cucina che cercare una fetta di dolce nel frigo», sintetizza Wansink.
AMBIENTE – L'efficacia dei trucchetti «ambientali» è confermata dal secondo studio del ricercatore, stavolta su 200 volontari a cui sono stati dati consigli di tre tipologie diverse: per cambiare l'ambiente della cucina, per modificare il comportamento alimentare, per cambiare la scelta dei cibi.
Ebbene, chi aveva ricevuto i consigli “ambientali” restava a dieta un paio di giorni in più rispetto agli altri, e non è poco: «Se una persona riesce a seguire una dieta per venti giorni, come è accaduto a queste persone, se ne possono cominciare a vedere gli effetti», dice Wansink. Chi ha modificato un po' la cucina e il modo di gestirla, racconta il ricercatore, nell'arco di tre mesi ha perso oltre mezzo chilo per ogni suggerimento seguito. Perché, ad esempio, sostituire il cioccolatino con una carota o dire addio alle patatine fritte è assai più difficile che usare piatti piccoli, con cui viene automatico servirsi porzioni mignon.
Altri accorgimenti? Riorganizzare la dispensa nascondendo i cibi meno sani, togliere di mezzo ciotole colme di caramelle, non tenere la televisione in cucina: secondo gli studi di Wansink la tv ci distrae, tanto che senza accorgercene finiamo per mangiare qualche boccone di troppo. Così, ad esempio, sarebbe buona regola spegnere il cellulare a tavola: non solo per educazione, ma anche perché durante la telefonata potrebbe venir voglia di piluccare qualcosa dal piatto.
Ebbene, chi aveva ricevuto i consigli “ambientali” restava a dieta un paio di giorni in più rispetto agli altri, e non è poco: «Se una persona riesce a seguire una dieta per venti giorni, come è accaduto a queste persone, se ne possono cominciare a vedere gli effetti», dice Wansink. Chi ha modificato un po' la cucina e il modo di gestirla, racconta il ricercatore, nell'arco di tre mesi ha perso oltre mezzo chilo per ogni suggerimento seguito. Perché, ad esempio, sostituire il cioccolatino con una carota o dire addio alle patatine fritte è assai più difficile che usare piatti piccoli, con cui viene automatico servirsi porzioni mignon.
Altri accorgimenti? Riorganizzare la dispensa nascondendo i cibi meno sani, togliere di mezzo ciotole colme di caramelle, non tenere la televisione in cucina: secondo gli studi di Wansink la tv ci distrae, tanto che senza accorgercene finiamo per mangiare qualche boccone di troppo. Così, ad esempio, sarebbe buona regola spegnere il cellulare a tavola: non solo per educazione, ma anche perché durante la telefonata potrebbe venir voglia di piluccare qualcosa dal piatto.
«MINDLESS EATING» - L'esperto americano, che da anni studia l'argomento, ha infatti ideato una teoria in proposito, chiamata “Mindless eating”: in sostanza, mangiamo troppo senza accorgercene. Tanti piccoli elementi concorrono a farci abbuffare senza che ce ne rendiamo conto, dal poter prendere il cibo dal vassoio in tavola al piatto grande che viene spontaneo colmare con porzioni abbondanti. Intervenendo su questi fattori si riesce a stare a dieta meglio e si perdono davvero i chili di troppo, per di più senza sforzo, secondo Wansink. «La dieta migliore è quella di cui non ti rendi conto», è infatti il motto del ricercatore, che ha anche aperto un sito, mindlesseating.org, dove oltre agli studi scientifici a supporto della sua teoria si possono trovare corsi per le scuole, consigli pratici e pure un test per capire se siamo “mangiatori senza consapevolezza”.
Con spirito imprenditoriale tutto americano, Wansink ha perfino messo a punto piatti, portafrutta, dispenser “col limitatore” e oggetti vari per mettere in pratica la dieta ambientale. Che, almeno di là dall'oceano, sta facendo sempre più proseliti.
Con spirito imprenditoriale tutto americano, Wansink ha perfino messo a punto piatti, portafrutta, dispenser “col limitatore” e oggetti vari per mettere in pratica la dieta ambientale. Che, almeno di là dall'oceano, sta facendo sempre più proseliti.
Elena Meli per il Corriere della Sera.
Su sito dell' Unione Europea fino al 31 gennaio è stato possibile votare il nuovo logo per i prodotti biologici. Hanno partecipato al concorso 3.400 studenti di design provenienti da tutti i 27 stati membri dell'UE.
I lavori sono stati vagliati da esperti internazionali riuniti in un Comitato Permanente per l’Agricoltura Biologica. Gli esperti del Comitato in una prima selezione hanno indicato un ampio ventaglio di 100 lavori.
In una seconda selezione hanno individuato la triade dei loghi 'finalisti' per la nuova etichettatura biologica. Nella terza fase i tre loghi finalisti sono stati votati on line direttamente dai cittadini europei.
Ecco i tre loghi finalisti:
Tra questi tre loghi ha vinto con il 63% di voti il logo ideato e progettato da uno studente tedesco. Ed è il primo logo che vedete a sinistra nell'immagine ed in fondo all'articolo.
"L’Unione Europea dopo il flop dell’anno scorso, sta cercando un nuovo logo ufficiale che rappresenti il biologico in tutti e 27 i paesi facenti parte dell’unione. Questo comparirà su tutte le confezioni di prodotti biologici a partire da luglio 2010.
I partecipanti dovranno essere studenti di arte e grafica dell’Unione Europea, iscritti ufficialmente ad un accademia, università o college in uno degli stati.
Il giudizio finale sarà espresso dal Comitato Permanente per l’Agricoltura Biologica."
per i
PRODOTTI BIOLOGICI
Da Luglio 2010 il logo che troverete sulle Etichette Biologiche in Europa sarà quello alla vostra destra.
Buona spesa e controllate sempre l'etichetta!
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| Foto tratta da Cottoecrudo |
Con il caldo si sa, diminuisce il nostro appetito e naturalmente siamo portati a consumare cibi che ci permettono di recuperare sali minerali, vitamine, acqua, mantenendo l'energia necessaria per tutte le nostre attività.
In particolare frutta, verdura, ma anche alcuni cereali possono accompagnarci nel periodo estivo.
Oltre alla pasta, prodotta con semola di grano duro o integrale, ma anche con farro e kamut (con le varianti riso e mais per chi è celiaco), alcuni cereali si prestano particolarmente ad acompagnare le verdure in pietanze normalmente servite fredde.
Un articolo interessante sulle proprietà, gli aspetti botanici e nutritivi è I cereali: i sette fratelli.
In quest'articolo parliamo di Cous Cous (grano) e Bulgur. Nella pagina Cereali per l'estate: Orzo e Miglio altri due gustosissimi cereali!
COUS COUS
Il cous cous è un piatto tipico del Maghreb a base di grano duro.
In Italia il grano duro viene impiegato prevalentemente per la produzione della semola utilizzata per la produzione della pasta oppure, se rimacinata, per la produzione di pane di grano duro, in altri paesi che si affacciano al Mediterraneo (Sicilia inclusa) l'utilizzo più diffuso del grano duro è nel cous cous.
E' composto da grano duro spezzato in piccoli pezzi e precotto, il che significa che bastano pochi minuti per cuocerlo, a seconda delle ricette, in acqua o brodo bollente.
Il cous cous può essere consumato semplicemente condito con olio extravergine di oliva e sale (oppure con una delle le varianti macrobiotiche gomasio, miso, shoyu o tamari) per fare da accompagnamento ad altre pietanze al posto del pane, oppure pensando alla cucina nordafricana insieme a verdure, carne o pesce. Può essere insaporito in cottura con spezie come curcuma e curry, cipolle, carote, zucchine e accompagnato a diversi legumi e in particolare ai ceci (costituendo in questo modo un piatto unico a base di cereali e legumi).
Questi piatti possono anche essere accompagnati con alcune salse, di cui la più nota è l'harissa, una salsa piccante ottenuta mescolando peperoncino secco tritato, aglio, coriandolo, sale, olio extravergine di oliva o secondo gusti più tipici del nostro paese anche semplicemente con alcune foglie di basilico o menta.
Il cous cous si trova facilmente in commercio, in particolare nei negozi specializzati di alimentazione biologica si trovano cous cous di grano duro integrale, farro e kamut.
Il cous cous durante l'estate può costituire una valida alternativa al consueto piatto di pasta: accompagnando ad esempio le ottime verdure di stagione prodotte dai nostri agricoltori. E' anche di veloce preparazione in quanto non richiede una vera e propria cottura: è sufficiente metterlo in un contenitore e versarvi acqua bollente lasciando che si reidrati per 10-20 minuti, a seconda della dimensione dei pezzi.
Poichè possiede le stesse caratteristiche nutrizionali del frumento integrale, il cous cous è una buona fonte di fibre, vitamine del gruppo B, fosforo e potassio; ricco in carboidrati proteine e fibre a fronte di un contenuto modesto in grassi. Inoltre, come tutti i cereali intetgrali, ha un elevato potere saziante.
Una ricetta con il cous cous alla pagina: Cous Cous speziato con frutta secca.
Ricetta dalla quale abbiamo anche preso la bella foto per il cous cous.
Una ricetta con il cous cous alla pagina: Cous Cous speziato con frutta secca.
Ricetta dalla quale abbiamo anche preso la bella foto per il cous cous.
Anche il bulgur è un piatto tipico del medio Oriente che deriva sempre dal grano duro che dopo essere stato tenuto in acqua e fatto germogliare viene parzialmente cotto. Poi, dopo essere stato essiccato, viene frammentato in piccoli pezzi.
Come il cous cous risulta di facilissima e veloce preparazione. Può essere un'alternativa alla classica 'insalata di riso'. In linea di massima anche il bulgur può essere acompagnato con qualsiasi companatico: verdure e legumi le più indicate, ma anche carne e pesce.
Da un punto di vista nutrizionale vale quanto detto per il cous cous.
Le vene varicose colpiscono quasi una donna su 2 e i disturbi ad esse associati si manifestano con più intensità durante i periodi caldi dell'anno.
Pur trattandosi di una patologia prevalentemente ereditaria è possibile prevenire e contenere i disturbi legati al ristagno della circolazione venosa seguendo poche, semplici indicazioni riguardo a stile di vita e alimentazione.
Le terapie alternative e i rimedi fitoterapici offerti dalla natura costituiscono un ulteriore eccellente supporto in termini di prevenzione e cura dell'insufficienza venosa periferica.
VENE VARICOSE: COSA SONO E PERCHE' SI MANIFESTANO
Le vene varicose sono la manifestazione di un'insufficienza venosa periferica. Si tratta di un disturbo che causa la perdita di tono della parete venosa, con rigonfiamento e andamento tortuoso delle stesse vene. Le vene varicose risultano visibili attraverso la pelle per via del volume dilatato e del colore bluastro. Si manifestano soprattutto nelle gambe e in particolare a livello delle vene safene, le due grandi vene che percorrono la gamba e la coscia.
Le vene riportano il sangue dalla periferia al cuore. Al di sotto della zona cardiaca, specialmente dagli arti inferiori, il sangue deve risalire in senso opposto alla gravità e lo fa servendosi della muscolatura e grazie alla presenza all'interno delle vene di valvole che impediscono il reflusso in direzione contraria.
Può succedere che le valvole non svolgano il proprio dovere accuratamente o non siano del tutto presenti. A questo punto si formano dei grossi ristagni di sangue che tendono a dilatare la vena.
Le vene varicose possono essere genetiche su base ereditaria oppure comparire in seguito ad uno stile di vita errato.
VENE VARICOSE: FATTORI SCATENANTI
VENE VARICOSE: FATTORI SCATENANTI
Obesità: a causa della pressione addominale e il conseguente carico di lavoro per le valvole.
Eccessiva sedentarietà o l'abitudine a stare troppo tempo in piedi: entrambe favoriscono la stasi ematica facendo venire meno l'azione di pompaggio dei muscoli.
Alcol, caffeina e fumo: vengono indicati come fattore primario scatenante di insufficienza venosa periferica.
Stitichezza: intossicando il sangue porta alla sclerotizzazione delle vene.
Uso della pillola anticoncezionale: può facilitare la comparsa di questo problema.
Anche la gravidanza spesso porta con sé la comparsa di vene varicose, sia per l'aumento fisiologico del peso corporeo, sia come conseguenza dei cambiamenti ormonali che la accompagnano.
VENE VARICOSE: SINTOMI
Il primo sintomo è il senso di pesantezza alle gambe con sensazioni più o meno diffuse di calore e dolore, crampi notturni ed edemi alle caviglie, ritenzione idrica e prurito. Successivamente si possono manifestare le varici, tratti di vene che assumono andamento tortuoso che possono diventare dolorose. Quaindo il quadro di insufficienza venosa periferica diventa cronico possono comparire macchie scure e diffuse sulle gambe, spesso accompagnate da flebiti e tromboflebiti.
Caso a parte sono le emorroidi che pur essendo vene varicose hanno come sede il retto.
VENE VARICOSE: PREVENZIONE ALIMENTARE
La prevenzione si rivela l'alleato più affidabile contro l'insorgenza o le complicazioni dell'insufficienza venosa periferica. Di base un'alimentazione naturale ricca di verdura, frutta, legumi, cereali integrali insieme all'adozione di uno stile di vita salutare costituisce la migliore prevenzione dei problemi venosi.
Alcuni alimenti sono particolarmente indicati per aumentare l'integrità delle pareti venose, in primo luogo le bacche ricche di flavonoidi (da cui dipende il tipico colore rosso-violaceo): ciliegie, frutti di bosco, mirtilli neri, more, ribes nero. I bioflavonoidi sono importanti proprio per la capacità di aumentare la resistenza dei vasi, contrastare la permeabilità capillare e le reazioni infiammatorie a danno del tessuto connettivo. Per tutte queste ragioni i frutti fresci ma anche i loro succhi spremuti a freddo (non i succhi di frutta industriali, che del frutto originario hanno solo un vago ricordo..) risultano particolarmente utili sia per prevenire che per curare eventuali vene varicose già formate.
Un'altra fonte ricca di flavonoidi è il grano saraceno, soprattutto i suoi germgogli.
Altri alimenti altamente indicati sono quelli che alimentano la sintesi di fibrina, sostanza che regola la coagulazione, in carenza della quale amenta il rischio di trombofebiti e di ulteriori complicazioni. Si tratta di: peperoncino, aglio, cipolla e zenzero. Tra i frutti è consigliato il consumo di ananas fresco (per quello sciroppato vale il discorso fatto sui succhi di frutta)
Un alimento specifico straordinario per la cura del fegato, dell'intestino e delle problematiche circolatorie venose è il miso, fermentato a base di soia e cereali tipico della macrobiotica.
In presenza di problemi di circolazione occorre ridurre i consumi di solanacee (pomodoro, melanzana, peperone e patate) e dei grassi saturi di origine animale (carni rosse in particolare e latticini) a favore di semi oleosi e olii spremuti a freddo (extravergine di oliva, canapa e lino).
Da contenere il consumo di zuccheri e farine raffinati.
VENE VARICOSE: ESERCIZIO FISICO E SUGGERIMENTI PRATICI
Camminare, andare in bicicletta, fare jogging sono attività che possono portare grande giovamento a problemi di stasi venosa: la contrazione dei muscoli del polpaccio favorisce a mobilitazione del sangue accumulato nel circolo; la stessa respirazione, profonda e accelerata al tempo stesso, facilita il ritorno del sangue al cuore grazie al movimento del diaframma.
Ci sono poi piccoli ma utilissimi accorgimenti da adottare: dormire con i piedi un po' sollevati, non mettere scarpe con tacchi troppo alti o troppo bassi, camminare con le gambe immerse nell'acqua fino al ginocchio, sgranchire spesso le gambe se si lavora da seduti o se si fanno lunghi viaggi, alzarsi spesso sulle punte se si lavora in piedi, evitare calze, pantaloni o gambaletti troppo stretti, evitare di prendere troppo sole al mare.
La reflessologia plantare del piede è molto indicata come disciplina complementare in presenza di problemi di circolazione venosa: dalla pianta del piede si stimolano le aree riflesse di organi e funzioni metaboliche andando a dinamizzare le situazioni di stasi e a drenare il gonfiore. Cicli di 4 sedute nell'arco di un mese, da ripetersi ogni 2-3 mesi, possono dare significativi benefici a chi soffre di vene varicose.Anche l'idroterapia può essere utilizzata come disciplina complementare nel trattamento dei sintomi associati alla stasi venosa e alle vene varicose. Il suo effetto dovuto principalmente alla differenza tra temperatura dell'acqua e temperatura corporea. E consigliata durante la stagione calda, ovvero quando più sono presenti i sintomi. Le applicazioni devono essere tassativamente di acqua fredda, che, applicata frequentemente tramite pediluvi oppure sulle gambe con la doccia, favorisce la vasocostrizione e il ripristino della tonicità venosa. In questo modo diminuiscono i ristagni venosi e viene favorito il ritorno del sangue verso il centro del sistema circolatorio.
Durante la giornata, specialmente se si ha la fortuna di trascorrere dei periodi di riposo vicino al mare, saranno molto indicate passeggiate nell'acqua lungo la riva, in questo caso si sommeranno i vantaggi del movimento e della differente temperatura dell'acqua.
In campo erboristico la Fitoterapia è in grado di offrire diverse possibilità per migliorare i problemi di circolazione venosa. Le piante più utilizzate sono: Centella, Rusco, Ippocastano, Ginko Biloba, Acerola, Biancospino e Vite Rossa. Pur con lievi sfumature nell'approccio terapeutico si tratta di piante che agiscono contemporaneamente sull'infiammazione, che spesso accompagna i problemi di circolazione venosa, e sulla tonicità delle pareti venose. Inoltre svogono azione antiedemigena, alleviando la sensazione di gonfiore alle gambe dovuta all'accumulo di liquidi. Vediamo di seguito i più efficaci rimedi fitoterapici per le vene varicose.
VENE VARICOSE: RIMEDI NATURALI
Macerato Glicerinato (MG) di Ippocastano: il gemmoderivato di Aesculus Hippocastanum è il rimedio elettivo della fitoterapia per la stasi e per la congestione venosa, disturbi derivati da una cattiva circolazione sanguigna. E' un ottimo flebotonico generale, utilissimo in caso di dolore alle gambe, fragilità capillare, gonfiore, vene varicose ed emorroidi. Favorisce l'aumento del tono venoso, contribuendo al restringimento delle varici dilatate e tortuose. Può migliorare la microcircolazione, oltre ad avere proprietà antiemorragiche e antinfiammatorie, e svolge un'azione riparatrice in edemi ed ematomi. Combatte la ritenzione idrica di sodio e cloruri, stimolando la diuresi. Indicato anche nella congestione del plesso emorroidario con miglioramento della sintomatologia ad essa correlata: bruciore, prurito, dolore.
Il gemmoderivato di ippocastano è un rimedio molto maneggevole e privo di controindicazioni.
Macerato Glicerinato (MG) di Castagno: il gemmoderivato di Castanea Vesca è particolarmente attivo come drenante linfatico in caso di edemi associati ad eccessiva permeabilità vascolare, specie a carico degli arti inferiori. Situazione spesso peggiorata in prossimità del ciclo mestruale, con il caldo umido e favorita dallo stare molto in piedi. Indicato anche come trattamento complementare al massaggio linfodrenante.
Tintura Madre (TM) di Rusco: la tintura madre di Ruscus Aculeatus è inicata in caso di insufficienza venosa, edema, stasi linfatica eccessiva prmeabilità dei vasi: problemi che si manifestano con sensazione di gambe pesanti, dolenti e gonfie. Anche il rusco, come l'ippocastano è molto efficace sulle emorroidi. Le saponine presenti nella TM (ruscogenine) possono dare irritazione gastrica e renale, per questo motivo la TM di Rusco può essere molto utile in terapie d'urto ma non va utilizzata in modo prolungato come ad esempio un gemmoderivato.
Macerato Glicerinato (MG) di Sorbo: il gemmoderivato di Sorbus Domestica è un tonificante delle pareti dei vasi venosi, in particolar modo di quelli degli arti inferiori.
Un approccio olistico
al vizio del fumo
è in grado di dare risultati sorprendenti...
Come? Lavorando ogni giorno sulla relazione tra stile di vita e fumo.
Secondo una visione olistica il fumo non va cosiderato un nemico da combattere: spesso si consuma buona parte dell'energia nello scontro frontale, con risultati che possono rivelarsi controproducenti.
Allo stesso tempo il fumo non va ignorato.
Si può invece lavorare sul 'terreno' della persona, introducendo progressivamente elementi (alleati) virtuosi nello stile di vita e nelle abitudini alimentari.
Un tale approcio, in un 'sistema' olografico qual è l'essere umano, è in grado per osmosi di produrre l'inversione di tendenza determinando l'indebolimento dell'abitudine dannosa, fumare, che perderà potere a tutto vantaggio della salute!
Per essere concreti cominceremo questo percorso spiegando come introdurre nella dieta quodidiana alimenti in grado di ridurre i rischi per la salute.
Successivamente ci concentreremo sugli alimenti e fitocomplementi in grado di supportare e accompagnare l'organismo nel processo di disassuefazione alla nicotina e quindi sull'importanza del movimento e dell'attività fisica.
COMINCIARE A RIDURRE I DANNI DEL FUMO A TAVOLA
E’ sempre più diffusa la consapevolezza che a tavola ci si gioca un'importante fetta della propria salute. Anche per quanto riguarda fumare, l'alimentazione gioca un ruolo importante. Infatti si ha ad oggi la conferma scientifico-medica che alcuni cibi possono giocare un ruolo determinante nel proteggere l'organismo dai danni del fumo.
Esiste ad esempio un gruppo di alimenti in grado di ridurre la possibilità di ammalarsi di cancro al polmone.
Si tratta dei cibi ricchi di folati, i sali dell'acido folico o vitamina B9. Il più recente ed autorevole studio in proposito lo ha realizzato Steven Belinsky ed è stato pubblicato su Cancer Research lo scorso gennaio. E' con questo studio che ho avuto conferma di molte personali riflessioni.
I FOLATI CONTRO IL FUMO
I folati riducono il processo di metilazione dei geni critici. In sostanza riducono la probabilità di mutazioni del DNA, alterazioni genetiche alla base del tumore al polmone.
I folati non andrebbero assunti attraverso integratori (nel caso dei folati sono addirittura pericolosi in quanto mascherano carenze di B12 con conseguenze imprevedibili sul sistema nervoso). La natura del resto è generosa e ce li propone abbondanti e in ogni stagione in molte delle sue 'creazioni': verdure a foglia verde, legumi, semi oleosi e frutti sono ricchi di folati.
Cibi crudi e freschi ricchi di folati
I cibi freschi e crudi sono di gran lunga la scelta migliore, per qualità e quantità di vitamine, folati in particolare. Vanno scelti accuratamente, di provenienza certa e possibilmente da coltivazioni biologiche.
- verdure verdi a foglia, di ogni specie.
- legumi germogliati o anche solo germinati (soia, lenticchie e ceci sono l'iedale, ultradigeribili, adatti per contorni e insalate).
- cereali integrali in chicchi.
- frutta fresca.
(per quest' ultimi vale sempre la raccomandazione teorica di non abusarne, dico teorica perchè sono ancora troppo spesso assenti dai pasti degli italiani).
- spinaci crudi in insalata (buonissimi, meglio ancora in insalate miste: forniscono da soli ben 150-193 μg per 100g)
- lattuga romana 179 μg
- indivia e scarola 46-156 μg
- germogli di soia 140-172 μg
- barbabietole rosse (squisite spellate e tagliate a fettine in insalata) 101μg
- rucola
- germe di grano 20g ovvero 2 cucchiai colmi contengon 66 μg
- lattuga cappuccio verde 79 μg
- noci 66
- pinoli 57
- fiocchi d' avena 51-56 μg
- sedano-rapa 51 μg
- uova 50 μg
- pomodori 40 μg
- ravanelli 38 μg,
- arance 31-43 μg
- fragole 30 μg
- clementine 26 μg
- prezzemolo 10g contengono 13 μg.
I folati nei lieviti
Un' altra fonte di abbondanti folati è il lievito di birra fresco in panetti (312μg in un panetto di 25g) il cui uso però è da sconsigliare per la presenza di saccaromiceti vivi in grado di avviare potenti fermentazioni con produzione di anidride carbonica. In alternativa si potrebbe optare per il lievito secco in polvere dietetico (attenzione parliamo sempre di prodotti biologici e naturali), molto più praticabile e ancor più ricco in folati: 313 μg in un cucchiaio di 8g.
I migliori metodi per la cottura dei cibi
La miglior cottura per cereali e legumi è quella in pentola a pressione, per le verdure quella a vapore. Pressione e vapore sono i metodi di cottura più sani e in grado di preservare le sostanze vitali.
La bollitura in acqua è la più distruttiva, arrivando a far perdere dal 50% al 90% delle sostanze utili.
La cottura al microonde non la prendo nemmeno in considerazione in quanto contro natura e fortemente indiziata di essere dannosa per la salute dell'uomo.
Si veda quindi come a seconda del metodo di cottura scelto, le sostanze (in particolare i folati), possano arrivare o meno a 'destinazione'. Non è un fattore di poco conto visto che spesso si tende a cuocere troppo e male.
Folati di origine animale
Solo per completare il quadro è opportuno dire che i folati sono presenti nel fegato degli animali e nella carne in genere, il cui consumo quotidiano è altamente sconsigliato per le note limitazioni nutrizionali e tossicologico-preventive (rischi epidemiologici e formazione di amine eterocicliche da cottura)
Sono presenti nei derivati del latte, ma anchei in questo caso non è auspicabile un consumo su base quotidiana.
La vitamina B9 viene sintetizzata anche dalla flora batterica intestinale.
Da qui l'importanza di un'alimentazione naturale e consapevole, che sostenga la salute e la funzionalità dell'intestino evitando quei cibi che danno luogo a fenomeni di fermentazione e putrefazione (carne, latticini, insaccati).
Fonte:
AAVV*: Multivitamins, Folate and Green Vegetables Protect against Gene Promoter Methylation in the Aerodigestive Tract of Smokers. Cancer Research, Gennaio 2010 (doi: 10.1158/0008-5472. CAN-09-3410)
* Christine A. Stidley, Maria A. Picchi, Shuguang Leng, Randy Willink, Richard E. Crowell, Kristina G. Flores, Huining Kang, Tim Byers, Frank D. Gilliland, Steven A. Belinsky.
















